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Ministero dell'economia e delle finanzeL'attuazione della direttiva europea e nazionale sulle F.S.

Comunicato Stampa del 05/11/1999

Roma 5 novembre 1999

Attuazione della direttiva europea e nazionale sulle F.S.

L'attuazione della direttiva europea e nazionale sulle F.S. si sta traducendo in diverse azioni di risanamento che vanno dai massicci investimenti (55 mila miliardi tra il 1999 ed il 2003) per l'ammodernamento e il miglioramento del servizio, alla creazione di società con contabilità industriale e destinate al pareggio nei prossimi anni, sino all'impegno dei sindacati per una consistente riduzione del costo del lavoro unitario. In questo ambito anche il sistema tariffario viene adeguato e ad esso si riferisce la delibera adottata dal CIPE in data odierna.

Il nuovo sistema tariffario entrerà in vigore dal 15 gennaio 2000. I limitati aumenti che esso comporta e che non riguardano i treni regionali e interregionali, che sono il normale mezzo di trasporto dei pendolari, avrà un impatto sull'inflazione dello 0,0085% e cioè meno di un centesimo di punto. Le caratteristiche del nuovo sistema sono le seguenti:

  1. Rapporto tra qualità e mercato. Si applica per la prima volta al trasporto ferroviario di media e lunga percorrenza (con l'esclusione già indicata, perciò, dei treni regionali e interregionali) la regola del price cup, fin qui comune a tutte le tariffe governate dal CIPE, secondo la quale gli incrementi tariffari sono legati al recupero di produttività aziendale e di qualità del servizio. Qualità intesa non solo come comfort ma anche e soprattutto come puntualità, velocità, sicurezza (per la quale l'Italia è già i primi posti in Europa): in sostanza affidabilità. I parametri di qualità, incorporati nel prezzo del biglietto, eliminano qualsiasi tipo di supplemento.

    Per la prima applicazione di questa nuova regola le F.S. hanno identificato un 30% di tratte ferroviarie sulle quali è possibile sin da ora un'analisi attenta del servizio, della sua qualità e delle quote di mercato acquisibili. Su queste tratte la tariffa non sarà commisurata al chilometraggio ma a criteri di mercato (qualità, fasce orarie, stagionali etc.). La media dell'aumento delle tariffe riguardanti questo 30% di traffico ferroviario non potrà comunque eccedere il 4,7% su base annua. Ciò significa che su alcune tratte l'aumento potrà anche essere superiore, ma su altre eguale o prossimo allo zero.

    Tutte le altre tratte di media e lunga percorrenza non ancora incluse nel predetto sistema non potranno, invece, subire aumenti superiori al 3%, percentuale inferiore all'inflazione registrata negli anni 98 e 99 nel corso dei quali le tariffe ferroviarie non hanno subito modifiche.

  2. Introduzione della tariffa di pedaggio nei rapporti tra società di gestione della rete e società di trasporto. Questa tariffa, che non grava sugli utenti, serve a creare le condizioni per lo sviluppo della concorrenza nel trasporto con effetti benefici sulla qualità e sui prezzi.

Il CIPE, in via programmatica, ha iniziato inoltre a discutere della ripartizione dello stanziamento di 12 mila miliardi destinati alle aree depresse previsti nel disegno di legge Finanziaria per l'anno 2000. Tenendo conto degli altri stanziamenti previsti nello stesso disegno di legge, il CIPE ha indicato una ripartizione per grandi settori articolata come segue:

  • 6000 miliardi a favore delle attività produttive (incentivi industriali e strumenti di programmazione negoziata);
  • 4.500 miliardi per interventi infrastrutturali;
  • 1.500 miliardi per iniziative nel campo della ricerca, della formazione e del lavoro.

Per l'assegnazione definitiva delle risorse a favore delle singole tipologie di intervento, che sarà disposta soltanto dopo l'approvazione della legge Finanziaria per l'anno 2000, è stata proposta una modalità operativa che, nell'ambito dei tre grandi aggregati sopra indicati, vede il coinvolgimento delle commissioni CIPE competenti per materia che svolgeranno l'istruttoria per la definitiva finalizzazione delle risorse.

 05/11/1999

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