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Bitonci: «Taglio Irpef da 10 miliardi e pace fiscale 2.0»

Il Sole 24 Ore - 05/08/2019

Intervista di Marco Mobili e Giovanni Parente

«Vogliamo proseguire nel taglio delle tasse avviato con la flat tax per le partite Iva fino a 65mila euro concentrandosi sulle fasce più deboli e i ceti medi. Puntiamo a una riduzione di 10 miliardi del carico fiscale che oggi grava su pensionati e dipendenti, non certo ai quattro miliardi ipotizzati da Di Maio» è quanto afferma il sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci al Sole 24 Ore.

Ma in che modo?
Applicando l'aliquota del 15% a chi oggi paga il 23 per cento. Aspettiamo le simulazioni del ministero per capire dove potremmo fissare l'asticella, ma l'obiettivo è quello di avviare un percorso di riduzione della pressione fiscale e dovrà approdare all'introduzione di una tassa piatta per tutti i contribuenti.

E questo anche se la Corte dei conti ha certificato più volte che oggi il 52,5% dei contribuenti Irpef già paga un'aliquota reale del 14,8%?
Noi parliamo di aliquota nominale al 15% che per effetto di detrazioni, deduzioni e no tax area si trasformerà in un prelievo reale ben più basso dell'attuale 14,8%.

Un intervento compatibile con le clausole Iva o si lavora anche a una rimodulazione dell'imposta sul valore aggiunto come dice Tria?
La Lega dice no a qualsiasi intervento di aumento delle aliquote Iva. Troveremo le risorse per sterilizzare le clausole. Gli studi che abbiamo analizzato in questi mesi testimoniano come ad un aumento delle aliquote Iva su determinati prodotti non corrisponda mai un reale effetto di aumento del gettito. In sostanza se aumento l'aliquota su un determinato prodotto non è detto che il consumatore continui ad acquistare quel prodotto e al contrario si sposti su altri tipi di beni o servizi con un prezzo più basso e un carico Iva minore.

Alla riduzione delle tasse volete associare la pace fiscale 2. La stagione dei condoni non finisce mai?
Non c'è nessun condono. Con la pace fiscale sulle cartelle e sulle liti possiamo recuperare fino a 25 miliardi di euro nei prossimi 5 anni e possiamo abbattere l'arretrato e liberare cittadini e imprese dall'assillo di vecchi debiti che negli anni non sono riusciti a pagare. È questo il presupposto su cui costruire un nuovo rapporto tra fisco e contribuenti. Perciò stiamo studiando una pace fiscale 2 che viaggerà di pari passo con la stagione delle riforme.

Cosa ci sarà nella nuova pace fiscale?
Dobbiamo completare il saldo e stralcio estendendolo anche alle imprese. Inoltre stiamo studiando un meccanismo per arrivare ad accordi preventivi sugli accertamenti delle Entrate basati su indizi e presunzioni come ad esempio quelli su prezzi di trasferimento o abuso del diritto. Si tratta di situazioni in cui c'è un’elusione e non un'evasione d'imposta, spesso favorita da un'interpretazione non semplice delle norme vigenti.

Come funzionerà?
Se gli uffici del fisco e i contribuenti riusciranno a raggiungere un accordo, che in gergo tecnico si chiama adesione, l'importo dovuto secondo l'accertamento induttivo o presuntivo, sarà calcolato con criteri forfettari e senza l'applicazione di sanzioni e interessi.

Così cercherete di evitare nuovo contenzioso?
Sì, è uno degli obiettivi. Ma sul contenzioso abbiamo un progetto di riforma più ampio che punta a una effettiva terzietà del giudice. Come Lega abbiamo già presentato due disegni di legge alla Camera e al Senato messi a punto ascoltando le opinioni degli addetti ai lavori. Allora c'è da chiedersi perché il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, non abbia voluto inserire la nostra proposta nella più ampia riforma della giustizia presentata in Cdm in questi giorni. Non è un problema di chi si intesta il progetto ma l'importante è dare una risposta a imprese e investitori nazionali e internazionali oggi in fuga dall’Italia per l'eccessiva durata dei processi e la mancanza di certezza del diritto.

Cosa intende per maggiore terzietà?
La creazione del giudice tributario professionista. Una nuova magistratura, la quinta se si include anche quella militare, con i nuovi tribunali e corti d'appello tributari. Per le cause fino a 3mila euro ci saranno i giudici onorari, reclutati tra gli attuali giudici tributari e per quelle fino a 30mila ci sarà un giudice monocratico. In questo modo solo le liti più complesse e di maggior valore saranno decise in composizione collegiale. Con una rivoluzione in arrivo anche per la mediazione preventiva che non si svolgerà più davanti agli enti impositori, come ad esempio le Entrate e i Comuni, ma direttamente davanti al giudice assicurando in questo modo una vera terzietà anche nella fase antecedente al contenzioso.

Sulle semplificazioni sempre promesse e mai concretamente realizzate cosa prevede il piano della Lega?
Abbiamo iniziato un percorso nel decreto crescita. Ora continueremo. Vogliamo eliminare il modello 770 per i sostituti d'imposta. In più puntiamo a eliminare la Tasi lasciando solo l'Imu per evitare doppi pagamenti e doppi calcoli. Così come per l'Irap, che diventando un'addizionale all'Ires e all'Irpef, potrà cancellare di colpo 4 milioni di dichiarazioni.