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Gualtieri: Puglia sulla via giusta. Nuovo impulso dalla nuova Bpb

La Gazzetta del Mezzogiorno - 19/09/2020

Intervista a cura di Roberto Calpista

Ministro Roberto Gualtieri (Economia), fra tre giorni si vota. La maggioranza che è unita a Roma, qui è divisa in tre. Così non si rischia di perdere il governo della Regione? Ci saranno, nel caso conseguenze per il governo?
Diciamoci la verità: il 20 e 21 in Puglia c’è un ballottaggio tra Emiliano e Fitto. È una scelta secca tra le uniche due concrete alternative in campo. Per questo ho fiducia che tutti gli elettori del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, ma anche molti elettori moderati e di centrodestra che non vogliono inseguire Salvini e la Meloni nella loro furia estremista e antieuropea, e non vogliono che la Puglia torni indietro, non avranno dubbi nel sostenere Emiliano che in questi cinque anni ha fatto molto bene e ha gestito in modo straordinario l’emergenza Covid. Le elezioni regionali non influiranno sul futuro del governo nazionale, ma su quello della Puglia e dei pugliesi sì. E gli elettori qui hanno l’opportunità di confermare e rilanciare una stagione di buon governo del quale tutti i pugliesi possono andare fieri. Grazie al ciclo di giunte di centrosinistra, prima con Vendola e ora con Emiliano, questa Regione è stata profondamente trasformata e ora rappresenta uno dei brand più di successo nel mondo. Oggi la Puglia può vantare un’attrattività e un dinamismo unici, e grazie al lavoro di Michele Emiliano dispone anche di un sistema sanitario efficiente e risanato, il che si è rivelato decisivo per affrontare la crisi del Covid. La Puglia è stata una delle regioni più efficaci nelle azioni di contrasto alla pandemia e per il governo nazionale è stata un interlocutore affidabile ed efficiente. Chi ha propugnato altri modelli, chi ha privatizzato altrove la sanità, chi ha sottovalutato il virus… non so bene costoro con quali argomenti e con quale faccia vengano oggi qui a sfidare una regione che invece ha compiuto le scelte giuste.

Dal primo ottobre entra in vigore la fiscalità di vantaggio per le Regioni del Mezzogiorno. In cosa consiste?
Il governo ha scelto di varare una misura molto incisiva che ha una portata storica. Si tratta di una fiscalità di vantaggio per il mezzogiorno che prevede una riduzione del 30% del costo degli oneri sociali per tutte le imprese e per tutti i lavoratori, già assunti o da assumere. Questa decontribuzione è stata varata con il cosiddetto decreto Agosto, partirà dal primo ottobre. e Intendiamo confrontarci con la Commissione europea per renderla strutturale in un orizzonte decennale, per farne una leva potente per favorire la crescita e l’occupazione nel Mezzogiorno nel quadro di un più generale progetto di sviluppo.

Il progetto complessivo qual è?
L’obiettivo strategico naturalmente è superare il divario Nord-Sud, determinando un forte aumento della produttività, della competitività e dell’occupazione. Per questo la fiscalità di vantaggio sarà collegata a un pacchetto più ampio di investimenti e riforme volte a potenziare in modo incisivo la dotazione di infrastrutture materiali e immateriali e di capitale fisico e umano del Mezzogiorno e della Puglia. Già nel piano «Italia veloce» sono stanziati 10 miliardi per la Puglia tra la Napoli-Bari, la dorsale adriatica, i porti pugliesi, la Taranto-Metaponto e strade importanti come la Maglie-Leuca e la Vico-Mattinata. A questo si accompagnerà un grande piano per la digitalizzazione integrale che porterà la banda ultralarga in tutte le case, in tutte le imprese e in tutti gli edifici pubblici, nell’ambito di una strategia che ci vede impegnati per la realizzazione della rete unica. E poi sostegno all’innovazione e agli investimenti delle imprese, sostenibilità ambientale, ricerca e sviluppo, scuola e formazione, turismo e cultura, potenziamento delle infrastrutture sociali dagli asili nido alla sanità: è un’opportunità unica per cambiare il volto del Mezzogiorno e del paese.

Capitolo ex Ilva...
Noi vogliamo mettere l’ex Ilva e Taranto al centro del green new deal europeo, e lavorare a un progetto di rilancio che, grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia (dal forno per la produzione di pre-ridotto ai forni elettrici per la produzione di acciaio fino alla prospettiva dell’idrogeno, a cui ha fatto riferimento anche Ursula von der Leyen) possa conciliare l’abbattimento delle emissioni inquinanti con la salvaguardia dell’occupazione e dei livelli produttivi. Coniugare ambiente e lavoro è possibile. Per questo utilizzeremo risorse europee nel quadro di un più generale piano per Taranto città verde.

Banca popolare di Bari. Emiliano ha annunciato di voler fare entrare la Regione Puglia con 60 milioni nel capitale dell’istituto. Cosa ne pensa?
Questo governo ha salvato la Banca popolare di Bari dal fallimento e ha posto le basi per il suo rilancio. Nel suo insieme stiamo parlando di un’operazione molto importante di ricapitalizzazione, con un intervento pubblico significativo che si è affiancato alle risorse con le quali il Fondo centrale di garanzie ha coperto le perdite e ha contribuito a un incremento del capitale. Si sono così poste le condizioni per dare avvio al nuovo business plan, che delinea per il gruppo BpB un modello di banca commerciale retail focalizzata sulle famiglie e sulle PMI e parte del più ampio progetto di sviluppo del Mezzogiorno. L’intenzione della Regione di contribuire a questa operazione è positiva. Ci saranno questioni tecniche da dirimere, ma conoscendo Emiliano e la sua determinazione sono fiducioso.

Nel referendum per il taglio dei parlamentari, lei come voterà? Il Pd è compatto?
La direzione del Pd a larga maggioranza si è espressa a favore del Sì. La riduzione del numero dei parlamentari era stata già proposta molte volte dal mio partito, ed è importante che sia affiancata da una riforma della legge elettorale in senso proporzionale. Da questo punto di vista penso che una vittoria del Sì renderà più probabile riaprire il cammino delle riforme, mentre un successo del no le renderebbe oggettivamente più difficili.

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