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Intervento del ministro Roberto Gualtieri alle celebrazioni del 170° anniversario di Cdp

18/11/2019

L’intervento del ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, alle celebrazioni per il 170° anniversario della Cassa Depositi e Prestiti.

Signor Presidente della Repubblica, Presidente Profumo, Presidente Gorno Tempini, Dottor Palermo, Autorità, Signore e Signori.

Mi sia consentito cogliere l’opportunità offerta da questa ricorrenza per formulare i miei migliori auguri al Presidente Gorno Tempini per l’incarico assunto di recente. Sono certo che grazie alla lunga esperienza e alla profonda conoscenza di questa istituzione contribuirà alla crescita di Cassa Depositi e Prestiti, anche in questa nuova fase. Vorrei anche esprimere il mio apprezzamento al management guidato da Fabrizio Palermo per l’eccellente lavoro svolto.

Oggi celebriamo un anniversario utile a ricordarci che Cassa Depositi e Prestiti ha una storia antica, che affonda le sue radici nel Piemonte sabaudo e che ha accompagnato la formazione e lo sviluppo dello Stato unitario nelle sue diverse fasi.

La Cassa è componente importante e parte integrante della Storia d’Italia come ci ricordano le bellissime immagini contenute nel volume edito per questa celebrazione. Ci ritroviamo un’Italia rurale, comunale, che aveva sete di sviluppo e di modernizzazione, di infrastrutture e di collegamenti tra enti, comuni e province così diversi e lontani, e che Cassa ha contribuito a rendere più moderna e più unita. La Cassa nasce e si sviluppa intorno ai due fondamentali processi promossi dalla classe dirigente della Destra storica: l’organizzazione dell’apparato amministrativo e l’unificazione del mercato attorno allo sviluppo delle sue infrastrutture materiali e immateriali.

Di tali poderosi processi la Cassa Depositi e Prestiti è stata al tempo stesso vettore ed espressione.

Alla base del suo funzionamento vi sono due intuizioni cruciali. La prima è che la raccolta dei depositi volontari, amministrativi e giudiziari, attività plurisecolare a tutela della collettività, poteva costituire una risorsa preziosissima se investita nella crescita del Paese e se gestita secondo logiche di efficienza produttiva.

La seconda geniale intuizione, promossa da Quintino Sella e Silvio Spaventa, riguarda un’innovazione fondamentale nella raccolta delle risorse, che utilizza una delle infrastrutture portanti della modernizzazione del Paese, ossia la rete degli uffici postali e telegrafici, quel vero e proprio Internet del XIX secolo, per raccogliere risparmio e impiegarlo per garantire il credito agli enti locali.

Per la precisione, questa fu anche una sorta di compensazione che Quintino Sella inventò rispetto all’eliminazione di una possibilità dei Comuni di introdurre aliquote aggiuntive. Da questo scambio emerse però una grande visione strategica, straordinariamente lungimirante.

Avviare il risparmio postale è stata di fatto la prima iniziativa di educazione finanziaria lanciata su larga scala in Italia. Offriva un’alternativa alla tesaurizzazione di risorse che altrimenti sarebbero rimaste al di fuori del circuito finanziario. Insegnava a mettere a frutto i risparmi nella forma di investimenti retribuiti, che rappresentavano un capitale paziente per la crescita degli enti locali. La Cassa divenne in questo senso “un’impresa pubblica”, “un centro ordinato per servire la periferia”, per dirla con le parole di Sabino Cassese, che ha accompagnato e alimentato l’evoluzione del mercato finanziario italiano intorno al processo di costruzione e unificazione della nazione.

Il rapporto con il Ministero del Tesoro iniziò in quel momento e fu da subito strettissimo, al punto tale che la Cassa divenne ufficialmente un organo di Stato. E sia i suoi compiti che il peso relativo sono via via adattati alle esigenze di sviluppo del Paese e alle diverse stagioni della sua vita economica. La Cassa ha contribuito a sovvenzionare il Paese durante le due guerre mondiali. Ha avuto un ruolo fondamentale nel finanziamento del disavanzo pubblico, nonché nella gestione del debito, sia nelle fasi di instabilità, che, più in generale, per garantirne la sostenibilità. Ha partecipato alla diversificazione dell’intervento statale nell’economia del paese, attraverso enti quali l’Istituto Mobiliare Italiano o l’Istituto per la Ricostruzione Industriale. Si è fatta strumento non solo della politica economica del governo ma anche – in alcuni momenti – di quella monetaria, nonché di interventi per il rafforzamento della stabilità del sistema bancario.

Così come la prima grande riforma della Cassa nel 1875 fu strettamente connessa alla formazione dello Stato Unitario e del suo mercato interno, l’altra grande riforma, la seconda, quella del 2003, appare altrettanto chiaramente collegata alle mutate condizioni determinate dalla nascita dell’Unione Economica e Monetaria e dai profondi cambiamenti strutturali dell’economia globale. Vorrei qui rendere omaggio a Giuseppe Guzzetti e a Giulio Tremonti per aver promosso questa riforma.

Sia i nuovi vincoli di bilancio connessi all’introduzione della moneta unica, sia la crescente esigenza, resa ancora più forte dall’impatto della crisi economica finanziaria, di sostenere gli investimenti di lungo termine, di fronte a mercati finanziari troppo orientati al breve periodo, hanno portato la Cassa a trasformarsi in una vera e propria National Promotional Bank, con funzioni analoghe a quelle svolte in Germania dalla KfW e in Francia dalla Caisse des Dépots. Si tratta in sostanza di “istituzioni di mercato con missione pubblica”, che svolgono un ruolo decisivo nella promozione dello sviluppo e nel rilancio dell’economia sociale di mercato nel nuovo contesto dell’economia e della finanza globale e dell’integrazione europea.

