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Ministero dell'economia e delle finanzePrecisazione su ETI SpA

Comunicato Stampa del 19/05/2003

Roma, 19 maggio 2003

Precisazione su ETI SpA

In relazione al contenuto di un articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera (ed ad altri sul medesimo argomento apparsi dei giorni scorsi) relativo al processo di privatizzazione dell'ETI - nel quale si commenta criticamente la decisione del Ministero di dare ai potenziali acquirenti la possibilità di intrattenere rapporti con la Philip Morris - il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica:

a) che non era in programma per oggi alcuna riunione del Comitato di Consulenza Globale e Garanzia per le Privatizzazioni;

b) che l'interpretazione di tale decisione riportata nell'articolo non è corretta. ETI, di fatto, è l'unico produttore e distributore di tabacchi lavorati in Italia ed ha già in essere da anni con la società nordamericana due contratti (produzione e distribuzione) che costituiscono una parte significativa del valore economico dell'azienda. In base a tali contratti (che hanno contenuto simile a quelli stipulati tra Philip Morris e gli operatori nazionali in altri paesi europei) Philip Morris può mantenere od interrompere i rapporti con ETI ad esito della privatizzazione, influenzando in modo rilevante il valore dell'azienda.

In un simile contesto, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sentito il parere degli advisor e del Comitato di Consulenza Globale e Garanzia per le Privatizzazioni, ha deciso di consentire ai partecipanti alla privatizzazione dell'ETI di intrattenere, nel quadro della due diligence sull'ETI e prima della presentazione delle offerte vincolanti, rapporti con Philip Morris mirati alla discussione di possibili accordi successivi alla cessione del capitale di ETI. In questo modo si tende a risolvere l'incertezza sulle decisioni di Philip Morris.

Va sottolineato come, in assenza di preliminari chiarimenti fra i potenziali acquirenti di ETI e Philip Morris, i primi si trovassero di fatto nell'impossibilità di attribuire un valore pieno ad una componente significativa del valore complessivo dell'azienda ETI. E' apparso, pertanto, opportuno, che il Ministero, vincolato dall'obbligo di massimizzare il valore delle proprie partecipazioni ed assicurare la massima trasparenza alla procedura di privatizzazione, abbia acconsentito a tali contatti preliminari, di fatto rimuovendo un ostacolo importante alla piena valorizzazione di un'azienda oggetto di privatizzazione.

Si evidenzia che, con il duplice obiettivo di fornire uguali opportunità e massima trasparenza a tutti i potenziali compratori:

  • Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha ottenuto l'impegno di Philip Morris a garantire parità di trattamento a tutte le controparti, ovviamente ferma la possibilità di stringere accordi diversi;
  • tutti i potenziali compratori hanno avuto l'opportunità di incontrare Philip Morris ed, eventualmente, stringere accordi;
  • a ciascuno di essi è stata fornita completa visibilità sui rapporti intrattenuti e gli accordi eventualmente stretti dagli altri compratori.

Dato il ruolo comunque svolto da Philip Morris nel processo di privatizzazione in base alle sopracitate clausole contrattuali con ETI, ruolo che sarebbe altrimenti stato svolto in modo "occulto" durante la procedura di privatizzazione, il Ministero ha ritenuto opportuno che tutti i rapporti tra i potenziali acquirenti e Philip Morris fossero improntati alla più assoluta trasparenza, a garanzia della parità di trattamento, e garantendo in tal modo un level playing field tra i concorrenti.

19/05/2003

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