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‘Orange The MEF’, la parità di genere contro la violenza sulle donne

 

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale dell’eliminazione della violenza sulle donne 2021, aderisce anche quest’anno alla campagna dell’ONUUNiTE by 2030 to End Violence against Women”.

Per testimoniare l’adesione valoriale e il coinvolgimento della comunità professionale del MEF agli obiettivi di sensibilizzazione della campagna, la facciata del Palazzo delle Finanze in via XX Settembre a Roma, nella giornata del 25 novembre, sarà illuminata per ventiquattro ore di arancione, il colore simbolo dell’iniziativa dell’ONU.

Inoltre, il 26 novembre il Dipartimento dell’amministrazione del personale e dei servizi del MEF, nell’ambito del ciclo di seminari “MEF per le persone”, organizza l’evento virtuale “Non c’è alcun rifugio dentro di me…”, al centro del quale ci sarà il tema degli effetti della pandemia sulla violenza di genere (scarica il programma). È possibile seguire l’evento Live registrandosi a questo indirizzo.

Il Mef per le persone - 26 novembre ore 10.30. Giornata di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne
“Non c'è alcun rifugio dentro di me...”
Fruibile on line tramite la piattaforma ADOBE CONNECT con uso del browser Google Chrome - Link Programma: https://mef-dag.adobeconnect.com/eo5xirn4cf5d/event/event_info.html. Link Registrazione: https://mef-dag.adobeconnect.com/eo5xirn4cf5d/event/registration.html
 

L’impatto della pandemia su violenza di genere e occupazione femminile

Il fenomeno della violenza di genere, già drammatico negli anni precedenti il 2020, è andato via via peggiorando con l’esplosione della pandemia. L’emergenza sanitaria scaturita dal COVID-19 ha, infatti, amplificato le situazioni di violenza già presenti negli anni precedenti alla crisi sanitaria e acuite poi dalle restrizioni alla circolazione. Una prima immediata evidenza emerge dai dati relativi all’utilizzo del 1522, il numero di pubblica utilità messo a disposizione dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio per sostenere e aiutare le vittime di violenza di genere e di stalking. Le chiamate, durante la pandemia, sono aumentate del 79,5% rispetto al 2019, in particolare nel periodo compreso tra la fine di marzo 2020 con picchi ad aprile (+176,9% rispetto allo stesso mese del 2019) e maggio (+182,2 rispetto a maggio 2019).

La crisi pandemica, che ha avuto effetti peggiorativi su questo tema in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, ha agito negativamente su diversi livelli: dall’aumento dell’insicurezza (tensioni domestiche e difficoltà economiche) e dell’agibilità delle vittime (limitazioni al movimento), all’incremento di alcuni fattori determinanti l’attitudine violenta del partner (alcoolismo, controllo economico e psicologico, peggioramento delle condizioni lavorative), fino al limitato accesso ai servizi di prevenzione, protezione e tutela. In Italia la pandemia ha, inoltre, particolarmente colpito l’occupazione femminile che nel Mezzogiorno ha raggiunto livelli tra i più bassi tra quelli europei. Il tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro è stato in media del 22,7% per le donne e del 16% per gli uomini nel 2020, e al Sud riguarda il 41% delle donne.

 

Il ruolo delle politiche economiche per governare i divari di genere

Le riflessioni per il 2021, sulla scia di quanto ormai consolidato nelle raccomandazioni di riforma e rafforzamento delle politiche di contrasto alla violenza maschile sulle donne, indicano la necessità di un approccio sistemico, politico e culturale, in grado di incidere sui fattori determinanti del fenomeno. La battaglia contro la violenza sulle donne passa, infatti, attraverso il miglioramento della condizione socio-economica femminile.

A questo proposito, nel contesto delle politiche pubbliche volte a garantire l’emancipazione sociale ed economica delle donne per contribuire all’eliminazione della violenza di genere, è fondamentale la dimensione delle politiche economiche attraverso cui governare il cosiddetto “gender gap”. Politiche in cui il MEF agisce da riferimento con un ruolo centrale, in particolare attraverso il Bilancio di genere redatto dalla Ragioneria Generale dello Stato, e il Gender Responsive Procurement (gli appalti pubblici in ottica di genere), strumento introdotto dalla Commissione europea nell'ambito dei cicli di programmazione, per contribuire a una distribuzione più equa tra i generi delle risorse economiche.

