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Intervento del ministro Tria sugli esiti dell’Ecofin

27/02/2019

Pubblichiamo il testo dell’informativa che il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha reso oggi davanti alla Commissione Finanze del Senato sugli esiti dell’ultimo Consiglio dell’Unione europea sui temi di economia e finanza (Ecofin). Più specificamente sulla revisione del Sistema europeo di vigilanza in materia finanziaria e di antiriciclaggio (SEVIF). L’intervento del ministro Tria rappresenta l’occasione per inaugurare un nuovo rapporto e rafforzare il dialogo costruttivo tra Governo e Parlamento sui temi europei.

Signor Presidente Bagnai, onorevoli senatrici, onorevoli senatori buon pomeriggio,

Sono lieto di rispondere alla richiesta di intervenire ai sensi della legge nr.234/2012, articolo 4, comma 1, come adempimento agli obblighi informativi del Governo alle Camere sulle risultanze delle riunioni dei Consigli “settoriali”.

Considero questa, infatti, un’importante opportunità per promuovere e realizzare quel proficuo confronto e quella leale collaborazione tra le diverse Istituzioni dello Stato che sono proprie dello spirito della legge nr.234/2012.

Nello specifico l’informativa programmata in data odierna, risponde alla vostra richiesta del 5 febbraio 2019, di riferire sulle risultanze della riunione ECOFIN 12 febbraio 2019 limitatamente al tema della revisione del sistema europeo di vigilanza in materia finanziaria e in materia di antiriciclaggio.

L’ECOFIN del 12 febbraio u.s. ha adottato un orientamento generale dando mandato alla Presidenza ad aprire la fase di trilogo sull’intera proposta, come richiesto dal Parlamento e accogliendo tra le altre anche la richiesta italiana. La Presidenza ha comunicato che i triloghi inizieranno immediatamente. I lavori andranno avanti nei prossimi mesi, e l’intenzione è di provare a chiudere il dossier entro la fine della legislatura.

Il tema è sensibile e riguarda in particolare il pacchetto di proposte legislative sul sistema europeo di vigilanza finanziaria ("pacchetto SEVIF") presentate dalla Commissione nel settembre 2017, che intende rafforzare la capacità di garantire la convergenza e l'efficacia della vigilanza finanziaria, a cui nel settembre 2018, si è proceduto ad inserire anche una proposta in tema di antiriciclaggio di seguito (“AML”).

Come è noto il SEVIF è stato introdotto nel 2010 ed è divenuto operativo il 1 gennaio 2011, per far fronte alle criticità emerse con la crisi finanziaria del 2008. L’Unione pertanto ha cercato di dotarsi di un sistema di Vigilanza europeo che fosse in grado di limitare i rischi sistemici e le difficoltà dei singoli istituti finanziari e creditizi.

È stato avviato così un confronto politico che ha portato nel 2010 all’adozione di un Regolamento che ha introdotto un sistema di vigilanza microprudenziale e macroprudenziale. La vigilanza macroprudenziale nel quadro del SEVIF è affidata al Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS), mentre quella microprudenziale è di competenza delle tre autorità europee di vigilanza (AEV) — segnatamente l'Autorità bancaria europea (ABE), l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) e l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA), che cooperano in seno al Comitato congiunto.

L'obiettivo principale del SEVIF è garantire che le norme applicabili al settore finanziario siano adeguatamente attuate negli Stati membri allo scopo di mantenere la stabilità finanziaria, promuovere la fiducia dei consumatori e offrire loro protezione.

Sempre nel quadro delle competenze in materia di vigilanza finanziaria a livello UE, nel settembre 2018, come detto, si è proceduto a inserire anche una proposta in tema di antiriciclaggio (di seguito “AML”) perseguendo l'obiettivo specifico di rafforzare il mandato delle autorità, che ho appena sopra richiamato, anche in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.

