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Ministero dell'economia e delle finanzeRiforma Legge fallimentare: pronta la delega da presentare al Governo

Comunicato Stampa del 03/07/2003

Roma, 3 luglio 2003

Riforma Legge fallimentare: pronta la delega da presentare al Governo

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Ministero della Giustizia comunicano che la Commissione per la nuova Legge fallimentare e la revisione delle procedure concorsuali ha elaborato un disegno di legge delega in materia che verrà sottoposto al vaglio del Governo.

La riforma ha come obiettivo il miglior soddisfacimento possibile dei creditori, ma anche la valorizzazione degli organismi produttivi e dei patrimoni, favorendo l'emersione tempestiva della crisi dell'impresa e l'attivazione delle iniziative volte a porvi rimedio. Tende ad incentivare la cooperazione tra le parti e soluzioni stragiudiziali.

La delega prevede la sostituzione del fallimento e delle altre procedure minori con due procedure unitarie, "di composizione concordata" e di "liquidazione concorsuale, oltre che l'introduzione di istituti di "allerta e prevenzione". Nella "procedura di composizione concordata", si lascia spazio ad accordi tra debitore e creditori e il controllo dell'autorità giudiziaria limitato nell'oggetto e nei tempi di intervento. La procedura di "liquidazione concorsuale" è prevista anche per il piccolo imprenditore insolvente e, da un lato viene aperta solo quando la posizione debitoria sia di ammontare significativo, dall'altro viene immediatamente chiusa se non vi è un prevedibile attivo da realizzare e da distribuire. Vengono superate le rigidità attuali nella liquidazione dell'attivo, con misure tese a massimizzare il realizzo e ad accelerare i tempi delle procedure.

La delega prevede un'ampia riduzione delle azioni revocatorie e, in caso di pagamento di certe percentuali del debito, la tendenziale cessazione, a chiusura del procedimento di liquidazione concorsuale, di tutti gli effetti pregiudizievoli per il debitore (anche per quello civile con debiti di una certa entità) con la reimmissione del debitore nel mercato.

Infine, si restringe l'ambito di intervento della sanzione penale con rilievo al principio dell'offensività di natura patrimoniale.

03/07/2003

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