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Audizione del ministro Gualtieri in relazione alle misure del dl n. 104/2020 (Sostegno e rilancio economia) [Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato] – 8 settembre 2020

 08/09/2020

Signor presidente, onorevoli senatrici e senatori, buona sera.

Prima di addentrarmi in una sintetica illustrazione del decreto-legge agosto credo sia utile inquadrare questo provvedimento all’interno della strategia generale di risposta alla pandemia e di rilancio dell’economia che il Governo ha varato, che come è noto è sempre stata basata sulla priorità numero uno della tutela della salute e sul contenimento della diffusione del virus.

Una scelta giusta dal punto di vista etico e politico, e che si è rivelata corretta anche da un punto di vista economico, perché ci ha consentito di ripartire.

Ripartire in sicurezza grazie all’impegno e al sacrificio di milioni di lavoratori, di imprenditori che si sono rimboccati le maniche e hanno affrontato con dinamismo una fase nuova, inedita e difficile dell’economia.

Gli indicatori economici degli ultimi mesi mi consentono di supportare quanto ho avuto modo di anticipare in precedenti interventi riguardo alle misure prese dal Governo e alle prospettive dell’economia.

La crisi ha colpito duramente il Paese, tuttavia l’Italia, insieme ad altri paesi che hanno adottato politiche simili, ha assorbito il colpo e ha saputo reagire.

L’andamento complessivo del PIL nel secondo trimestre è stato naturalmente, non poteva che essere così, molto negativo, ma tutti gli indicatori mensili mostrano che dopo il blocco produttivo di marzo-aprile, l’attività economica ha ripreso con intensità crescente da maggio ad agosto, come rilevano anche l’Istat nella nota mensile e Fitch nel suo commento odierno sull’economia italiana.

Il rimbalzo del terzo trimestre, che noi riteniamo sarà superiore rispetto a quanto previsto nel Def, e poi la dinamica del quarto trimestre dipenderanno naturalmente anche dall’andamento dei contagi in Italia e all’estero. Ed è giusto quindi mantenere prudenza, basata sulla consapevolezza dei fattori di rischio connessi al fattore Covid e di altre variabili, che naturalmente riguardano il quadro internazionale, ma tuttavia in una valutazione che resta fiduciosa e positiva.

Colgo anche l’occasione per sottolineare che i dati economici vanno letti nel loro insieme, evitando di reagire eccessivamente a dati mensili che sono inevitabilmente soggetti a fluttuazioni e a una procedura statistica di destagionalizzazione. Quindi il risultato complessivo del trimestre maggio-luglio è positivo (+12,1% in valore e +11,5% in termini reali in confronto al trimestre febbraio-aprile) al di là dell’andamento specifico del mese di luglio delle vendite al dettaglio.

Tornando alla valutazione dei provvedimenti, le misure del Governo, integrate e migliorate grazie al lavoro del Parlamento, hanno avuto un ruolo importante nel contenimento degli effetti negativi sull’economia e sulla società della crisi pandemica.

I provvedimenti hanno puntato, da subito, ad assicurare la tenuta economica e sociale del Paese, sostenere l’occupazione, garantire i redditi e le condizioni di vita delle famiglie e allargare le tutele sociali, per non far pesare l’emergenza sui soggetti più vulnerabili.

Allo stesso tempo, è stato attuato uno sforzo sempre più mirato per rimettere in moto l’Italia, tenendo insieme ripresa economica, coesione sociale e sicurezza. Un vasto impegno per dare forza alle imprese italiane, proteggendole dalle conseguenze economiche dell’emergenza e guardando al futuro, alla competitività e al ruolo della nostra economia nello scenario globale.

Una azione che punta a garantire una ripartenza all’insegna degli investimenti, dell’innovazione, della crescita dimensionale, della sostenibilità, con l’introduzione di strumenti nuovi per proteggere e rafforzare la struttura industriale del Paese.

