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Comunicato Stampa del 09/10/1997

Napoli, 9-10 ottobre 1997

MESSAGGIO DEL MINISTRO DEL TESORO E DEL BILANCIO CARLO AZEGLIO CIAMPI IN OCCASIONE DEL 23° CONGRESSO DELLA CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEL CREDITO POPOLARE.

Il 23° Congresso della Confederazione internazionale del credito popolare cade in un momento storico particolarmente complesso e significativo, in cui si sta per concretizzare l'avvio dell'unione monetaria europea.

Il cammino che il Paese sta percorrendo verso l'Europa – come ho avuto modo di dire in altra occasione – dovrà essere completato avendo presente due regole essenziali, valide in tutti i campi dell'economia: il rigore e l'innovazione.

Non è infatti possibile ottenere risultati importanti se non si assumono componenti che prestino costante attenzione alle componenti che incidono sulla redditività delle iniziative imprenditoriali e all'evoluzione di prodotti e di comportamenti che il mercato propone e richiede

L'adeguamento al sistema esterno e alla concorrenza internazionale che fino ad oggi il settore creditizio, ha realizzato, attivando processi di fusione e di privatizzazione, è solo un primo passo, che non può essere interrotto, verso obbiettivi di efficienza e stabilità duraturi.

Questa azione va accompagnata da un cambiamento di mentalità da parte dei gestori delle banche: la redditività aziendale non potrà più essere centrata sul differenziale tra tassi attivi e passivi, per di più in un contesto ove si opererà in un'unica moneta, ma a servizi e prodotti innovativi. Il rapporto con la clientela dovrà basarsi sulla massima fiducia, in cui la chiarezza dei comportamenti dovrà essere alla base dell'intera gestione.

Il nuovo scenario dell'economia nazionale si caratterizzerà per un maggiore interesse del pubblico per i mercati borsistici, verso i quali si canalizzeranno le quote del risparmio non più attratte dai titoli del debito pubblico. Il contenimento del disavanzo pubblico riduce l'offerta dei titoli del Tesoro e l'assorbimento del risparmio da parte dello Stato; la riduzione dei tassi d'interesse spinge i risparmiatori a un rinnovato interesse per il mercato dei titoli azionari.

La prospettiva di globalizzazione del mercato e di forte concorrenza fra gli operatori non implica che venga meno, nel panorama del mondo bancario, il ruolo delle banche cooperative, quali appunto sono le banche popolari. La banca popolare va infatti, vista come banca locale non perché di dimensioni in generale contenute, ma perché si caratterizza per la capacità di identificarsi con l'economia locale, per la conoscenza dei problemi degli operatori del posto, per l'importanza e il ruolo che assume per lo sviluppo dell'area. Lo stesso Testo Unico bancario ha riservato un'apposita sezione alle banche popolari, pur inserendo a pieno titolo la loro attività fra quelle di natura comunque imprenditoriale.

Il rapporto con il territorio privilegia le "popolari" nell'acquisire la conoscenza della reale situazione della clientela, nel selezionare le iniziative.

Dai dati che emergono al 31 dicembre 1996 si può constatare che l'insieme delle Popolari presenta degli indicatori di bilancio, in media, migliori di quelli del sistema: il rapporto tra i crediti in sofferenza e il totale degli impieghi si attesta tre punti circa sotto il valore medio; la redditività, in questi ultimi anni, ha presentato valori più alti rispetto a quelli del sistema.

Il vantaggio competitivo che oggi le Popolari hanno non va perso. È compito e dovere degli attuali dirigenti eliminare i punti di debolezza del comparto, essenziale legati a livelli dimensionali – in alcuni casi eccessivamente ridotti – che impediscono il contenimento dei costi e lo sviluppo di nuovi prodotti, e dare maggior vigore a quelli di forza, consolidando i rapporti con la media e piccola imprenditoria locale e con le famiglie.

Questi argomenti sono sicuro che verranno opportunamente approfonditi nel corso di questi due giorni di dibattito, attesa l'importanza che giustamente questo incontro attribuisce ai canali di distribuzione dei prodotti e dei servizi.

L'aumento della concorrenza, l'adozione della moneta unica, lo sviluppo delle tecnologie informatiche avranno significativi riflessi anche sulle condizioni di offerta dei prodotti finanziari. I prezzi, la varietà dei prodotti disponibili, la correttezza del rapporto con la clientela, l'efficienza della gestione saranno immediatamente confrontabili sul mercato al dettaglio, premiando le istituzioni più efficienti.

Le modalità di erogazione dei servizi devono fare ormai parte a pieno titolo della strategia aziendale. La complessità delle tecniche utilizzate induce le aziende a trovare combinazioni efficienti tra prodotto e sua distribuzione per accrescere i ricavi e consolidare la redditivà. Accordi commerciali con istituzioni di maggiore dimensione potranno consentire di assicurare la gamma di prodotti senza incidere sui costi di produzione.

Le banche popolari, alla stregua delle altre banche, debbono saper cogliere le occasioni di cambiamento che il mercato propone per conservare e possibilmente rafforzare il rapporto fiduciario che le lega al territorio.

Con questi sentimenti, formulo i migliori auguri di successo al Vostro Congresso.

Carlo Azeglio Ciampi

09/10/1997

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