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Next Generation Italia, il Piano per disegnare il futuro del Paese

 18 gennaio 2021

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è lo strumento per cogliere la grande occasione del Next Generation EU e rendere l’Italia un Paese più equo, verde e inclusivo, con un’economia più competitiva, dinamica e innovativa. Un insieme di azioni e interventi disegnati per superare l’impatto economico e sociale della pandemia e costruire un’Italia nuova, intervenendo sui suoi nodi strutturali e dotandola degli strumenti necessari per affrontare le sfide ambientali, tecnologiche e sociali del nostro tempo e del futuro.

Con questi obiettivi, l’Italia adotta una strategia complessiva che mobilita oltre 300 miliardi di euro, il cui fulcro è rappresentato dagli oltre 210 miliardi delle risorse del programma Next Generation Ue, integrate dai fondi stanziati con la programmazione di bilancio 2021-2026. Un ampio e ambizioso pacchetto di investimenti e riforme in grado di liberare il potenziale di crescita della nostra economia, generare una forte ripresa dell’occupazione, migliorare la qualità del lavoro e dei servizi ai cittadini e la coesione territoriale e favorire la transizione ecologica.

Figura 1.1 – Ripartizione risorse del piano per componente finanziaria (311,9 miliardi): 145,2 RRF Nuovi progetti; 13,0 REACT-EU; 65,7 RFF Progetti in essere; 7,9 SIE/PON FEASR; 80,1 Bilancio 2021-2026.

L’azione di rilancio è connessa a tre priorità strategiche cruciali per il nostro Paese e concordate a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale. Indicano i principali nodi strutturali su cui intervenire per far ripartire la crescita e migliorare radicalmente la competitività dell’economia, la qualità del lavoro e la vita delle persone, tracciando le sfide che devono guidare la direzione e la qualità dello sviluppo dell’Italia.

Allo stesso tempo, gli interventi del Piano saranno delineati in modo da massimizzare il loro impatto positivo su tre temi sui quali si concentrano le maggiori disuguaglianze di lungo corso: la parità di genere, la questione giovanile e quella meridionale. Il PNRR interviene su questi nodi fondamentali attraverso un approccio integrato e orizzontale, che mira all’empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere, all’accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani e allo sviluppo del Mezzogiorno.

Oltre ai 196,5 miliardi previsti per l’Italia dal RRF, utilizzati integralmente, il Piano comprende, sempre nell’ambito del Next Generation Eu, i 13,5 miliardi di React Eu e gli 1,2 miliardi del Just Transition Fund. Inoltre, nell’ambito del Piano viene integrata parte dei fondi nazionali dedicati alla Coesione e Sviluppo, consentendo di incrementare la quota di investimenti pubblici del PNRR e di rafforzare gli interventi per il riequilibro territoriale, con una forte attenzione al Sud, in particolare per infrastrutture e servizi pubblici essenziali, fra i quali scuola e sanità.

Gli assi portanti del Piano sono investimenti e riforme. Crescono ulteriormente, in virtù del loro effetto moltiplicativo sulla produzione e sull’occupazione, le risorse destinate agli investimenti pubblici, ora superiori al 70% del totale, mentre Transizione 4.0 rappresenta un fortissimo stimolo a quelli privati.

Le riforme di contesto che accompagnano le linee di intervento del Piano, in sintonia con le Raccomandazioni al Paese da parte dell’Unione Europea, mirano a rafforzare la competitività, ridurre gli oneri burocratici e rimuovere i vincoli che hanno rallentato la realizzazione degli investimenti o ridotto la loro produttività. Tra queste, la riforma della Giustizia e della P.A., la riforma di alcune componenti del sistema tributario per renderlo più equo, semplice ed efficiente, l’impegno per migliorare il mercato del lavoro in ottica di maggiore equità, azioni volte a promuovere la concorrenza e riforme di settore in grado di garantire la massima efficacia degli interventi e dei progetti del Piano.

La transizione, verde e digitale è al centro di questo progetto ambizioso, che vuole disegnare l’Italia del futuro, portandola sulla frontiera dello sviluppo, a livello europeo e mondiale.

Questo vasto insieme di investimenti e di ambiziosi progetti di riforma si tradurrà in un concreto e sensibile aumento della crescita e dell’occupazione rispetto allo scenario base: al 2026, anno finale del Recovery Plan, l’impatto positivo sul Pil sarà pari a circa 3 punti percentuali.

Questi effetti positivi saranno ulteriormente accentuati dall’effetto leva che caratterizzerà numerosi progetti del Piano, oltre che dalle riforme strutturali. Infatti, il PNRR potrà prevedere, in alcuni ambiti, l’utilizzo di strumenti finanziari in grado di facilitare l’ingresso di capitali privati, di altri fondi pubblici o di una combinazione di entrambi, a supporto degli investimenti.