Fondamentale è stata naturalmente la straordinaria capacità che l'Italia, gli italiani, hanno avuto nel contenere il virus e nel consentirci di ripartire in sicurezza. Il senso di responsabilità e la prudenza dei singoli individui insieme al protocollo siglato dai rappresentanti dei sindacati, della Confindustria e delle organizzazioni economiche – che ringrazio sentitamente - ci hanno consentito, tra i primi in Europa, di mostrare la strada di come far riprendere l'economia.

Tutto questo è stato inoltre possibile perché l’Italia insieme agli altri paesi e all’Europa ha agito seguendo una linea diversa da quella imboccata in occasione della crisi precedente. Forti anche della solidarietà comune europea, dell’impegno straordinario della Banca Centrale Europea, abbiamo messo in campo una risposta anticiclica senza precedenti che ha consentito di sostenere in modo ampio e poi con una crescente selettività le famiglie e le imprese.

Il concetto di selettività è infatti il principale tratto distintivo del decreto agosto che, pur in continuità con lo spirito e gli assi di intervento dei precedenti provvedimenti, ne segna la novità rispetto a questi.

Il provvedimento è più selettivo rispetto a quelli precedenti, ma con un larghissimo impegno per sostenere i lavoratori, per salvaguardare i posti di lavoro, per sostenere le imprese, per fornire liquidità, per aiutare le famiglie. Uno sforzo fiscale che prepara il terreno per la fase due di uscita dalla crisi e di aumento del potenziale di crescita dell’economia italiana, proseguendo nell’azione intrapresa con il Decreto rilancio e che avremo modo di concretizzare con la presentazione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza.

Su questo tema il Governo potrà fornire maggiori dettagli sulle linee di fondo di questo lavoro solamente dopo la riunione di domani del Comitato interministeriale per gli affari europei in cui saranno discusse le linee guida del PNRR italiano. Per il momento posso solamente anticiparvi la mia disponibilità e quella del Governo a venire in Parlamento per garantire un ampio confronto sui contenuti e sottolinearvi il lavoro molto intenso che si è svolto in agosto, con incontri tecnici giornalieri per preparare la documentazione istruttoria che sarà oggetto delle prossime riunioni e decisioni del Governo.

Vengo ora ai contenuti del decreto.

Il provvedimento mette in campo interventi per 25 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 32 miliardi di saldo netto da finanziare).

Tutto questo porta, come è noto, la risposta dell’Italia alla crisi a 100 miliardi di euro in termini di indebitamento netto, pari a 6 punti percentuali di PIL (oltre 211 miliardi di SNF). Un impegno tra i più ampi, a livello internazionale, per dimensione e per portata.

Con il Decreto abbiamo accentuato lo sforzo per orientare la nostra azione oltre l’emergenza, verso la ripresa della produzione e dell’occupazione, con l’obiettivo di essere più selettivi e di intervenire su alcuni dei nodi strutturali dell’economia italiana.

Il decreto affronta inoltre, come è noto, i temi che il Governo si era impegnato con il Parlamento ad affrontare, e sui quali c’era stato proprio un confronto, in questo caso con la Camera dei Deputati, rispetto, appunto, a misure che ci eravamo impegnati ad assumere per filiere produttive come l'automotive, il turismo, la cultura e lo spettacolo, la ristorazione e le filiere agricole, il lavoro stagionale e intermittente. Questo senza dimenticare la sanità, la ricerca, la scuola, gli enti locali, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e del Fondo di garanzia, nonché lo stimolo ai consumi e ai pagamenti elettronici.

Sostegno alle filiere e all’economia

Con circa 3 miliardi di euro per il 2020 (circa 5 miliardi di SNF) prosegue e si rafforza, con questa maggiore selettività, il sostegno alle attività economiche e produttive, già messo in campo con i precedenti provvedimenti.

Per l’automotive destiniamo 500 milioni di euro per incentivare l’acquisto di autovetture a bassa emissione.