È proprio su queste due proposte, che costituiscono un unico pacchetto negoziale, che oggi riferirò a questa Commissione in ragione della vostra richiesta del 5 febbraio 2019.

Prioritariamente è utile ricordare che, rispetto a tale proposta negoziale, il Governo ha già effettuato una prima informativa qualificata ai sensi della legge n. 234/2012 - ex artt. 6, 7, 24, 25 e 26 - inviando in data 29 dicembre 2017 una Relazione al Parlamento, in cui sono state evidenziate le principali questioni relative al dossier negoziale e il coordinamento approntato per la definizione della posizione italiana.

Prima di descrivere l’iter negoziale che ha portato il Consiglio Ecofin del 12 febbraio u.s. ad adottare un general approach e la posizione italiana illustrerò i principali elementi di novità della proposta di riforma al fine di chiarirne fin da subito gli elementi essenziali.

Brevemente vorrei ora illustrare quali sono le principali novità previste dalla proposta negoziale sia per quanto riguarda la parte SEVIF e sia per la parte AML.

A. Le principali novità della proposta su sistema europeo di vigilanza finanziaria riguardano:

  1. L’introduzione di nuovi strumenti, quali l'elaborazione di un piano strategico di vigilanza a livello dell'UE, rafforzando nel contempo i meccanismi esistenti come le verifiche inter pares e la consultazione dei gruppi delle parti interessate;
  2. il riesame della struttura di governance esistente, che mantiene il principio secondo cui le decisioni devono essere adottate dal Consiglio delle autorità di vigilanza e garantisce alle autorità nazionali competenti un ruolo chiave all'interno della struttura di governance del Sistema di vigilanza europeo;
  3. il ruolo e poteri di un consiglio di amministrazione, in quanto principale organo che prepara le riunioni e le decisioni del consiglio delle autorità di vigilanza. Il consiglio di amministrazione dovrebbe essere composto da un presidente, sei membri del consiglio delle autorità di vigilanza e due membri a tempo pieno, selezionati in base al merito, alle competenze manageriali e all'esperienza in materia di vigilanza finanziaria. Il presidente e i membri a tempo pieno del consiglio di amministrazione dovrebbero essere chiamati a rispondere dinanzi al Parlamento europeo e al Consiglio.
  4. Il riesame dei poteri di ciascuna delle tre Autorità di vigilanza ed è finalizzato a migliorare il funzionamento del Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) mediante modifiche mirate.

B. Le principali novità della proposta in materia di antiriciclaggio riguardano:

  1. La costituzione di un database (Information Hub) contenente informazioni di vigilanza provenienti dalle autorità nazionali competenti.
  2. La valutazione del rischio. Su questo punto, per quanto il testo di compromesso, sia migliorativo rispetto all’originaria proposta della Commissione, permangono tuttavia delle perplessità. A nostro avviso non è stata sufficientemente chiarita la differenza di scopo e di procedura del processo di valutazione del rischio rispetto a quello già esistente. La posizione italiana emersa a seguito del coordinamento con le Autorità nazionali ha favorito, comunque, il compromesso, al fine di assicurare uno standard elevato e armonizzato di supervisione a livello europeo.
  3. I poteri investigativi e decisionali dell’EBA. il testo di compromesso prevede che l’EBA – nel caso in cui abbia identificato carenze di enforcement da parte delle Autorità nazionali - possa richiedere, sia alle Autorità nazionali sia direttamente agli intermediari, determinati comportamenti di rimedio a carenze, applicando il diritto dell’Unione e laddove necessario, il diritto nazionale.

Passo ora a ricostruire il percorso che ci ha portato a questo punto, illustrando le principali fasi e tappe dell’iter negoziale.

Il Parlamento europeo nel mese di gennaio 2019 aveva già raggiunto un accordo sull’intero testo in Commissione ECON, e per tale ragione aveva richiesto al Consiglio di poter avviare i triloghi sull’intera proposta.

