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- Comitato Euro: changeover positivo

Comunicato Stampa del 09/01/2002

Roma, 9 gennaio 2002

Comitato Euro: changeover positivo

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze informa che si è svolta ieri una delle periodiche riunioni del Comitato esecutivo del Comitato Nazionale per l'Euro. Tale incontro, avvenuto a pochi giorni dall'avvio della circolazione materiale della nuova moneta, ha costituito l'occasione per una prima valutazione complessiva sull'andamento dell'introduzione dell'euro in Italia.

L'operazione di cambio della moneta, nella sua complessità, si sta svolgendo secondo modi e ritmi soddisfacenti, conformi alle esigenze dell'economia italiana e alla configurazione socio-istituzionale del Paese, in linea con l'impostazione di passaggio graduale all'euro che fu scelta per limitare al massimo gli inconvenienti ai cittadini.

In diversi aspetti il processo si è sviluppato in misura più massiccia e in tempi più brevi rispetto al percorso che era stato ipotizzato nell'ambito del Comitato per l'Euro.

L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e la Banca d'Italia hanno prodotto e distribuito al sistema bancario e postale nel territorio, le monete e le banconote in euro nell'ammontare e nella composizione per conii e tagli programmati.

L'offerta al pubblico delle nuove banconote da parte della rete degli ATM bancari e postali si è realizzata tramite una operatività in euro dei punti di distribuzione che è giunta a toccare livelli prossimi al 100% in anticipo rispetto ai tempi previsti. Nei primi giorni di attività, sulla base di rilevazioni svolte dall'ABI, sono stati effettuati oltre 21 milioni di prelievi per un ammontare complessivo di oltre 2,5 miliardi di euro; l'incremento dei prelievi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente è stato di circa il 50%.

E' stata ampia - pari a oltre 9 miliardi - l'immissione di euro direttamente attraverso gli sportelli bancari. Gli sportelli delle Poste italiane hanno erogato circa 3,2 miliardi di euro anche per effetto del pagamento in contante delle pensioni avvenuto nei primi giorni dell'anno.

Le criticità segnalate riguardo la disponibilità al pubblico delle banconote da 5 e 10 euro riguardano episodi isolati dovuti all'accelerazione del processo di sostituzione. Non esiste un problema di disponibilità di tagli di banconote ma semplici aspetti di ricollocazione a livello territoriale in funzione delle diverse dinamiche di richiesta, aspetti di fatto superati grazie all'impegno della Banca d'Italia, dal sistema bancario e postale e dalle agenzie di portavalori.

La distribuzione commerciale, nel suo complesso, sta fornendo un valido supporto al processo di introduzione dell'euro, fatto ancora più apprezzabile alla luce della notevole provvista in lire da parte del pubblico negli ultimi dieci giorni dell'anno precedente (10 mila miliardi) che ha comportato per il commercio un aumento del fabbisogno di monete e banconote che è stato soddisfatto anche per mezzo delle consuete operazioni di provvista. L'ABI per rendere più fluidi sia l'immissione sul mercato della nuova valuta, sia il ritiro delle lire ha raccomandato alle proprie associate che presso ogni dipendenza sia data particolare attenzione alla velocizzazione del servizio di ritiro lire e di rifornimento d'euro nei confronti dei dettaglianti. I consumatori, per loro conto, hanno dato prova di grande fiducia e disponibilità nei confronti della nuova moneta, facilitandone ed anticipandone il processo di diffusione.

Il grado di utilizzo dell'euro nelle transazioni in contanti da parte del pubblico è in continuo aumento. Le stesse stime che sono circolate nei primi giorni dell'anno vanno riguardate alla luce della scorta di contante in lire che i consumatori avevano effettuato negli ultimi dieci giorni di dicembre, dell'utilizzo molto più intenso che in passato di carte di pagamento (circa il 70% in più), della frequenza con cui gli esercenti hanno potuto dare agli acquirenti in lire il resto in euro.

Le operazioni transitate in stanza di compensazione (riguardanti assegni bancari e postali, bonifici, incassi commerciali, ecc.) denominate in euro sono giunte negli ultimi giorni a rappresentare il 70% del totale.

Il Comitato ha altresì preso in esame le informazioni disponibili e considerato gli aspetti di metodo riguardanti i possibili effetti dell'introduzione dell'euro sui prezzi.

Secondo le rilevazioni dell'Istat, negli ultimi mesi dell'anno l'inflazione, comunque moderata, è stata tendenzialmente in calo (2,4 e 0,1 per cento in dicembre, rispettivamente a 12 mesi e a 1 mese). Già in novembre era diffusa la doppia esposizione dei prezzi (circa il 60%) e gli errori di arrotondamento sono stati marginali sia per numero (intorno al 2%) sia per ammontare degli errori. Le aspettative "Consensus" confermano la tendenza dell'inflazione a flettere al disotto del 2% nel 2002.

Agli aumenti di singoli prezzi che sono stati da talune fonti enfatizzati nei giorni scorsi hanno in realtà corrisposto numerosi casi di riduzione e/o di arrotondamento verso il basso. Le revisioni di tariffe e prezzi dei servizi pubblici hanno carattere di stagionalità, erano programmate, sono comunque del tutto indipendenti dall'introduzione dell'euro.

La valutazione conclusiva, analiticamente fondata, delle ripercussioni del passaggio all'euro sul livello e sulla struttura dei prezzi dovrà farsi sulla base dei dati ufficiali e definitivi dell'Istat relativi a gennaio-febbraio e ai mesi immediatamente successivi. Come nelle altre economie dell'area, si dovranno distinguere gli effetti strettamente connessi con la conversione in euro (arrotondamenti, fissazione di prezzi "attraenti", etc.) da quelli delle politiche di prezzo fondate su altre motivazioni. Oltre alla ripercussioni delle modifiche tariffarie, al ribasamento degli indici previsto per l'inizio di ciascun anno, ai criteri Eurostat di rilevazione dei prezzi dei saldi di fine stagione (fattori che concorsero a determinare un tasso d'inflazione mensile 0,4% nel gennaio 2001), la valutazione dovrà tener conto del possibile scaglionarsi nel tempo dei diversi effetti.

E' essenziale che gli operatori economici si attengano pienamente e con rigore ai criteri di conversione dei prezzi in lire in prezzi in euro stabiliti dalla normativa comunitaria e nazionale e che contribuiscano con comportamenti coerenti al raggiungimento dell'obiettivo della stabilità dei prezzi.

09/01/2002

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