Il settore del turismo e della cultura viene sostenuto con ulteriori misure, tra le quali ricordo il contributo a fondo perduto per le attività dei centri storici che abbiano registrato un sensibile calo di turisti stranieri e di fatturato.

E poi le risorse per sostenere gli esercizi di ristorazione che hanno subito gli effetti della crisi, attraverso un contributo a fondo perduto per l’acquisto di prodotti di filiere italiane e l’incremento di 265 milioni di euro per il Fondo per sostenere agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche.

Le aziende del comparto turistico saranno esentate anche dal versamento della seconda rata dell’IMU e beneficeranno dell’estensione della moratoria su prestiti e mutui fino al 31 marzo.

Abbiamo stanziato 600 milioni di euro per sostenere gli esercizi di ristorazione che hanno subito gli effetti della crisi, attraverso un contributo a fondo perduto per l’acquisto di prodotti di filiere italiane e incrementato di 265 milioni di euro (2020) il Fondo per sostenere agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche.

Le aziende del comparto turistico saranno esentate anche dal versamento della seconda rata dell’IMU e beneficeranno dell’estensione della moratoria su prestiti e mutui fino al 31 marzo.

Inoltre, le imprese del settore turistico ricettivo e termale, compresi gli agriturismi e i campeggi, potranno ottenere un credito di imposta potenziato dal 30% al 65% delle spese di riqualificazione e miglioramento effettuate nel 2020 e nel 2021, Come sapete le strutture termali avranno un credito di imposta del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione o leasing o concessione che si va ad aggiungere al precedente credito di imposta sugli affitti

Per il comparto della cultura abbiamo incrementato fino a 231,5 mln il Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali e portato a 335 mln il Fondo emergenze cinema, spettacolo e audiovisivo; abbiamo destinato 90 mln ai musei e all’attuazione del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”.

In ragione del successo registrato dalle misure di sostegno alla liquidità e al credito abbiamo esteso la moratoria su prestiti e mutui fino al 31 gennaio per tutte le PMI, e abbiamo rifinanziato il Fondo di Garanzia per le PMI con 7,8 miliardi; la Nuova Sabatini, i contratti di sviluppo, il voucher per l’innovazione e il Fondo per le imprese che partecipano a progetti di interesse europeo gli IPCEI, appunto, una delle misure che già anticipa gli interventi che poi vedremo nel Piano di rilancio e resilienza.

Mezzogiorno

Per quanto riguarda il Mezzogiorno, credo sia evidente a tutti che sono state compiute scelte di grandissimo rilievo, tra cui ricordo l'avvio di una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno sulla base della convinzione, fondata su robusti dati analitici, che tutto il Paese riparte se riparte insieme.

Aggiungo che questo è un passo significativo per affrontare la questione meridionale e va inserito all’interno di un piano più ampio di investimenti e di riforme che si accompagna anche a un rafforzamento delle misure per le aree interne di tutto il paese.

La riduzione di un terzo della contribuzione previdenziale che le imprese di queste aree devono versare non solo per le nuove assunzioni, ma per tutti i dipendenti presenti e futuri rende assumere e investire nelle aree svantaggiate ancora più conveniente.

È una misura davvero di portata storica che appunto il Governo intende rendere sistematica in un dialogo con la Commissione europea.

Pacchetto lavoro

Per quanto riguarda il lavoro, gli sgravi contributivi nelle aree svantaggiate fanno parte di un più ampio pacchetto dedicato al lavoro che complessivamente vale circa 8,5 miliardi di euro (circa 12 miliardi in termini di Saldo Netto da Finanziare).

