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Ministero dell'economia e delle finanzeDebiti P.A.: pagamenti su risorse 2013 a 22,4 miliardi Avviate le procedure per l’impiego dei 20 miliardi per il 2014

Comunicato Stampa N° 51 del 22/02/2014

Le risorse messe a disposizione degli enti debitori della Pubblica Amministrazione per il pagamento nel 2013 di debiti commerciali certi, liquidi ed esigibili al 31.12.2012, nella misura di 27 miliardi di euro, sono stati in larga misura assorbiti e utilizzati per il pagamento dei creditori, con una coda nell’anno in corso. Alcuni enti stanno smaltendo i numerosi pagamenti arretrati grazie alle risorse della seconda tranche del 2013 (DL 102/2013); alcune Regioni non hanno ancora acquisito integralmente le risorse messe a loro disposizione fin dalla prima tranche (DL 35/2013) per 2,2 miliardi.

2013: si affronta per la prima volta il problema dei debiti accumulati
I dati principali che emergono dall’aggiornamento del monitoraggio mostrano che le risorse messe a disposizione degli enti debitori ammontano a circa 24,5 miliardi di euro sui 27 stanziati (90%); il divario tra risorse rese disponibili e risorse stanziate è dovuto agli adempimenti non ancora completati dagli enti debitori per ottenere quanto richiesto in origine. Le risorse messe a disposizione sono già state utilizzate per soddisfare i creditori finali nella misura di 22,4 miliardi (82% delle risorse stanziate, 92% delle risorse erogate agli enti).

2014: si completa lo smaltimento di debiti arretrati
Nelle passate settimane, gli uffici della Ragioneria Generale dello Stato e del Dipartimento del Tesoro hanno avviato le procedure per l’utilizzo delle risorse stanziate per il 2014: altri 20 miliardi di euro (precisamente 19.725 milioni) per abbattere lo stock dei debiti accumulati al 31.12.2012. 

Risorse per il pagamento nel 2014 di debiti certi, liquidi ed esigibili al 31.12.2012
Destinazione Importo (miliardi di euro)
Enti locali 2,0
Debiti relativi a servizi sanitari di Regioni e province autonome 8,0
Debiti relativi a servizi non sanitari di Regioni e province autonome 4,4
Rimborsi fiscali 4,0
Patto verticale regionale 1,3

Con decreto dirigenziale del Ragioniere Generale dello Stato e del Direttore del Tesoro del 10 febbraio sono stati ripartiti i primi 7,2 miliardi di euro tra Regioni, Province Autonome ed altri enti locali.
Con decreto dirigenziale del Ragioniere Generale dello Stato, il 20 febbraio sono quindi stati ripartiti tra le Regioni e le Province Autonome 6,4 miliardi di euro delle risorse stanziate per i debiti accumulati per spese collegate all’erogazione di servizi sanitari. 

Regione Importi residui disponibili per il pagamento dei debiti sanitari Regione Importi residui disponibili per il pagamento dei debiti sanitari
Piemonte 980.801.273 Marche -
Valle d'Aosta 16.240.831 Lazio 1.219.899.645
Lombardia - Abruzzo -
Bolzano - Molise 257.338.926
Trento 104.148.682 Campania 700.145.647
Veneto 571.905.260 Puglia 220.140.899
Friuli Venezia Giulia 16.132.049 Basilicata -
Liguria 11.878.588 Calabria -
Emilia-Romagna - Sicilia 1.609.488.854
Toscana 404.008.532 Sardegna 238.635.526
Umbria 7.804.687    
Totale     6.358.569.400

Le risorse sono state assegnate a conclusione delle verifiche contabili previste dal DL 35/2013 ed effettuate dal Tavolo di verifica degli adempimenti regionali in materia sanitaria. Le Regioni interessate dovranno ora integrare le rispettive richieste già trasmesse al Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 15 dicembre scorso, specificando l’importo a cui intendono accedere. In particolare lo stesso decreto legge prevede la possibilità di rimodulare le cifre in relazione ad eventuali maggiori richieste, rispetto all’importo ora assegnato, che determinate Regioni potrebbero presentare, a valere sulle risorse non richieste da altre Regioni.
Gli spazi finanziari sul patto verticale incentivato (1,3 miliardi) sono messi a disposizione degli enti locali da parte delle regioni entro il 15 marzo.
Per quanto riguarda l’impiego delle risorse messe a disposizione per i rimborsi fiscali (4 miliardi di euro), l’Agenzia delle Entrate ha avviato le procedure per il rimborso ai creditori.
A questi importi si aggiungono ulteriori 500 milioni di euro di spazi finanziari sul patto di stabilità interno attribuiti dalla Legge di Stabilità 2014, per i quali le richieste sono pervenute entro il 14 febbraio. Entro il mese di febbraio anche queste risorse saranno assegnate agli enti interessati.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha l’obiettivo di erogare tutte le risorse, circa 20 miliardi, entro la prima metà dell’anno. Gli uffici del Ministero svolgeranno un’azione di sollecito presso le Regioni, in via amministrativa, affinché l’intera procedura che porta all’utilizzo effettivo dei fondi possa concludersi nel più breve tempo possibile. La procedura prevede che le Regioni presentino il piano dei pagamenti e gli atti volti a garantire la restituzione al Ministero dell’anticipazione di liquidità. La documentazione passerà al vaglio dei Tavoli interistituzionali per la verifica degli adempimenti regionali, coordinati dalla Ragioneria Generale dello Stato. L’esito positivo della verifica consentirà quindi alle Regioni di essere ammesse alla sottoscrizione del contratto per ottenere l’anticipazione di liquidità.

