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Ministero dell'economia e delle finanzeSenza fondamento le indiscrezioni su presunta "fuga" dal Ministero dell'Economia e delle Finanze

Comunicato Stampa N° 268 del 27/11/2014

Le indiscrezioni riferite da alcuni organi di informazione sulla presunta “fuga” di figure apicali dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sono prive di fondamento. In particolare, Fabrizia Lapecorella – Direttore generale delle Finanze – e Vieri Ceriani – consigliere economico per gli affari fiscali – non hanno alcuna intenzione di venire meno ai propri impegni.
Per quanto riguarda la Direzione “Analisi Economico-Finanziaria” del Dipartimento del Tesoro, il Direttore generale Lorenzo Codogno ha comunicato la propria intenzione di lasciare l’incarico a decorrere dal mese di marzo 2015. La motivazione della decisione del dott. Codogno è esclusivamente di natura personale. Il dott. Codogno ha lealmente dato attuazione alle scelte politiche del Governo attuale e agli orientamenti dei precedenti esecutivi, durante nove anni trascorsi mettendo al servizio dello Stato il proprio contributo analitico e operativo. Per quanto riguarda il rapporto con gli organismi dell’Unione Europea, gli ultimi mesi hanno segnato un cambiamento di attitudine grazie al quale il Governo italiano ha potuto fare apprezzare alla Commissione europea il quadro strategico in cui si muovono le scelte di politica economica, e questo risultato è stato conseguito in virtù del proficuo lavoro di squadra cresciuto nei mesi scorsi sotto la guida del Ministro con la collaborazione del Gabinetto e di tutti i direttori, i dirigenti e i funzionari dei dipartimenti.
Il riferimento – presente in uno degli articoli – al dato sulla spesa per pensioni quale motivo di frizioni tra uffici del Tesoro e altri esponenti del Governo appare del tutto incongruo: non solo perché – come lo stesso articolo riferisce – le stime sono predisposte dalla Ragioneria generale dello Stato e non dal Dipartimento del Tesoro, ma soprattutto perché quelle stime si limitano a rilevare l’evoluzione fattuale della spesa sociale (peraltro modesto in ragione d’anno) come derivante, essenzialmente, dall’indicizzazione delle pensioni e dall’evoluzione del numero di pensionati secondo le norme vigenti.
In passato numerosi commentatori si sono intrattenuti su ipotesi di dimissioni di varie figure apicali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con tanto di ipotesi di date in cui si sarebbero registrate dimissioni. Non possiamo che constatare con rammarico che passate quelle date gli stessi autori non abbiano preso atto dell’infondatezza della previsione e rettificato le informazioni diffuse.
Infine attiriamo l’attenzione sul grafico relativo alla stima del deficit strutturale, pubblicato a corredo di uno degli articoli: riteniamo opportuno specificare che non contiene “Stime UE” ma lo scenario ufficiale presentato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nella Nota di Aggiornamento al DEF, il quale si caratterizza per un andamento del PIL potenziale stimato secondo il modello dell’UE, a confronto con uno scenario alternativo elaborato da questo ministero nel quale il tasso di crescita del PIL potenziale è ipotizzato assumere un valore medio di +0,4% dal 2008 in poi. [http://www.mef.gov.it/primo-piano/leggestab/index.html]
 

Roma 27/11/2014

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