Ministero dell'economia e delle finanzeMEF, SUL SITO DEL DIPARTIMENTO FINANZE STATISTICHE ED ANALISI PER DICHIARAZIONI IVA, DICHIARAZIONI REDDITI SOCIETÀ DI PERSONE, ENTI NON COMMERCIALI, PERSONE FISICHE TITOLARI DI PARTITA IVA, DATI COMUNICATI AI FINI DEGLI STUDI DI SETTORE E ATTI DEL REGISTRO E DELLE SUCCESSIONI. DICHIARAZIONI E DATI TRASMESSI DAI CONTRIBUENTI NEL 2012 RELATIVI AL PERIODO D’IMPOSTA 2011

Comunicato Stampa N° 84 del Fri May 31 17:16:00 CEST 2013

STUDI DI SETTORE

L’applicazione degli Studi di settore nel 2011 ha riguardato 3,455 milioni di soggetti (per il 63% persone fisiche), con un calo dello 0,8% rispetto all’anno precedente, dovuto anche alle crescenti adesioni al regime dei contribuenti minimi, che non prevede l’applicazione degli Studi di Settore, la cui adesione nel 2011 è in crescita del 7,1% rispetto all’anno precedente (1) . Il calo del numero dei soggetti nelle attività manifatturiere (-11.500 pari a -3,3%) e del commercio (-7.900 pari a -1,1%) è legato anche alla stagnazione economica, in un contesto economico che presentava una crescita contenuta del PIL (+1,7% in termini nominali e +0,4% in termini reali).
Nel 2011 si segnala un lieve aumento dei ricavi/compensi medi pari allo 0,2% rispetto all’anno precedente (230 mila euro il ricavo/compenso medio) mentre i ricavi/compensi totali calano (-0,6%, 793,3 miliardi di euro il totale dichiarato), con andamenti differenziati all’interno dei settori: il settore delle attività professionali cresce (+1,1%) mentre i settori manifatturiero (-1,2%), del commercio (-1,0%) e dei servizi (-0,4%) registrano un calo.
Il reddito totale dichiarato, pari a 106,2 miliardi di euro, mostra un andamento positivo (+1,3%); il reddito medio dichiarato è risultato pari a 28.000 euro per le persone fisiche (+2,4% rispetto al 2010), 38.400 euro per le società di persone (+2,2%) e 32.000 euro per le società di capitali ed enti (+1,3%).
Ponendo l’attenzione sull’attività esercitata, il reddito medio dichiarato più elevato si è registrato nel settore delle attività professionali (49.900 euro, +0,8%) seguito dal settore delle attività manifatturiere (32.800 euro, +12,4%), dal settore dei servizi (27.300 euro, +1,6%), mentre il reddito medio dichiarato più basso si è registrato nel commercio (20.000 euro, -1,9%). La crescita del reddito medio nel settore manifatturiero è verosimilmente legata alla fuoriuscita dagli Studi di Settore di soggetti con redditi bassi.
Analizzando le composizioni percentuali dei valori dichiarati è interessante notare che le società di capitali, pur dichiarando la metà del totale dei ricavi o compensi, dichiarano solo il 18% del totale dei redditi; al contrario le persone fisiche, pur dichiarando solo il 27% dei ricavi o compensi totali, dichiarano il 57% dei redditi totali.
Un confronto tra i livelli di reddito medio dei soggetti congrui e non congrui evidenzia differenze molto elevate: escludendo i soggetti di minori dimensioni (2), si passa complessivamente da un reddito medio di 44.200 euro per i soggetti congrui ad una perdita media di 2.300 euro per quelli non congrui (3).

Tutti i dati sugli Studi di Settore, compresi i redditi medi per singolo studio, sono disponibili sul sito www.finanze.gov.it seguendo il percorso: “dati e statistiche fiscali/studi di settore”.

