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Un piano per le imprese in crisi. E si torna a parlare di condono

Ma il sottosegretario Bitonci (Lega): sanatoria al 20%? Non c'è alcuna ipotesi

Corriere della Sera - 31/05/2019

Mario Sensini

Il governo punta ad ottenere altri cinque miliardi di euro dalla riapertura della "rottamazione" dei vecchi debiti fiscali. La terza versione della rottamazione, che consentiva il pagamento delle imposte e dei contributi oggetto di cartelle esattoriali emesse tra il 2000 ed il 2017, ha già avuto l'adesione di 1,7 milioni di contribuenti, per un importo complessivo di 16 miliardi di euro, che entreranno nell'arco dei prossimi cinque anni. A questi si potrebbero aggiungere altri 5 miliardi con la riapertura dei termini della rottamazione, già prevista da un emendamento al decreto crescita, fino al prossimo 31 luglio. Un provvedimento che sarà accompagnato da altre misure, come la "pace fiscale" per le imprese in crisi" e che la Lega potrebbe portare al primo Consiglio dei ministri utile.

«Contiamo di rendere ancora migliore la situazione economica grazie a una cura a base di taglio di tasse e burocrazia. Sulla flat tax abbiamo definito i criteri e presenteremo un disegno di legge» ha detto ieri il vice premier, Matteo Salvini, dopo un incontro di una delegazione della Lega con il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, durante il quale, oltre al nuovo pacchetto fiscale, si è discussa la riposta che il governo invierà oggi alla lettera della Commissione Ue sul debito eccessivo. «Abbiamo preso atto dei dati clamorosamente positivi relativi alla pace fiscale, i cui termini verranno prorogati a fine luglio perché prevediamo di incassare altre decine di miliardi che lo Stato non avrebbe mai incassato» ha detto Salvini.

Il sottosegretario all'Economia, Massimo Bitonci, ha parlato di «entrate previste per 21 miliardi», e ha escluso che insieme alla proroga possa esser riproposta la dichiarazione integrativa speciale con il pagamento del 20% sulle somme nascoste al fisco, e che era stata bocciata mesi fa dal M5S. «Non c'è alcuna ipotesi di questo tipo» ha detto Bitonci. Con la riapertura dei termini per la rottamazione e il «saldo e stralcio» delle pendenze tributarie per i contribuenti a basso reddito (Isee fino a 20 mila euro), potrebbe invece arrivare la definizione agevolata dei debiti fiscali delle imprese in crisi. La possibilità di concordare con il fisco la chiusura del contenzioso è già prevista, ma in casi limitati, dalle nuove regole sul fallimento delle imprese. In questo caso, spiegano i tecnici della Lega, si tratterebbe di costruire un meccanismo specifico e strutturale.

La Lega continua a lavorare anche sulla flat tax da estendere alle famiglie, un progetto che vale a regime altri 5o miliardi di euro. Il disegno di legge è praticamente pronto, e si attende il confronto con il M5S. «Sappiamo dove prendere i soldi. La nostra proposta c'è, ma siccome la flat tax è anche nel programma di governo - ha detto Salvini - sarebbe giusto che ci fosse una proposta del governo». Il piano prevede a regime uno sgravio di 3o miliardi per le famiglie e altri 20 per le imprese. La Lega vorrebbe dare già nel 2020 un segnale «consistente» alle famiglie, ma tutto dipende dalle compatibilità del bilancio. Di sicuro con le "una tantum" della pace fiscale non si potranno coprire riduzioni strutturali delle imposte, e il margine di bilancio è quasi nullo. Per il prossimo anno servono 23 miliardi solo per scongiurare l'aumento dell'Iva, che Salvini esclude.