Semplificazione amministrativa: compensazioni tra crediti commerciali e debiti tributari
Per agevolare le imprese che vantano crediti commerciali nei confronti della Pubblica amministrazione e allo stesso tempo hanno debiti tributari o contributivi è prevista la possibilità di compensazione.
A legislazione vigente i debiti di carattere tributario che possono essere compensati con crediti sono di due tipi: somme iscritte a ruolo; somme risultanti da accertamento tributario. I crediti oggetto della compensazione devono essere non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti dello Stato, enti territoriali, enti del SSN e enti pubblici nazionali, certificati.
Nello specifico, i debiti per somme iscritte a ruolo su cartelle esattoriali e altri atti devono essere stati notificati entro il 31.12.2012 e possono riguardare: tributi erariali, regionali e locali, contributi assistenziali e previdenziali, premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, entrate spettanti all'amministrazione che ha rilasciato la certificazione del credito. La certificazione del credito viene presentata agli agenti della riscossione competenti (Equitalia o Riscossione Sicilia) che a loro volta segnalano l’avvenuta compensazione nella Piattaforma dei Crediti Commerciali.
Il D.M. 25 giugno 2012 prevede che l'ente debitore è tenuto al pagamento dell'importo oggetto della certificazione e utilizzato in compensazione, entro 12 mesi dalla data di rilascio della certificazione. In caso di mancato pagamento spontaneo da parte dell'ente debitore l'importo oggetto della compensazione è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente territoriale a qualsiasi titolo. Qualora il recupero non sia stato possibile, l'agente della riscossione procede, sulla base del ruolo emesso a carico del titolare del credito, alla riscossione coattiva.
In sede di conversione del D.L. 145/2013 (Destinazione Italia) è stato previsto per il 2014 un ampliamento della compensazione le cui modalità saranno definite con decreto interministeriale MEF/MISE.
Per quanto riguarda i debiti da accertamento tributario, essi devono derivare da istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario (accertamento con adesione, conciliazione giudiziale, definizione agevolata, ecc.).
I crediti (non prescritti, certi, liquidi ed esigibili e certificati) in questo caso oggetto della compensazione sono quelli maturati al 31.12.2012 nei confronti dello Stato, enti territoriali, enti del SSN e enti pubblici nazionali. La compensazione viene effettuata tramite F24 telematico.
Il D.M. 14 gennaio 2014 stabilisce che il recupero nei confronti degli enti debitori avvenga tramite versamento diretto su una contabilità speciale intestata all’Agenzia delle Entrate. Qualora questi non adempiano, l’Agenzia recupera le somme dovute a valere sui tributi spettanti a qualsiasi titolo a tali enti. Se questi ultimi sono insufficienti l’Agenzia comunica la situazione a RGS e Ministero dell’interno rispettivamente per le Regioni e per gli enti locali, per effettuare il recupero sui trasferimenti dovuti.

Ulteriori considerazioni
La piattaforma messa a disposizione degli enti pubblici per il censimento dei crediti certi, liquidi ed esigibili al 31.12.2012 al netto di quanto già pagato grazie alle risorse messe a disposizione dallo Stato registra alla data di oggi l’importo di 3,1 miliardi di euro (generato dalle 20.395 amministrazioni ed enti che si sono iscritti e hanno certificato crediti di controparti per 2,4 miliardi).
Nel contesto del processo di assegnazione dei fondi già previsti per il 2014 il MEF sta conducendo una ricognizione delle ulteriori risorse necessarie per chiudere le posizioni debitorie al 31.12.2012 con un nuovo provvedimento. Le attività finora svolte inducono a ritenere che i 47 miliardi stanziati consentano di chiudere gran parte delle posizioni debitorie delle pubbliche amministrazioni centrali e locali a tale data.
L’intervento sui debiti commerciali dovrà affrontare anche le passività delle società di diritto privato partecipate in misura prevalente da enti locali, agendo attraverso questi ultimi. Il rapporto del Dipartimento del Tesoro sui bilanci chiusi al 31.12.2011 delle società partecipate da soggetti pubblici indica che queste hanno registrato una perdita nell’esercizio superiore a 2 miliardi di euro. È ora in corso una valutazione aggiornata e approfondita della posizione patrimoniale di queste società.
Andrà inoltre affrontato il fenomeno dei debiti fuori bilancio, in particolare degli enti locali, che è reso possibile dalla modalità di formulazione dei bilanci degli enti locali, che non consente una chiara identificazione della formazione di debiti e crediti, e dalla mancanza dell’obbligo di registrazione in contabilità delle fatture di fornitori entro tempi certi.
Per affrontare questi nodi da lungo irrisolti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha predisposto una riforma della contabilità degli enti locali che contempla:

  • Una riforma della contabilità dal 1.1.2015 che impone la chiara identificazione di debiti e crediti
  • L’introduzione dell’obbligo di registrazione delle fatture di fornitori dal 1.1.2015
  • Il completamento della riforma della contabilità in forma economico-patrimoniale dal 1.1.2016

Per favorire una rapida diffusione delle competenze e dei requisiti necessari ad una corretta adozione delle nuove modalità di gestione della contabilità e di formazione del bilancio è stata introdotta una sperimentazione della riforma che ha coinvolto 100 amministrazioni a decorrere dal 1 gennaio 2012. Altre 300 si aggiungeranno nel corso del 2014.
I tempi effettivi di attuazione della riforma sono soggetti all’iter che richiede il passaggio attraverso la Conferenza unificata Stato – Città – Regioni, le commissioni parlamentari e infine il provvedimento conclusivo del Consiglio dei Ministri.
Un contributo fondamentale per affrontare compiutamente il fenomeno dei debiti fuori bilancio verrà dall’introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria dal prossimo giugno per i rapporti commerciali con la pubblica amministrazione centrale e dalla seconda metà del 2015 per tutte le pubbliche amministrazioni, compresi gli enti locali. Questa innovazione dovrà essere supportata da un processo di informatizzazione della PA, già avviato per la pubblica amministrazione centrale, che consenta di monitorare il ciclo di vita delle fatture (ricezione, registrazione, pagamento o eventuali contestazioni). Ciò permetterà allo Stato di disporre di una conoscenza dei flussi di formazione dell’indebitamento che non è mai stata realizzata in passato e di verificare la piena attuazione della direttiva europea sui pagamenti.

IL MONITORAGGIO

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha attivato un monitoraggio regolare dell’avanzamento dell’intera procedura che coinvolge in particolare il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, al fine di garantire tanto una corretta allocazione delle risorse finanziarie quanto il rispetto degli impegni degli enti debitori a impiegare queste risorse per saldare rapidamente i debiti scaduti.

LA PUBBLICAZIONE SUL SITO MEF La tempestiva informazione al pubblico sull’attuazione è garantita dalla pubblicazione con frequenza mensile degli stati di aggiornamento sul sito debitipa.mef.gov.it, dal quale è possibile visualizzare tabelle di sintesi e scaricare file con dettagli sui pagamenti degli enti locali.
I dati riferiti in questo comunicato verranno pubblicati sul sito lunedì 24 febbraio.

L’ARTICOLAZIONE DEI PERCORSI FINANZIARI
Il decreto “sblocca debiti” e il successivo decreto legge 102/2013 hanno attivato un ventaglio di strumenti finanziari volto a consentire il celere sblocco di liquidità per 27,2 miliardi nel 2013 e 20 miliardi nel 2014 da destinare al pagamento di debiti risultati certi liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012. Questi strumenti includono: anticipazioni di cassa agli enti locali sulla base di una convenzione tra Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e il Tesoro, finanziamento del Tesoro alle Regioni e alle province autonome, esclusioni dal patto di stabilità interno, deroga dal patto di stabilità interno delle spese effettuate per il cofinanziamento di interventi programmati con i fondi strutturali dell’UE, l’incremento dei rimborsi fiscali. Ciascuna di queste linee di azione comporta accordi tra le parti per il corretto impiego delle risorse e per la rendicontazione dei pagamenti.

TABELLA DI SINTESI (dati in milioni di euro)

 
Pagamento debiti delle Pubbliche Amministrazioni al 31/12/2012 (decreti legge 35 e 102 del 2013)
Enti debitori Risorse stanziate Risorse effettivamente rese disponibili agli enti debitori Pagamenti effettuati ai creditori
Stato 3.000 3.000 3.008
Regioni e Province autonome 15.808 13.499 12.993
Province e Comuni 8.411 7.995 6.428
Importi totali (valori assoluti) 27.219 24.494 22.430
Importi totali (in percentuale delle risorse stanziate)   90% 82%

 I dati di dettaglio verranno pubblicati sul sito debitipa.mef.gov.it lunedì 24 febbraio.

Roma 22/02/2014

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