DICHIARAZIONI IVA

Sono circa 5,066 milioni i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per l’anno d’imposta 2011 con un calo (-1,1%) rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente alla mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti in regime dei minimi.
L’analisi dimensionale evidenzia la concentrazione del volume d’affari: i contribuenti con volume d'affari oltre 5,165 milioni di euro (circa l’1,2% del totale dei soggetti, prevalentemente società di capitali) detengono circa il 70% del totale.
Dal confronto con l’anno precedente emerge che sia il volume d’affari complessivo dichiarato (pari a 3.241 miliardi di euro) che gli acquisti ed importazioni (pari a 2.639 miliardi di euro) hanno registrato un incremento rispettivamente del 4,4% e del 5,4%, determinando sostanzialmente una stabilità del valore aggiunto fiscale. La ripresa del volume d’affari (+136 miliardi di euro) è attribuibile principalmente ai settori energetico (+70 miliardi di euro) e del commercio (+30 miliardi di euro).
Il 17 settembre 2011, dopo circa 14 anni di stabilità, l’aliquota ordinaria è passata dal 20% al 21% come previsto dal DL 138/2011. Conseguentemente, nel corso del 2011, circa un quinto dell’ammontare delle operazioni imponibili (4) è stato soggetto alla nuova aliquota ordinaria al 21%, mentre quasi la metà dell’ammontare imponibile ha subito l’applicazione della vecchia aliquota ordinaria. I dati evidenziano la forte incidenza delle aliquote ridotte (4% e 10%) la cui applicazione ha riguardato complessivamente un terzo dell’imponibile.
Dall’analisi del quadro “VT” si evince che solo il 21% del totale delle operazioni imponibili è effettuato nei confronti di un consumatore finale, mentre il 79% è effettuato verso altri soggetti Iva (consumo intermedio).
L’Iva di competenza dell’anno d’imposta, intesa come saldo tra Iva a debito e Iva detraibile, mostra un leggero decremento (-0,6%), fenomeno dovuto esclusivamente alle società di capitali (-1,5% rispetto al 2010).
Relativamente alle sezioni di attività economica si rileva che il settore del commercio è quello maggiormente rappresentativo della platea dei contribuenti (25%) e detiene la quota maggiore sia del volume d’affari (29%) sia dell’Iva di competenza (35%).
Dal punto di vista territoriale, in base alla residenza dei contribuenti, si osserva che al Nord-ovest viene dichiarato il 39,8% del volume d'affari complessivo e si produce il 43,4% dell'Iva di competenza.
L’importo del “credito utilizzato in compensazione nel modello F24” nel corso del 2011 (c.d. compensazione orizzontale) relativo al credito risultante dalla dichiarazione per il 2010 (10,6 miliardi di euro, +5,6% rispetto all’anno precedente) rimane molto al di sotto di quello del 2009, con una riduzione di circa 6 miliardi di euro; andamento che sembra confermare l’efficacia antielusiva delle nuove regole per compensare i crediti Iva nel modello F24 (5) .
Si registra un modesto utilizzo della c.d. Iva per cassa (6). Sono circa 16.000 i contribuenti che hanno compilato il campo relativo al differimento dell’Iva all’anno successivo, per un imponibile di circa 235 milioni di euro.

SOCIETA’ DI PERSONE

Le dichiarazioni delle società di persone pervenute nel 2012, relative all’anno d’imposta 2011, sono 976.896 ed evidenziano una diminuzione del numero di dichiaranti pari all’1,6%, in linea con l’andamento dell’anno precedente. Tale diminuzione è dovuta sia al fenomeno crescente della mortalità delle società di persone che a quello della trasformazione societaria con il corrispondente incremento del numero delle società di capitali negli ultimi anni. Tale ultimo aspetto ha interessato più di 6.400 società (7).
Il reddito medio dichiarato dalle società di persone, pari a 41.690 euro, subisce un decremento dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Tra i settori economici si evidenzia un incremento del reddito d’impresa nel settore manifatturiero (+1,5% rispetto al 2010), e nel settore “alloggio e ristorazione” (+3,9%), di converso il settore del commercio ha subito una contrazione (-3,8%) ed il settore delle costruzioni continua a registrare cali (-7,6%) (8)