Con questo insieme di provvedimenti, estendiamo e rafforziamo gli ammortizzatori sociali, rendendoli, allo stesso tempo, più selettivi. Per le prime nove settimane, l’estensione viene riconosciuta ai datori di lavoro che hanno sospeso o ridotto l’attività lavorativa a seguito dell’emergenza sanitaria; per le ulteriori nove settimane viene previsto per le aziende il versamento di un contributo addizionale determinato in base all’andamento del fatturato (pari al 9% con una perdita inferiore al 20% e pari al 18% per chi non ha registrato perdite), mentre invece saranno esonerati da questo concorso di spese i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

Inoltre, sosteniamo la ripresa dell’occupazione con incentivi, sotto forma di sgravi contributivi, per le assunzioni a tempo indeterminato e per chi fa rientrare i lavoratori dalla CIG Covid. In dettaglio, per le aziende che non richiederanno, dopo averne già fruito, un’estensione dei trattamenti di cassa integrazione verrà riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un massimo di quattro mesi, entro il 31 dicembre 2020. Fino a tale data, vengono inoltre escluse dal versamento dei contributi previdenziali, per un massimo di sei mesi dall’assunzione, le aziende che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

Abbiamo inoltre prorogato per due mesi la Naspi e, per i Co.Co.Co., la DISCOLL il cui periodo di fruizione termini nel periodo compreso tra il 1° maggio 2020 e il 30 giugno 2020.

Proroghiamo il blocco dei licenziamenti, collegandolo alla disponibilità della CIG o degli sgravi contributivi.

Vengono prorogate le indennità già previste con i precedenti provvedimenti del Governo, per alcune categorie di lavoratori. Più nello specifico, un’indennità di 1.000 euro per gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo danneggiati dall'emergenza epidemiologica, e ad altre categorie di lavoratori, tra i quali gli intermittenti e gli incaricati di vendite a domicilio. Inoltre per i lavoratori marittimi è prevista un’indennità di 600 euro, così come per i lavoratori stagionali sportivi. L’indennità prevista per i lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria viene erogata anche per il mese di maggio 2020 ed elevata a 1.000 euro.

È previsto un ulteriore versamento di 400 euro del Reddito di Emergenza per le famiglie più bisognose.

Viene aumentata di 500 milioni di euro per il biennio 2020-21 la dotazione del Fondo Nuove Competenze introdotto con il Decreto Rilancio, dedicato a stabilire rimodulazioni dell’orario di lavoro, tramite accordi sindacali e a parità di orario complessivo e di stipendio, dedicate alla formazione e a favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori.

Sanità

Prosegue il sostegno nei confronti del comparto sanitario, che ha consentito all’Italia di reagire con prontezza alla pandemia, e vengono destinati fondi importanti per lo smaltimento delle liste di attesa e per nuovi progetti di ricerca sulla lotta al virus.

Scuola

Destiniamo 1,3 miliardi alla scuola, garantendo le risorse necessarie, per l’assunzione di personale e l’adeguamento delle strutture, in modo da far partire il prossimo anno scolastico in sicurezza. Poi su questo, come noto, c’è stato un ulteriore decreto recentemente approvato.

Enti territoriali

Assicuriamo agli enti locali tutto il sostegno necessario per garantire i servizi ai cittadini, integrando, come ci eravamo impegnati a fare, le risorse precedentemente stanziate, e rafforzando ulteriormente i fondi per le funzioni fondamentali.

Abbiamo poi deciso di compensare le perdite subite a causa della crisi, con un impegno aggiuntivo superiore a 800 milioni di euro, fornendo anche sostegno al trasporto pubblico locale. A questo poi si è aggiunto come sapete un ulteriore accordo per risorse aggiuntive che verranno erogate nel 2021.

Infine, abbiamo incrementato di oltre 5 miliardi i contributi assegnati per gli investimenti nel periodo 2020-2024 con un raddoppio già nel 2021 dei contributi assegnati per piccole opere per i comuni ed il rafforzamento delle misure per contributi per messa in sicurezza di edifici e territorio). Una significativa misura che ci consente di garantire che già dall’inizio, con una adeguata preparazione immediatamente dall’inizio del 2021 possa aumentare gli investimenti.

