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Pagamento debiti della PA ai creditori

 29 luglio 2017

Aggiornamento del 5 ottobre 2018

47,3
MILIARDI

RISORSE FINANZIARIE
RESE DISPONIBILI AGLI ENTI DEBITORI

45,5
MILIARDI

DEBITI DELLA P.A.
PAGATI DAI CREDITORI
 

Gli ultimi aggiornamenti in sintesi

Al 5 ottobre 2018 risultano pagati ai creditori 45,5 miliardi, a fronte di un finanziamento complessivo ai debitori di 47,3 miliardi. Rispetto al picco del debito commerciale, stimato dalla Banca d'Italia a fine 2012 in circa 91 miliardi, risulterebbe quindi assorbita dagli enti debitori una somma corrispondente al picco di debito considerato scaduto e in ritardo di pagamento (secondo la Banca d’Italia "poco più della metà" del debito complessivo). Per valutare correttamente lo smaltimento di questo picco, occorre considerare che i debitori vi hanno potuto fare fronte con le proprie risorse ordinarie, oltre che con i finanziamenti del Governo.

Risorse aggiuntive: quante sono e in che misura sono state impiegate?

Le risorse aggiuntive messe a disposizione degli enti debitori alla data del 5 ottobre 2018 risultano pari complessivamente a circa 47,3 miliardi di euro. I pagamenti effettuati ai soggetti creditori utilizzando queste risorse aggiuntive sono pari a circa 45,5 miliardi.

Le risorse necessarie alle pubbliche amministrazioni per accelerare il pagamento dei debiti pregressi sono state assicurate dal Governo, attraverso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con diverse modalità:

  • Con risorse finanziarie, anticipate direttamente dal Tesoro ovvero attraverso la Cassa Depositi e Prestiti
  • Con la concessione di spazi di disponibilità finanziaria sul patto di stabilità interno
  • Attraverso l’attribuzione di risorse per accelerare i rimborsi fiscali
  • Attraverso la possibilità per i fornitori di compensare debiti e crediti
  • Assistendo la cessione del credito dalle imprese gli intermediari finanziari con la garanzia dello Stato

Nella tabella sottostante forniamo informazioni sulle risorse messe a disposizione degli Enti debitori e sul valore dei debiti effettivamente pagati grazie agli interventi disposti dai decreti 35 e 102 del 2013, dalla Legge di Stabilità 2014, dal decreto 66 del 2014 e dal decreto 78 del 2015.

PAGAMENTO DEI DEBITI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI MATURATI ENTRO IL 31/12/2014
Valori in milioni di euro

Enti debitori Risorse stanziate Risorse messe a disposizione degli enti debitori Pagamenti effettuati ai creditori
Stato (*) 7.000 5.700 5.780
Regioni e Province autonome 33.189 29.114 28.825
Province e comuni 16.100 12.449 10.807
Importi totali (valori assoluti) 56.289 47.263 45.412
Importi totali (in percentuale delle risorse stanziate o rese disponibili) 84% 96%
(*) Gli importi includono 6.500 milioni stanziati ed erogati per rimborsi fiscali non classificati secondo il tipo di ente debitore (resi disponibili e utilizzati per circa 5.200 milioni).

È importante tenere in considerazione alcuni punti:

  • Le somme anticipate dallo Stato agli enti territoriali costituiscono un finanziamento che gli enti sono tenuti a restituire sulla base di un impegno contrattuale. Ciò è essenziale per non favorire gli enti che si sono fortemente indebitati con i loro fornitori rispetto agli enti che hanno pagato in tempi più brevi e sulla base di risorse effettivamente disponibili.
  • In particolare, Regioni e Province autonome devono sottoporre a un tavolo tecnico coordinato dalla Ragioneria Generale dello Stato un piano di pagamenti con il dettaglio dei debiti cui far fronte e le misure legislative e finanziarie che garantiscono il mantenimento dell'impegno alla restituzione del finanziamento, nel rispetto dell’equilibrio dei propri bilanci.
  • Le risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato agli enti debitori si aggiungono alle risorse ordinarie per la gestione delle proprie spese, quindi le risorse aggiuntive costituiscono un ausilio e un acceleratore allo smaltimento del picco di debito scaduto accumulatosi al 31 dicembre 2012 (secondo le stime della Banca d'Italia, "poco più della metà" di 91 miliardi di debito complessivo) e stimato in diminuzione negli anni successivi.

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