ACE - AIUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA

A partire dall’anno 2011 è stata introdotta una novità normativa riguardante la deduzione dal reddito d’impresa del rendimento figurativo del capitale proprio, fissato al 3% nei primi tre anni di applicazione della normativa (2011-2013). Tale agevolazione si applica ai soggetti Ires e ai soggetti Irpef in contabilità ordinaria (persone fisiche e società di persone)
I dati al momento disponibili riguardano i soli soggetti Irpef: si evidenzia che circa 230.000 persone fisiche hanno usufruito dell’agevolazione ACE per un ammontare di circa 890 milioni di euro dedotti dal reddito, di cui 720 milioni provenienti da partecipazioni in società di persone e 170 milioni da coloro che svolgono direttamente l’attività d’impresa. Le società di persone che hanno utilizzato tale agevolazione sono più di 80.000.
L’ACE, che ha l’obiettivo di incentivare l’uso del capitale proprio, dimostra quindi la sua efficacia per i soggetti Irpef, tipicamente piccole e medie imprese.

Tutti i dati statistici e le analisi sono disponibili sul sito www.finanze.gov.it seguendo il percorso “dati e statistiche fiscali/dichiarazioni”, dove è ora presente anche una nuova linea di interrogazione dei dati relativa a tutte le imprese, indipendentemente dalla loro forma giuridica.

 


Note

  1. Il regime dei minimi introdotto nel 2008 con la Legge 244/2007 è stato utilizzato nel 2011 da circa 768.428 soggetti. Il 2011 è l’ultimo anno di applicazione del regime, che a partire dal 1° gennaio 2012 è stato sostituito dal “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98.
  2. Ossia le persone fisiche con ricavi/compensi inferiori a 30.000 euro.
  3. Si ricorda che un contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dagli Studi di Settore, tenuto conto delle risultanze derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica.
  4. Le operazioni imponibili (pari a 2.460 miliardi) rappresentano circa il 75% del volume d’affari , che comprende anche le operazioni non imponibili o esenti.
  5. Introdotte dal D. L. 78/2009 (cosiddetta “manovra estiva”) in vigore a partire dal 1/1/2010. In estrema sintesi:
    • il credito Iva per le compensazioni di importo complessivo superiore a € 10.000, diviene utilizzabile soltanto dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emerge tale credito
    • il credito Iva utilizzabile per le compensazioni di importo complessivo superiore a € 15.000, diviene utilizzabile soltanto previa richiesta di un “Visto di conformità” ai soggetti abilitati al rilascio che accertino e attestino l’esistenza di detto credito. Anche tale credito è in ogni caso utilizzabile soltanto dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione;
    • inammissibilità dell’istituto del ravvedimento operoso, nonché le riduzioni delle sanzioni per indebite compensazioni (sono applicate le sanzioni “piene”).
  6. L’art. 7 del D.L. n. 185/2008 ha introdotto la possibilità di versare l’Iva al momento dell’incasso delle fatture ed esercitare il diritto alla detrazione del tributo assolto sugli acquisti al momento del pagamento. Le fatture devono essere emesse e registrate nei termini ordinari, invece il tributo deve essere contabilizzato a debito solo nel momento in cui avviene l’incasso del corrispettivo. Analogamente, il differimento riguarda anche gli acquisti e, pertanto, il diritto alla detrazione dell’Iva assolta può essere esercitato al momento del pagamento delle fatture.
  7. Sono state considerate le società di persone che per l’anno d’imposta 2010 hanno presentato il modello “Unico Società di persone” mentre per l’anno d’imposta 2011 hanno presentato il modello “Unico Società di capitali”.
  8. La contrazione del settore “costruzioni” è in linea con i dati contenuti nel “Rapporto Annuale 2012” dell’ISTAT al paragrafo “1.2.4 L’attività produttiva non ha recuperato i livelli pre-crisi”.
Roma Fri May 31 17:16:00 CEST 2013

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