Dei 210 miliardi di risorse, allocate nelle sei missioni del PNRR, 144,2 miliardi finanziano “Nuovi progetti”, mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a “progetti in essere” coerenti con il regolamento RFF, che riceveranno una significativa accelerazione di realizzazione e quindi di spesa.

Il mix di progetti di investimenti in essere, nuovi progetti e componente di incentivi, quest’ultima maggiormente orientata su obiettivi di innovazione, digitalizzazione e sostenibilità, consentirà di perseguire diversi obiettivi fondamentali: non solo la compatibilità con il quadro di finanza pubblica ma anche la possibilità di anticipare già dal primo anno di attuazione gli impatti positivi del Piano, in un impianto complessivo che assicura l’omogeneità temporale degli interventi e dei loro effetti, in un equilibrio tra azioni immediate e più a lungo termine.

Il Governo, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del Piano, presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i Ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa.

Le sei missioni del PNRR

Il PNRR è costituito da 6 missioni, che a loro volta raggruppano 16 componenti in cui si concentrano 48 linee di intervento, con progetti selezionati privilegiando quelli trasformativi e con maggiore impatto sull’economia e sul lavoro, e riforme a essi coerenti.

TAVOLA 1.2: RISORSE DEL DISPOSITIVO NEXT GENERATION EU PER MISSIONE
  Risorse (€/mld)
  In essere
(a)
Nuovi
(b)
Totale
(c) = (a)+(b)
REACT-EU
(d)
TOTALE NGEU
(e) = (c) + (d)
DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITÀ E CULTURA 10,11 35,39 45,50 0,80 46,30
RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA 30,16 37,33 67,49 2,31 69,80
INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE 11,68 20,30 31,98 - 31,98
ISTRUZIONE E RICERCA 4,37 22,29 26,66 1,83 28,49
INCLUSIONE E COESIONE 4,10 17,18 21,28 6,35 27,62
SALUTE 5,28 12,73 18,01 1,71 19,72
TOTALE 65,70 145,22 210,91 13,00 223,91
Note: (b) include risorse FSC già previste, da finalizzare agli specifici interventi.
 

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Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura

I 46,3 miliardi destinati alla missione Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (che salgono a 59 miliardi considerando anche i fondi della programmazione di bilancio) rappresentano la seconda voce di spesa, per oltre il 20% delle risorse complessive, e puntano a realizzare gli obiettivi della modernizzazione del Paese, attraverso la rivoluzione digitale nella P.A e nel sistema produttivo, le riforme di sistema (Giustizia e P.A) e gli investimenti in turismo e cultura.

All’interno di questa missione, ben 26,55 miliardi confluiscono nella componente Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, con l’obiettivo di favorire la transizione digitale delle imprese, con particolare attenzione alle PMI. A partire dal rafforzamento del programma Transizione 4.0, con misure pluriennali di stimolo agli investimenti in beni strumentali e l’aggiornamento dei macchinari per i quali le imprese possono vantare un beneficio fiscale. Fra gli altri interventi il completamento del progetto banda larga, la realizzazione di reti ultraveloci in fibra ottica, 5G e investimenti per il monitoraggio satellitare Inoltre, si interviene per favorire l’internazionalizzazione della nostra economia e per incentivare l’innovazione in settori come l’editoria e la stampa. Nel loro insieme, i progetti di questa componente svolgono un ruolo essenziale per lo sviluppo del Sud e per l’occupazione giovanile.

Uno sforzo molto importante, per quasi 12 miliardi, è destinato alla componente Digitalizzazione, innovazione e sicurezza della P.A. Queste risorse verranno utilizzate su vari fronti, a partire da un cloud nazionale e dall’interoperabilità delle banche dati della P.A. Inoltre, verrà sviluppato un ‘Programma di innovazione strategica della PA’, basato sull’innovazione organizzativa anche attraverso l’utilizzo del lavoro agile, la valorizzazione e il rafforzamento del capitale umano, la semplificazione delle procedure, la diffusione di piattaforme, servizi digitali e pagamenti elettronici per arrivare a una P.A più competente, semplice, connessa, al servizio dei cittadini e in grado di evolvere verso nuovi modelli organizzativi del lavoro (Smart e co-working). Accanto a questi progetti, ci saranno le importanti iniziative di innovazione organizzativa della Giustizia, che accompagneranno e velocizzeranno il suo processo di riforma.