Il Decreto prevede inoltre l’estensione dal 21 settembre al 9 ottobre 2020 dei termini per la concessione delle anticipazioni di liquidità degli enti locali, per favorire il pagamento dello stock di debiti al 31 dicembre 2019 nei confronti delle imprese, con benefici per l’intero sistema economico nazionale.

Cashback

Diamo una spinta ai consumi promuovendo la diffusione dei pagamenti elettronici e rifinanziando con 1,75 miliardi per il 2021, che si sommano ai 3 miliardi già previsti per l’anno successivo, la norma “cashback” che incentiva le forme di pagamento elettroniche, rimborsando una parte degli acquisti effettuati con queste modalità di pagamento, nell’ambito del più ampio sforzo cosiddetto “piano Cashless” di cui varie componenti sono entrate già in vigore, a partire dal credito di imposta, il rimborso di una parte dei costi per gli esercenti.

Fisco

Per quanto riguarda il fisco, con un impegno di più di 6 miliardi di euro riduciamo l’onere sui contribuenti, che potranno riprogrammare fino al 2022 le scadenze dei versamenti sospesi durante l’emergenza, per attenuare in modo significativo il carico fiscale che, altrimenti, avrebbe gravato solo sul 2020.

Abbiamo pensato anche alle “Partite Iva”, disponendo il rinvio ad aprile del pagamento dell’acconto autunnale relativo alle imposte sui redditi e all’IRAP per contribuenti ISA e forfettari con perdite di fatturato superiori al 33 per cento.

Inoltre, viene prorogata la riscossione coattiva al 15 ottobre e viene ulteriormente prorogato fino al 31 dicembre 2020 l’esonero di TOSAP e COSAP per le aziende di pubblico esercizio.

Inoltre abbiamo provveduto a dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 2020 estendendo, con effetto già dal 20 luglio, agli invalidi civili totali maggiorenni l’incremento delle pensioni previsto per i soggetti disagiati, tenendo così fede anche all’impegno preso nella precedente audizione di fronte a queste Commissioni.

 

Le misure del decreto-legge possono essere viste quindi come una sorta di “ponte” tra le due fasi della crisi pandemica, e perseguono il duplice obiettivo di proseguire nell’impegno a rafforzare il sistema sanitario e a sostenere famiglie e imprese secondo logiche maggiormente selettive e di rimettere l’Italia su un sentiero di crescita più elevata, più equa e sostenibile.

Siamo quindi all’ultima componente di un pacchetto di interventi davvero significativo, senza precedenti che però si è rivelato necessario, vorrei dire indispensabile, per sostenere il sistema produttivo e per far ripartire l’economia.

Si tratta quindi di un intervento che ha naturalmente un impatto sul deficit e sull’indebitamento, ma che al tempo stesso, proprio per i suoi effetti, si colloca invece in una strategia che rafforzerà la sostenibilità della finanza pubblica italiana e che verrà poi sviluppata ed elaborata con la presentazione della prossima NADEF che definirà il quadro fiscale di medio periodo entro cui si collocherà la prossima legge di bilancio e, naturalmente, il Recovery and Resilience Plan dell’Italia.

Ci sono quindi elementi per riconoscere la durezza e la difficoltà della sfida, ma anche per avere un elemento di fiducia e ottimismo sulla capacità che il paese avrà di ripartire e, anzi, di cogliere le opportunità arrivando preparato alla sfida e all’appuntamento del Recovery Plan per affrontare i suoi nodi strutturali e rafforzare significativamente la sua capacità di crescita potenziale e ricucire le numerose fratture sociali e territoriali che si sono via via approfondite nel corso degli ultimi anni.

E farlo, non semplicemente riparando i suoi problemi, ma incamminandosi lungo le grandi sfide cui guarda l’Europa e il mondo della transizione digitale, dell’innovazione e della sostenibilità ambientale.

Anche su questo avremo modo di confrontarci ampiamente con il Parlamento.

Grazie

 

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