 

Il contributo del PNRR per ridurre le diseguaglianze di genere

Il tema della parità di genere è centrale anche all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il PNRR sviluppa con le sue missioni le priorità della strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026. Le articola in un ampio programma volto sia a favorire la partecipazione femminile al mercato del lavoro, direttamente o indirettamente, sia a correggere le asimmetrie che ostacolano le pari opportunità sin dall’età scolastica. In particolare, il Piano affronta le diseguaglianze di genere in maniera trasversale, affiancando ai tre assi strategici condivisi a livello europeo (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale), tre priorità trasversali, tra cui proprio quella di promuovere la parità di genere, oltre a quella di ridurre le disparità generazionali e a quella di favorire il riequilibrio dei divari territoriali. Si tratta di priorità che non sono affidate a singoli interventi circoscritti, ma perseguite direttamente o indirettamente in tutte e sei le missioni del Piano.

In quest’ottica, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha predisposto un documento che analizza il contributo degli interventi previsti nel PNRR e presenta una valutazione ex ante sugli impatti che gli interventi stessi possono apportare per ridurre il divario in molti ambiti. Vengono individuate misure che possono contribuire direttamente o indirettamente all’eliminazione delle disparità di genere e viene analizzata l’evoluzione della composizione di genere occupazionale nei settori di attività economica attivati dal Piano. Tenendo in debito conto la dimensione del genere in fase di attuazione, anche misure senza una specifica finalità in tal senso possono produrre esiti positivi; si indicano pertanto strumenti previsti per monitorare in fase di realizzazione gli effettivi impatti del Piano sul genere.

 

Misure a sostegno dell’occupazione femminile e della parità di genere nel Ddl Bilancio 2022

Il Governo, che il 18 novembre scorso ha approvato il decreto legislativo che istituisce l’assegno unico e universale introducendo un beneficio economico mensile ai nuclei familiari sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), con il Disegno di legge di bilancio per il 2022 ha stanziato nuove risorse per aiutare le donne, per accompagnarle nel percorso di uscita dalla violenza e per favorirne l'indipendenza economica.

Queste le principali misure previste nel ddl:

  • Decontribuzione lavoratrici madri
    Esonero per un anno del 50% del versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato, a decorrere dal rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità e per un periodo massimo di un anno a decorrere dalla data del rientro.
  • Finanziamento del Fondo per il sostegno alla parità salariale di genere
    Viene incrementato il Fondo per il sostegno della parità salariale di genere, istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione di 2 milioni per il 2022 e di 52 milioni di euro annui dal 2023. Tali risorse sono destinate alla copertura finanziaria, di interventi finalizzati al sostegno e al riconoscimento del valore sociale ed economico della parità salariale di genere e delle pari opportunità sui luoghi di lavoro, nonché al sostegno della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, anche attraverso la definizione di procedure per l’acquisizione, da parte delle imprese pubbliche e private, di una certificazione della parità di genere, cui siano connessi benefici contributivi a favore del datore di lavoro.
  • Adozione di un Piano strategico nazionale per le politiche per la parità di genere
    In coerenza con gli obiettivi della Strategia europea per la parità di genere 2020-2025 e con l’obiettivo di dare immediata attuazione ad una delle priorità trasversali del PNRR, che include le politiche per le donne tra i propri obiettivi generali, viene prevista l’adozione di un Piano strategico nazionale per individuare buone pratiche per combattere gli stereotipi di genere, colmare il divario di genere nel mercato del lavoro, raggiungere la parità nella partecipazione ai diversi settori economici, affrontare il problema del divario retributivo e pensionistico e colmare il divario e conseguire l’equilibrio di genere nel processo decisionale.
  • Potenziamento delle strutture da destinare ad asili nido
    Al fine di rimuovere gli squilibri territoriali nell’erogazione del servizio di asilo nido e favorire l’avviamento delle donne nel mondo del lavoro o il ritorno dopo una gravidanza, il ddl interviene sui livelli essenziali di prestazione. Con la misura si traccia un percorso graduale di progressivo ampliamento dei servizi educativi per l'infanzia in base al quale almeno il 33% della popolazione dei bambini potrà usufruire del servizio su base locale nel 2027.
  • Incentivi all’imprenditoria agricola femminile
    Al fine di favorire l’imprenditoria femminile in agricoltura, viene esteso alle imprese condotte da donne, le misure agevolative del D.Lgs. n. 185/2000 già riservate alla giovane imprenditorialità agricola (dai 18 ai 40 anni).
  • Previdenza, proroga di “Opzione donna”
    Viene prorogata anche per l’anno 2022 la misura c.d. “opzione donna”. In particolare, si estende la possibilità di optare per il regime del trattamento pensionistico anticipato alle lavoratrici che maturano i requisiti anagrafici, almeno 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti ed almeno 59 anni di età per lavoratrici autonome, nonché contributivi (almeno 35 anni) entro il 31 dicembre 2020.
  • Riduzione aliquota IVA per i prodotti per l’igiene femminile non compostabili
    Viene ridotta dal 22 al 10 per cento l’aliquota IVA applicabile ai prodotti non compostabili destinati alla protezione dell’igiene intima femminile (assorbenti e tamponi).
 

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