La terza componente è dedicata al Turismo e Cultura 4.0, due dei settori più colpiti dalla pandemia. Con 8 miliardi di risorse, si mira ad incrementare il livello di attrattività del sistema turistico e culturale del Paese attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali. Sono previsti progetti, tra gli altri, per interventi sul patrimonio artistico-culturale di Roma in occasione del Giubileo e un piano Turismo e Cultura 4.0 per una maggiore integrazione tra scuola, università, impresa e luoghi della cultura.

Rivoluzione verde e transizione ecologica
Rivoluzione verde e transizione ecologica

La missione con il più ampio stanziamento di risorse è quella legata alla Rivoluzione verde e transizione ecologica, alla quale sarà destinato più del 31% dell’ammontare complessivo del Piano, per 69,8 miliardi di euro, (a cui si aggiungono i fondi della programmazione di bilancio per un totale di oltre 79 miliardi) per intensificare l’impegno dell’Italia in direzione degli obiettivi ambiziosi dell’European Green Deal e creare nuove occasioni di crescita e sviluppo per il nostro Paese.

All’interno di questa missione, un ingente insieme di risorse riguarda la componente dedicata all’Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, fondamentale per l’abbattimento delle emissioni, con quasi 30 miliardi di euro per interventi sugli edifici pubblici (come interventi di risanamento di costruzione di nuovi edifici, con priorità a scuole, ospedali ed edilizia popolare e altri interventi di riqualificazione, efficientamento energetico e digitalizzazione) e di efficientamento dell’edilizia privata, in particolare con l’estensione del superbonus 110%.

In aggiunta, oltre 18 miliardi di euro verranno dedicati alla componente Transizione energetica e mobilità locale sostenibile, per incrementare la quota di energia prodotta da rinnovabili, in linea con gli obiettivi europei, stimolare la filiera industriale, inclusa quella dell’idrogeno, e potenziare e digitalizzare le infrastrutture di rete. Sono previsti investimenti nell’ambito della decarbonizzazione dell’Ex Ilva di Taranto. Si punta a sviluppare la mobilità sostenibile, potenziando le infrastrutture e le ciclovie e rinnovando in modo deciso il parco circolante del TPL. Al Mezzogiorno è dedicata una quota di investimenti in questa componente pari al 50%.

Sempre nell’ambito della stessa missione, 15 miliardi saranno destinati alla Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica, componente che comprende rilevanti interventi sul dissesto idrogeologico, sulla forestazione e tutela dei boschi, sugli invasi e la gestione sostenibile delle risorse idriche.

Inoltre, 7 miliardi saranno destinati alla componente Impresa verde ed economia circolare, che ha come obiettivi, da un lato la promozione della sostenibilità ambientale nella filiera dell’agricoltura e il miglioramento della competitività delle aziende agricole e, dall’altro, la realizzazione di nuovi impianti per la valorizzazione dei rifiuti per il completamento del ciclo e l’ammodernamento di quelli esistenti. Si investirà nel potenziamento della raccolta differenziata e nella conversione del bio-gas.

Infrastrutture per una mobilità sostenibile
Infrastrutture per una mobilità sostenibile

La missione si concretizza in due componenti, per un ammontare complessivo di risorse pari a 32 miliardi di euro (oltre 33 miliardi con i fondi della programmazione di bilancio), oltre il 14 per cento delle risorse del Piano.

La prima componente della missione, per un valore di 28,3 miliardi, è relativa all’Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale 4.0 e prevede la realizzazione di opere in particolare sulla rete ferroviaria per facilitare la mobilità di cittadini e merci e renderla più sostenibile. Accanto a queste opere, interventi per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti nelle aree del territorio che presentano le maggiori criticità.

La seconda componente, dedicata all’Intermodalità e alla logistica integrata prevede un programma nazionale di investimenti per il miglioramento di competitività e sostenibilità ambientale del sistema portuale, in modo da sviluppare i traffici collegati alle grandi linee di comunicazione europee e valorizzare il ruolo dei Porti del Sud Italia, con un impegno di oltre 3,5 miliardi di euro.

Istruzione e ricerca
Istruzione e ricerca

Con un impegno di oltre 28 miliardi di euro, (salgono a 34,04 con i fondi di sviluppo e di programmazione di bilancio) questa missione è focalizzata sulle generazioni future e si concretizza in due componenti per quanto riguarda gli investimenti, che saranno accompagnati da una serie di corrispondenti riforme.

La prima componente, dedicata al Potenziamento delle competenze e diritto allo studio, impegna risorse per oltre 16,7 miliardi, destinati in primo luogo al potenziamento delle competenze e del diritto allo studio, alla lotta contro la povertà educativa e ai divari territoriali nella quantità e qualità dell’istruzione, anche attraverso un forte investimento negli asili nido e nelle scuole d’infanzia. Quindi al potenziamento della didattica, STEM e multilinguismo, agendo sullo sviluppo professionale continuo del personale, con un focus specifico alla formazione delle donne.

