Benvenuto sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, conosciuto anche come Portale mef

Contenuto principale

- Nessun rimborso pazzo

Comunicato Stampa del 08/05/2002

Roma, 8 maggio 2002

Nessun rimborso pazzo

In merito ad articoli pubblicati da alcuni quotidiani su presunti "rimborsi pazzi" per somme superiori al dovuto, il Ministero dell'Economia e delle Finanze precisa quanto segue:

  1. gli ultimi rimborsi effettuati risalgono ai mesi di novembre e di dicembre 2001. L'annunciata attività di rimborso nel 2002 non ha ancora preso l'avvio: avrà inizio a partire dal prossimo 20 maggio. Non si comprende pertanto a quali rimborsi si riferisca il quotidiano
  2. dai controlli effettuati presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate di Genova e a livello centrale (Anagrafe tributaria), ad oggi non risultano rimborsi pagati in misura parziale o totale superiore a quella spettante. In anni passati, alcuni contribuenti avevano segnalato di aver ricevuto rimborsi non richiesti o di importo superiore a quanto richiesto. Per quanto riguarda in particolare la Liguria, è sempre risultato - tranne in due casi per altro di importo minimo (150mila lire) che risalgono all'agosto 2001 - che i rimborsi erano dovuti, anche se non richiesti o richiesti per importi inferiori. Infatti accade spesso che il contribuente dimentichi di indicare in dichiarazione eventuali eccedenze dell'anno precedete o acconti versati. In questo casi il sistema informativo provvede d'ufficio a determinare il credito spettante e invia al contribuente un rimborso per lui inatteso
  3. non è vero che le attività dei Centri di servizio siano state appaltate ai privati, ma sono tuttora svolte dall'Agenzia delle Entrate. Non è vero che la chiusura dei Centri di servizio abbia costretto ad accelerare la lavorazione delle pratiche di rimborso. E' vero, al contrario, che proprio l'avvenuto smaltimento degli arretrati - previsto dalla legge n. 662 del 1996, che aveva stabilito un piano straordinario per il recupero dell'arretrato dei Centri di servizio - ha consentito di accelerare la chiusura dei Centri stessi. Non è vero neppure che i dipendenti dei Centri di servizio siano stati costretti alla "diaspora": l'Agenzia ha sottoscritto accordi con i sindacati che hanno ampiamente tutelato i dipendenti, prevedendo che eventuali cambi di sede avvenissero soltanto su base volontaria e - in determinati casi - con incentivi economici. Tutti i dipendenti che non intendevano cambiare sede sono potuti rimanere (o rimarranno: cinque Centri di servizio sono ancora attivi e chiuderanno tra giugno e dicembre) nella città sede del Centro, presso gli uffici locali e/o, laddove esistenti, presso i Centri di assistenza telefonica (Pescara, Venezia, Cagliari, Torino, Roma, Salerno e Bari) e i nuovi Centri Operativi di Venezia e Pescara
08/05/2002

Cerca nell'archivio dei comunicati