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Intervento del ministro Tria alla cerimonia di chiusura dell’Anno di Studi 2017/2018 del 45° Corso Superiore di Polizia Economico-Finanziaria

Thu Jun 28 13:26:00 CEST 2018

Signor Comandante Generale, Autorità, signore e signori, allievi e partecipanti al corso, docenti e discenti, porgo a tutti voi il più cordiale saluto ed un sentito ringraziamento per l’invito a intervenire alla cerimonia di chiusura dell’anno di studi 2017/2018 della Scuola di Polizia Economico - Finanziaria della Guardia di Finanza.

Il Governo di cui mi onoro di far parte ritiene fondamentale e centrale l’istruzione, l’aggiornamento professionale e l’alta formazione. Io parlo spesso di investimenti e di investimenti pubblici. E gli investimenti in formazione sono quelli a più alto rendimento.
Anche per questo ho accolto con entusiasmo il vostro invito, che mi consente di rivolgermi direttamente a voi, allievi del corso, in questo momento così solenne e gioioso. È una ulteriore occasione per sottolineare il valore che il Corpo attribuisce alla formazione permanente avvalendosi di una struttura di eccellenza nel campo dell’aggiornamento professionale.

L’attività di formazione della Scuola della Guardia di Finanza è chiamata a fornire, oltre al sapere tecnico - giuridico, strumenti culturali e opportunità di confronto, per garantire la necessaria corrispondenza delle esigenze della società alla realtà operativa ed istituzionale.
L’offerta formativa valorizza il dialogo con tutte le autorità che presidiano le libertà economiche contribuendo a rafforzare quella cornice di sicurezza, indispensabile per uno sviluppo ordinato ed equilibrato dei meccanismi di libero mercato.
Per la formazione delle risorse umane, oggi più che mai, la Guardia di Finanza investe sulle proprie Scuole e sui moduli formativi avanzati, che assicurano standard di preparazione all’altezza di importanti missioni istituzionali, sempre più caratterizzate da elevato tecnicismo e raffinate capacità investigative.

Perseguendo gli obiettivi di specializzazione e alta formazione, la Guardia di Finanza è riuscita a fornire la risposta più avanzata all’esigenza di formare professionalità capaci di esplorare e interpretare eventi complicati ed assai eterogenei, che possono investire e compromettere gli interessi economico - finanziari del Paese e quindi ostacolare o rallentare la crescita e lo sviluppo dell’economia nazionale.

La Scuola di polizia economico - finanziaria costituisce la punta di diamante in questo percorso.
Nel diversificato programma di iniziative delineato dalla Scuola, la formazione permanente assicura a tutti gli appartenenti al Corpo un arricchimento della propria cultura professionale, attraverso l’aggiornamento e l’approfondimento continuo, nell’ambito di un ordinamento giuridico - economico in costante evoluzione e straordinariamente variegato per l’affiancarsi, alla normativa interna, della crescente legislazione sovrannazionale. Oltre alla formazione tecnica la Scuola consente l’acquisizione di requisiti indispensabili per le attività del Corpo come l’imparzialità, la correttezza, il riserbo, l’equilibrio e il senso di responsabilità.
Espressione massima di questa architettura formativa è il Corso superiore di polizia economico - finanziaria, i cui punti di forza sono la qualità dei docenti, la capacità di adattamento degli insegnamenti al mutevole contesto esterno e il reciproco scambio con altre Autorità nazionali e internazionali.
L’impegno formativo è svolto nella piena consapevolezza che la legalità, la giustizia e l’equità del sistema tributario, la tutela dei consumatori e dei risparmiatori rappresentato una risorsa da tutelare perché in loro assenza non c’è democrazia, non c’è uguaglianza, non c’è dignità della persona.
Occorre quindi continuare a spezzare le catene della corruzione e della complicità.
Diversamente, si genera sfiducia e si concede spazio al malaffare.
La Scuola di Polizia economico - finanziaria è necessario strumento per mirare a questo obiettivo.

In questa occasione voglio porre l’accento anche sulla erogazione di corsi intensivi sui reati tributari rivolti agli investigatori dei Paesi in via di sviluppo. Si tratta certamente di una delle iniziative più significative, volte al rafforzamento delle relazioni e della cooperazione internazionale per il contrasto dei reati finanziari, dell’evasione e dell’elusione fiscale, del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.
Negli ultimi anni, proprio grazie all’impulso degli organismi internazionali e, in particolare, dell’OCSE, è emersa una piena consapevolezza del dilagare di una pericolosa distorsione comportamentale che in passato riguardava solo alcune organizzazioni complesse e di rilevanti dimensioni, mentre oggi può essere ricondotta anche ai contribuenti piccoli e medi. Mi riferisco a quei soggetti che si rivolgono ai mercati esteri mediante operazioni di delocalizzazione, forme di pianificazione fiscale e strategie di riorganizzazione su base transfrontaliera, solo in apparenza giustificate da valide ragioni economiche, nell’intento di ottenere un risparmio fiscale con metodi non sempre leciti e che anzi, frequentemente, sfociano in comportamenti patologici.
Considerata la rilevanza del danno prodotto da tali comportamenti, in termini di “base erosion and profit shifting”, è stata avvertita l’esigenza di dedicare la massima attenzione a tutti i fenomeni la cui dimensione e la cui portata - anche in ambito internazionale - sono divenute tali da giustificarne l’inclusione nel novero dei reati economici e finanziari.

La Guardia di Finanza assicura professionalità e competenze per contrastare tale fenomeno.

Sono certo che le attività formative che oggi vedono la loro conclusione contribuiranno sempre più a consolidare i risultati raggiunti con tenacia ed impegno ed a tendere verso un costante ulteriore progresso.

A voi tutti un sincero ringraziamento ed un augurio di cuore. Per me non è una giornata rituale. La sento profondamente come ministro e come accademico, come persona che ha vissuto sempre nell’alta formazione.

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