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Ministero dell'economia e delle finanzeComposizione della domanda durante le due fasi di collocamento della quindicesima emissione del BTP Italia

Comunicato Stampa N° 197 del 24/10/2019

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica i dettagli concernenti la quindicesima emissione del BTP Italia, il titolo indicizzato all’inflazione italiana (Indice FOI, senza tabacchi – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi), con scadenza a 8 anni.

Nel corso della Prima Fase del collocamento, dedicata agli investitori retail, le contrattazioni, sia per numero di contratti che per controvalore, hanno registrato una domanda più sostenuta nel primo giorno rispetto al secondo ed ultimo giorno, in linea con le scorse emissioni.

La Seconda Fase, dedicata agli investitori istituzionali, che si è svolta nell’arco di 2 ore durante il terzo giorno del collocamento, ha visto un controvalore complessivo domandato superiore all’ammontare finale offerto, quest’ultimo pari a 3.762,97 milioni di euro.

    numero di contratti Controvalore domandato (€) Controvalore allocato (€)
Prima Fase 1° giorno 27.150 1.995.297.000 1.995.297.000
Prima Fase 2° giorno 20.245 991.733.000 991.733.000
Seconda Fase 3° giorno (chiusura ore 12) 318 4.753.802.000 3.762.970.000

Con riferimento alla Prima Fase, dei 47.395 contratti conclusi sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso Banca IMI S.p.A. e UniCredit S.p.A – Dealer dell’operazione – circa il 51 per cento è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si arriva circa all’81 per cento del totale relativo a questa fase.

Sebbene le modalità di emissione non consentano di avere dati puntuali sulle caratteristiche degli investitori, dalle informazioni raccolte da Dealer, Co-Dealer e altri intermediari, si può desumere che nel corso della Prima Fase si è registrata una quota di investitori individuali superiore rispetto a quella del private banking (rispettivamente 56 per cento e 44 per cento).

All’interno della quota sottoscritta da investitori individuali, si stima che circa l’82 per cento abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie, mentre circa il 18 per cento attraverso l'home banking. Per quanto riguarda la ripartizione geografica degli ordini ricevuti durante la Prima Fase, la quasi totalità degli ordini risulta provenire da investitori domestici.

Con riferimento alla Seconda Fase di collocamento, le informazioni raccolte dai Dealer, Co-Dealer e altri intermediari permettono di ottenere delle statistiche quasi totalmente rappresentative dell’ammontare complessivamente allocato.

In particolare, il 54,5 per cento dell’ammontare emesso è stato collocato presso le banche ed il 23 per cento circa presso asset manager. Una quota pari a circa il 9 per cento è stata assegnata a banche centrali e istituzioni ufficiali, mentre l’8 per cento circa dell’emissione è stato sottoscritto da hedge fund. La restante quota del 5,5 per cento è stata allocata ad assicurazioni (circa il 3 per cento) ed istituzioni non finanziarie.

Il collocamento del titolo nella Seconda Fase ha visto una presenza predominante di investitori domestici, che ne hanno sottoscritto circa il 76 per cento, mentre il restante 24 per cento dell’emissione è stato sottoscritto da investitori esteri. Tra gli investitori esteri la quota più rilevante, pari al 16 per cento, è stata collocata in Europa, in particolare nel Regno Unito (circa l’8 per cento), nei paesi nordici (circa il 3 per cento), in Francia e Germania (circa il 3 per cento) e presso altri paesi europei (circa il 2 per cento). Il restante 8 per cento dell’emissione della Seconda Fase è stato collocato presso investitori mediorientali (circa il 5 per cento) e statunitensi (circa il 3 per cento).

Le informazioni qui riportate non sono destinate ad essere pubblicate o distribuite, direttamente o indirettamente, negli Stati Uniti d'America. Il comunicato e le informazioni in esso contenute non costituiscono un'offerta di vendita di strumenti finanziari negli Stati Uniti. Gli strumenti finanziari a cui viene fatto riferimento non sono stati e non saranno registrati ai sensi del U.S. Securities Act of 1933, come modificato (il "Securities Act") e non possono essere offerti o venduti negli Stati Uniti d'America, salvo siano registrati ai sensi del Securities Act o sulla base di esenzioni applicabili ai sensi del Securities Act. Tali strumenti finanziari non sono e non saranno oggetto di alcuna offerta pubblica negli Stati Uniti d'America. Di conseguenza, questi strumenti finanziari possono essere offerti, venduti o consegnati soltanto a persone fuori dagli Stati Uniti ai sensi della Regulation S del Securities Act.

Roma 24/10/2019

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