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Intervento del ministro Giorgetti all’inaugurazione dell’Anno di Studi 2023/2024 della Scuola Polizia Economico-Finanziaria

23/01/2024

Inaugurazione dell’Anno di Studi 2023/2024 della Scuola Polizia Economico-Finanziaria

(Lido di Ostia, 23 gennaio 2024)

Saluto cordialmente tutti i presenti, il Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, il Comandante Generale, il Comandante della Scuola che oggi ci ospita. Un saluto caloroso in particolare ai discenti, al Corpo docenti e al personale di questo prestigioso Istituto, che sono il “centro” dell’attività accademica della Scuola di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza.

Ho accolto con piacere e ringrazio per l’invito alla cerimonia di oggi che inaugura ufficialmente l’anno di studi 2023/2024. Un anno – come ha sottolineato il Comandante della Scuola – che sarà denso di rilevanti iniziative didattiche innovative.

Molto bene! È l’ulteriore conferma del ruolo che negli anni ha assunto la Scuola PEF quale polo addestrativo e centro di ricerca di assoluta e riconosciuta eccellenza, anche a livello internazionale.

Ma è anche la conferma della specifica attenzione che il Corpo ha da sempre riservato al “capitale umano”, investendo molto nella formazione e nella specializzazione della sua risorsa più preziosa: il personale. Un investimento che non si limita solo alla fase dell’addestramento iniziale, ma che accompagna l’intera vita professionale di ogni Finanziere.

Competenza e costante aggiornamento sono requisiti indispensabili per comprendere e rispondere tempestivamente ed efficacemente alle dinamiche di uno scenario economico e geopolitico complesso e in continua evoluzione.

Sono requisiti che contraddistinguono specificamente gli appartenenti alla Guardia di Finanza, Istituzione che fonda la sua autorevolezza proprio sul sapere, sullo studio e sulla specializzazione.

Lo posso affermare con convinzione e soddisfazione per la diretta conoscenza che ho, quale Ministro dell’Economia e delle Finanze, dell’azione di servizio del Corpo rivolta a contrastare condotte criminali sempre più sofisticate e in grado di compromettere gli interessi economici e finanziari del Paese, ostacolando la crescita e lo sviluppo della nostra economia.

L’Italia e la comunità internazionale si trovano oggi ad affrontare complesse sfide - come dicevo - in uno scenario mondiale in continuo divenire.

Prima la pandemia, l’impennata dei prezzi dell’energia e di alcune materie prime e quindi l’inflazione; ora le tensioni internazionali connesse non solo al conflitto russo ucraino, ma anche a quello israelo-palestinese che di recente ha visto innescare una nuova spirale di violenze e, da ultimo, al nuovo fronte di crisi scoppiato sul Mar Rosso. Sono tutti fattori che mettono a serio rischio le prospettive di crescita dell’economia internazionale.

Nell’attuale difficile contingenza, resta imprescindibile continuare nell’opera di attuazione delle politiche strutturali già avviate da questo Governo nei settori strategici della competitività del sistema economico, della transizione ecologica e digitale, della sanità e del welfare, nel pieno rispetto dei conti pubblici e della sostenibilità del debito.

Sarà decisiva la massa, di finanziamenti europei senza precedenti a disposizione dell’Italia. Deve essere forte in noi una convinzione: la gestione del PNRR e degli altri fondi disponibili resta la priorità del Paese.

Avanzando nel percorso, e passando da decreti e bandi a cantieri e opere, emerge di tutta evidenza che l’attuazione del Piano è tutt’altro che un mero adempimento burocratico. È la straordinaria occasione di un programma di portata e ambizioni senza precedenti, che rappresenta per il nostro Paese un’opportunità imperdibile di rilancio degli investimenti pubblici e privati, per la realizzazione di rilevanti riforme strutturali, nell’ambito di un disegno complessivo di transizione verso un’economia più sostenibile, innovativa ed inclusiva. L’implementazione del Piano rappresenta il passaggio cruciale per impostare un sentiero di crescita, come ben han compreso gli osservatori internazionali e le agenzie di rating.

Il nostro impegno deve essere quello di parlare meno di target, milestone e rate in modo astratto e di più di quello che tutti insieme “stiamo realizzando” grazie al Piano, anche per monitorare e correggere i problemi e le difficoltà che fatalmente emergono. La considerazione che le risorse disponibili siano a debito innalza il livello di responsabilità per il loro corretto e proficuo utilizzo.

Queste considerazioni “chiamano in campo” tutti: sindaci, presidenti di regioni, ministri e ovviamente anche la Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria, per prevenire e reprimere possibili illeciti utilizzi delle risorse del Piano. Bisogna assolutamente evitare che i risultati attesi siano compromessi da tentativi di frode, distrazioni o sprechi di risorse, oggi più che mai intollerabili alla luce del periodo di difficoltà che stiamo vivendo. E dall’onere del debito pubblico che pesa oggi ma che graverà anche sulle prossime generazioni.

Sono certo che il Corpo attraverso tutte le sue componenti addestrative, specialistiche e territoriali, consapevole dell’importanza e della delicatezza del proprio ruolo al servizio della legalità, come ha evidenziato nel suo intervento il Comandante Generale, sarà all’altezza della sfida anche in questa circostanza. Lo sta già dimostrando nell’ambito della “Rete dei referenti antifrode del PNRR”, istituita a livello centrale per la gestione, il monitoraggio e controllo del Piano, e nell’ambito dei numerosi protocolli sottoscritti con le Amministrazioni decentrate, finalizzati sempre a prevenire possibili frodi.

A tutte le Fiamme Gialle va la gratitudine del Governo e mia personale per l’eccellente servizio reso al nostro Paese, nell’interesse dei suoi cittadini di oggi e di domani.

Prima di concludere, vorrei tributare un convinto apprezzamento al Comandante della Scuola e ai suoi docenti per la loro qualificata e appassionata azione didattica e rivolgermi ai discenti citando il premio Nobel Albert Einstein il quale, da Professore ospite all’Università di Princeton in occasione di un saluto alle matricole, ha invitato gli studenti a non considerare mai lo studio come un dovere, ma piuttosto come un’invidiabile opportunità di imparare a conoscere, non solo per se stessi ma per il bene della comunità.

Questo è lo spirito e l’augurio con i quali vi invito ad affrontare l’anno accademico e con cui dichiaro ufficialmente aperto l’anno di studi 2023/2024 della Scuola di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza.

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