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Più informati per capire meglio le nostre spese

 06/12/2017

Intervento di Roberto Basso, Direttore Comunicazione del Mef e membro del Comitato per l'educazione finanziaria

La via maestra per una gestione corretta delle proprie risorse finanziarie scorre su due corsie: il controllo e la pianificazione.

Il controllo permette di avere consapevolezza dell’impiego fatto del denaro: consumi - e quali tipi di consumi - spese sanitarie e scolastiche, pagamento di un mutuo o altri ratei, accantonamenti, accumulo di risparmi, investimenti e così via. Sulla scorta di queste informazioni, la pianificazione permette di disporre delle risorse nel tempo, anche in un arco temporale molto ampio, prevenendo la spiacevole circostanza di trovarsi davanti a un’esigenza di spesa per la quale non sono disponibili risorse, e comunque di organizzarsi per far fronte alle diverse necessità della vita, anche in fasi che vengono considerate remote.

D’altra parte, il controllo è noioso: chi è così paziente e diligente da tenere conto di tutte le spese, magari conservando scontrini e fatture per trascriverli in un proprio libro di contabilità domestica?
Su questo piano ci vengono incontro i pagamenti elettronici. Grazie ai pagamenti elettronici, ogni spesa viene inserita automaticamente in un rendiconto disponibile all’utente tramite l’estratto conto mensile oppure nelle informazioni disponibili online in tempo pressoché reale. Tra gli intermediari finanziari che offrono strumenti di pagamento elettronici, tra i quali carte di credito e carte di debito, sempre più numerosi sono quelli che offrono sistemi di reportistica. I sistemi di reportistica rendono disponibili diverse funzioni informative. Molti definiscono alcune categorie di spesa e aggregano diverse spese in queste categorie, così che l’utente possa sapere quanto delle proprie risorse ha consumato, per esempio, per cibo e bevande, per le utenze domestiche come l’energia elettrica e il gas, oppure per intrattenimento, o ancora per l’abbigliamento o la salute. Questa conoscenza della ripartizione delle risorse in categorie di spesa aiuta il consumatore a chiedersi se l’allocazione del denaro tra i diversi impieghi sia la più corretta, ovvero se non sia il caso di destinare più risorse - per esempio - per gli studi futuri di un figlio, per la tutela da rischi sulla salute o per una pensione integrativa.

Una recente direttiva europea (Payment Services Directive 2 o PSD2), che il Governo sta per recepire nell’ordinamento italiano insieme al regolamento europeo sulle commissioni interbancarie (Reg. UE 75/2015), migliora le regole dei pagamenti elettronici perseguendo diversi obiettivi: armonizzare il mercato europeo, aumentare la trasparenza nelle offerte e nei comportamenti degli operatori, migliorare la possibilità di scelta dei consumatori, contenere i costi per i commercianti che accettano pagamenti elettronici (e quindi ridurre il rischio che questi costi vengano trasferiti nei prezzi praticati ai consumatori). Altro obiettivo cruciale della direttiva è l’innalzamento della sicurezza dei pagamenti elettronici, a tutela dei consumatori, con particolare riferimento agli acquisti online. Non c’è dubbio che lo sviluppo del commercio elettronico di questi anni sia destinato ad aumentare e con la diffusione presso un numero sempre più alto di cittadini è cruciale che aumenti anche il livello di sicurezza e diminuisca al tempo stesso il rischio per i consumatori. Tra le nuove garanzie per gli utenti dei servizi di pagamento anche un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati, perché la franchigia massima a carico degli utenti scende da 150 a 50 euro. Inoltre, gli operatori non potranno applicare alcun sovrapprezzo sulle spese effettuate con strumenti di pagamento elettronici, anche al fine di promuovere l’utilizzo di carte di pagamento per pagamenti di piccoli importo (inferiori a 5 euro).

I requisiti tecnici e commerciali che vengono introdotti nell’ordinamento italiano consentiranno agli operatori di migliorare la propria offerta di servizi informativi. Grazie a questi requisiti, che consentono lo scambio di dati tra applicazioni pur garantendo la tutela delle informazioni individuali del cittadino, potranno nascere nuove applicazioni specifiche che - attingendo ai dati dei diversi strumenti di pagamento - daranno all’utente un quadro informativo completo e articolato della propria situazione finanziaria, favorendo una gestione consapevole delle finanze personali.

Più tutele e più garanzie insieme a una maggiore libertà di scelta sono i principali vantaggi che la direttiva PSD2 offre ai consumatori europei. Ma sarà soltanto il miglior uso possibile delle informazioni che metterà il consumatore in grado di trarre il massimo beneficio da questa innovazione. Consapevolezza è infatti la parola chiave per costruire il proprio futuro in termini di serenità finanziaria.

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