Questo nuovo assetto, arricchito dalla cooperazione feconda con le Fondazioni bancarie, azionisti pazienti non profit e orientati al lungo periodo, ha permesso che all’azione di finanziamento dei prestiti degli enti locali, che resta fondamentale, si è aggiungesse con successo quella di sostegno alle piccole e medie imprese, di finanziamento diretto dei progetti infrastrutturali, di sostegno all’export e alla internazionalizzazione delle imprese, e infine anche quella di investimento nel capitale in settori strategici per l’economia nazionale.

Si tratta di una dimensione nuova rispetto alla funzione originaria della Cassa, che appare necessaria e utile perché è svolta in una logica e in una prospettiva di mercato e al tempo stesso è in grado di concorrere a colmarne e correggerne i limiti e i numerosi fallimenti. In questo quadro, la fondamentale funzione di investitore paziente e di lungo periodo, che si sottrae all’approccio di breve termine e di massimizzazione immediata del profitto che caratterizza in misura crescente una larga componente dei mercati finanziari, richiede al tempo stesso la gestione accorta e prudente delle risorse alimentate dal risparmio degli italiani, così come il rispetto della norma che consente di “assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale” solo quando esse “siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività”.

Nel solco dell’impegno degli ultimi anni, il nuovo Piano industriale, in corso di realizzazione, evidenzia come le priorità della Cassa rispondano alle esigenze di sviluppo del Paese. In primis, si rinnova l’importanza di garantire il risparmio postale e l’interesse degli azionisti, rispettando i vincoli di bilancio e le regole di sana e prudente gestione. In secondo luogo, si rafforza l’impegno per favorire l’innovazione e la crescita della dimensione internazionale delle imprese. In terzo luogo, si rilancia il ruolo della dimensione della sostenibilità ambientale e sociale, coniugando inclusione e sostenibilità, valore economico-finanziario ed esternalità per le comunità ed i territori. Ciò si esprime anche attraverso l’emissione di nuovi strumenti di finanza sostenibile, come il Social Sustainability Bond. Si tratta di un cambio di passo che incontra gli orientamenti più recenti di politica economica, che spaziano dal Benessere Equo e Sostenibile, componente fondamentale delle policy di bilancio, al Green New Deal previsto dalla prossima manovra finanziaria.

Resta cruciale poi l’impegno a favore delle piccole e medie imprese. La presenza della Cassa ha una vocazione quasi maieutica, perché sa attrarre capitali e finanziamenti privati pazienti diretti in investimenti anche nelle realtà di dimensione più contenuta, affiancando l’attività del sistema bancario.

A questo si aggiunge un rinnovato ruolo nei confronti degli enti locali, grazie alla istituzione della nuova unità “Sviluppo Infrastrutture”, che potrà fornire un contributo fondamentale per lo sviluppo dei comuni e degli enti locali. Sostenere queste amministrazioni nella fase di investimento è importante ma in questi anni si è dimostrata cruciale la funzione di affiancamento, di assistenza tecnica nella delicata fase di progettazione e programmazione degli interventi. Grazie a questo presidio è possibile favorire soluzioni innovative di partenariato pubblico-privato secondo le indicazioni e le buone pratiche sviluppate dall’Unione europea.

Nei prossimi anni la capacità di azione a sostegno degli investimenti di Cassa sarà ulteriormente rafforzata dall’avvio del nuovo programma europeo InvestEu, che non solo rilancia l’esperienza di cooperazione tra Banca europea per gli Investimenti e banche di promozione nazionale che si è affermata in questi anni anche nel quadro del Piano Juncker, ma prevede per la prima volta la possibilità per le banche di promozione nazionali di accedere direttamente alla garanzia europea senza passare necessariamente dalla Bei. Per questa via, la Cassa potrà essere uno dei protagonisti di quell’European Green Investment Plan che punta a mobilitare 1000 miliardi di investimenti nei prossimi anni e che vede il governo italiano fortemente impegnato nell’obiettivo di colmare a livello nazionale ed europeo il persistente gap di investimenti e di affrontare la sfida dello sviluppo sostenibile.

In questo quadro, la sfida che il governo e Cassa depositi e Prestiti dovranno affrontare insieme sarà duplice: rafforzare la capacità di definire e implementare una moderna politica industriale a sostegno della competitività, della sostenibilità e della coesione sociale e territoriale; e coinvolgere in misura crescente gli investitori istituzionali nella capacità di convogliare verso gli investimenti in infrastrutture materiali, immateriali e sociali capitali pazienti, responsabili e attenti all’impatto sociale e ambientale dei progetti.

Intersecando il piano nazionale ed europeo con quello locale, Cassa tiene fede al suo spirito originario, che pure non le ha impedito profonde trasformazioni nel tempo. È nella stessa linea di innovazione nella continuità che si pone oggi il rapporto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Un rapporto che è e resta improntato alla solida cooperazione e reciproca collaborazione nello spirito di servizio per la crescita economica, industriale, ma anche ambientale e sociale, per un modello di sviluppo del Paese più inclusivo, resiliente e sostenibile.

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