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Ministero dell'economia e delle finanzePrecisazione sull’analisi diffusa ieri 14 novembre dal Dipartimento Finanze sui redditi: “imprenditori” e “datori di lavoro” categorie distinte

Comunicato Stampa N° 219 del 15/11/2013

In merito agli articoli pubblicati oggi 15 novembre su alcuni organi d’informazione, relativi ai dati delle dichiarazioni dei redditi classificati per reddito prevalente, diffusi ieri 14 novembre 2013 sul sito del Dipartimento delle Finanze, si ritiene opportuno aggiungere alcune precisazioni a proposito del confronto evidenziato tra i redditi dichiarati dai lavoratori dipendenti e quelli degli imprenditori. La definizione di “imprenditori” quale sinonimo di “datori di lavoro” ha infatti portato a confondere l’analisi dei dati. La quota maggiore degli imprenditori presa in esame non ha personale alle proprie dipendenze, quindi non è un “datore di lavoro”.
A tal proposito, a pag. 63 dell’analisi dei dati Irpef 1 , pubblicata come di consueto a corredo delle tabelle statistiche, viene infatti presentata la disamina dei soggetti con reddito da “lavoro dipendente prevalente” che, integrata con le informazioni del proprio sostituto d’imposta (estratte dal modello 770), consente un corretto confronto tra redditi medi di dipendenti ed i datori di lavoro.
I lavoratori dipendenti che hanno come datore di lavoro una persona fisica (dichiaranti lavoro autonomo, d’impresa o allevamento) sono pari al 9,6% del totale e dichiarano un reddito medio da lavoro dipendente di 10.647 euro, mentre i corrispondenti datori di lavoro persone fisiche (circa 575.000 soggetti) dichiarano un reddito medio da attività economica pari a 33.653 euro, ossia circa il triplo.
I dipendenti che sono invece impiegati presso società o enti (90,4 % del totale)2 dichiarano un reddito medio da lavoro dipendente pari a 21.674 euro contro un reddito medio del sostituto d’imposta pari a circa 132.000 euro3 .

Inoltre le comparazioni tra redditi medi di diversa specie, quali il reddito da lavoro dipendente e quello d’impresa vanno effettuate con cautela, viste le diverse norme fiscali applicabili per la loro determinazione. Per ulteriori approfondimenti si invita a consultare la nota metodologica e le analisi dei dati presenti sul sito internet: http://www1.finanze.gov.it/finanze2/pagina_dichiarazioni/dichiarazioni.php

1 Raggiungibile tramite il percorso “dati e statistiche fiscali / dichiarazioni / navigazione dinamica / 2011 / analisi dei dati Irpef” http://www.finanze.gov.it/stat_dbNew2011/contenuti/analisi_dati_2011_irpef.pdf
2 Non sono stati considerati i soggetti che lavorano per un ente pubblico che svolge soltanto attività istituzionale.
3 Le medie tengono conto anche dei soggetti in perdita. Si tenga presente che il dato medio considera sia le società/enti soggetti Ires che le società di persone (soggette ad Irpef in capo ai propri soci), a cui si applicano normative di determinazione della base imponibile diverse. 

 

Roma 15/11/2013

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