La seconda componente (Dalla Ricerca all’Impresa), con oltre 11,5 miliardi di euro punta ad innalzare il potenziale di crescita del sistema economico, agendo sulla leva degli investimenti in ricerca e sviluppo. Sono previste diverse linee di intervento, che riguardano il rafforzamento della filiera R&S nella ricerca e nell’economia e il potenziamento dei meccanismi di trasferimento tecnologico (incoraggiando le partnership).

Inclusione e coesione
Inclusione e coesione

La Missione Inclusione e Coesione prevede un impegno di 27,6 miliardi di risorse del Next Generation Eu, ai quali si aggiungono oltre 55 miliardi della programmazione di bilancio 2021-2026, per quasi 85 miliardi complessivi. È delineata attraverso tre componenti, ed ha un ruolo di grande rilievo nel perseguimento degli obiettivi trasversali a tutto il PNRR.

La prima componente è dedicata alle Politiche per il lavoro, per complessivi 12,6 miliardi del Next Generation Eu e 24,6 miliardi della programmazione 2021-2026. Prevede una revisione strutturale delle politiche attive, il rafforzamento dei centri per l’impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e la rete degli operatori privati, la modernizzazione del mercato del lavoro, per migliorare l’occupazione soprattutto di giovani, donne e dei gruppi vulnerabili e la promozione di nuove competenze attraverso la riforma del sistema di formazione. La componente sarà caratterizzata da una forte attenzione alla dimensione di genere, generazionale e territoriale, accentuata dalla complementarietà con le misure di decontribuzione per i giovani, per le donne e per il Sud parzialmente finanziate con il ReactEu.

La seconda componente, Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo Settore, utilizza oltre 10,8 miliardi di risorse del Next Generation Eu e 30,6 miliardi della programmazione 2021-2026, per supportare situazioni di fragilità sociale ed economica e sostenere le famiglie e la genitorialità. Essa prevede una specifica linea d’intervento per le persone con disabilità o non autosufficienti e l’incremento di infrastrutture e di servizi e reti di assistenza territoriale. Inoltre, sono previsti progetti per intervenire sulle condizioni di vulnerabilità sociale, povertà materiale e disagio abitativo, attraverso il rafforzamento dei servizi sociali, il potenziamento delle iniziative di housing sociale e interventi di rigenerazione urbana. Sono inoltre integrati interventi del Family Act coerenti con le priorità del PNRR, valorizzando il contributo del Terzo Settore.

Alla terza componente, Interventi speciali di coesione territoriale, sono assegnati 4,1 miliardi di risorse del Next Generation Eu. Essa prevede il rafforzamento della Strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano Sud 2030, con interventi sulle infrastrutture sociali e misure a supporto dei giovani e della transizione ecologica. Inoltre, sono inseriti ulteriori fondi per la ricostruzione privata e il potenziamento dei servizi pubblici nelle aree colpite dai terremoti e interventi concentrati al Sud per realizzare infrastrutture e laboratori per il trasferimento tecnologico in contesti urbani marginalizzati da rigenerare.

Salute
Salute

20,7 miliardi, dei quali 19,7 di risorse del Next Generation Eu, vengono destinati a rafforzare il nostro sistema sanitario, intervenendo su due direttrici: lo sviluppo di una rete territoriale sempre più vicina alle persone e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del SSN.

La prima componente, Assistenza di prossimità e telemedicina, con un importo di 7,9 miliardi di risorse, mira a rafforzare e riorientare il Sistema Sanitario verso un modello incentrato sui territori e sulle reti di assistenza socio-sanitaria, a superare la frammentazione tra i diversi sistemi sanitari regionali garantendo omogeneità dei Livelli Essenziali di Assistenza e a potenziare la prevenzione e l’assistenza territoriale in un’ottica di sempre maggiore integrazione tra servizi ospedalieri, sanitari locali e sociali. Inoltre, si pone l’obiettivo di sviluppare un modello di sanità che protegga la salute dei cittadini interagendo con ambiti come la sicurezza dell’ambiente, anche per mitigare l’impatto dei fattori inquinanti.

La seconda componente, Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria, dal valore di 11,82 miliardi complessivi, si pone gli obiettivi della diffusione di strumenti e attività di telemedicina, del rafforzamento degli strumenti informativi e digitali del sistema sanitario, a partire dalla diffusione della cartella clinica elettronica, e destina investimenti rilevanti all’ammodernamento delle apparecchiature e alla realizzazione di ospedali sicuri, sostenibili e all’avanguardia.

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