In Consiglio, invece, durante la Presidenza austriaca (ultimo semestre 2018) si era raggiunto un partial general approach sulla sola parte relativa all’antiriciclaggio nella riunione del COREPER del 19 dicembre 2018.

La Presidenza Romena (primo semestre 2019) nella riunione dell’Ecofin del 22 gennaio u.s. aveva espresso la sua intenzione di procedere ad avviare il trilogo solo sulla parte AML, dichiarando al contempo l’intenzione di proseguire i lavori a livello tecnico sulla restante parte della proposta al fine di raggiungere un consenso necessario ai fini di un accordo in Consiglio.

Tale proposta è stata avversata da vari Stati membri, tra cui Italia, Germania, Francia e Spagna, sulla base del fatto che i lavori a livello tecnico potevano considerarsi conclusi e che il testo di compromesso predisposto sotto la presidenza austriaca era già da considerarsi sostanzialmente soddisfacente e accettabile. 

La Presidenza Romena ha, nella sostanza, preso atto delle opinioni espresse dall’Italia e da altri paesi e ha sottoposto un testo di compromesso ai Ministri economici e finanziari per il general approach nel corso della riunione Ecofin del 12 febbraio u.s..

È importante evidenziare che la posizione negoziale italiana sostenuta durante il negoziato è il frutto del risultato del coordinamento effettuato dal Ministero dell’economia e delle finanze con la Banca d’Italia, l’IVASS e la CONSOB.

Obiettivo principale della posizione italiana è stata quella di eliminare e modificare i diversi aspetti e profili di criticità presenti nella proposta inziale della Commissione, rispetto alla quale vi sono state sin dall’inizio forti riserve.

Nello specifico l’azione del Governo italiano durante il negoziato (SEVIF) è stata finalizzata a evitare situazioni di:

  1. Confusione, che sarebbero potute derivare dall’attribuzione di un ruolo di supervisione ai regolatori delle Autorità Europee di Vigilanza (le AEV) (ad eccezione di alcuni compiti di supervisione che già sono affidati all’ESMA), in considerazione del ruolo di supervisione attualmente di competenza della Banca Centrale Europea e delle Autorità di supervisione nazionali, come nel caso del piano strategico di supervisione;
  2. sovrapposizione tra i poteri nazionali e quelli delle Autorità Europee di Vigilanza, sia attraverso la nuova governance “indipendente” sia attraverso l’accentramento di alcune competenze su materie non armonizzate o per le quali è necessaria la conoscenza delle specificità nazionali, anche ai fini di protezione dei consumatori;
  3. aggravio per gli intermediari bancari e finanziari, che si sarebbe prodotta con la richiesta di contributi che non trovano giustificazione in un’attività di supervisione diretta da parte delle Autorità di Vigilanza (ad eccezione di alcune attività svolte dall’ESMA) e che si sarebbero andate ad aggiungere ai contribuiti già versati alle autorità di supervisione a livello nazionale ed europeo.

Le perplessità italiane sono state condivise dalla stragrande maggioranza degli stati membri, così come è stata condivisa l’esigenza di cercare di non stravolgere un sistema che nel suo complesso ha dimostrato di funzionare, abbastanza bene, evidenziando piuttosto la necessità di procedere invece a mirati interventi di miglioramento.

In questa ottica la proposta originaria nel corso del negoziato è stata ridimensionata in maniera molto sostanziale giungendo a un testo di compromesso (quello presentato per il general approach nell’Ecofin del 12 febbraio u.s.) che tiene sostanzialmente conto di tutte le criticità rilevate dall’Italia.

Anche per quanto attiene la proposta relativa all’antiriciclaggio (AML), il testo di compromesso, nella formulazione attuale, risulta nell’insieme accettabile per l’Italia e ci permette di essere soddisfatti, nella consapevolezza di aver chiuso un testo legislativo, a livello di Consiglio, che va nel senso di assicurare una compliance AML robusta e, per quanto possibile armonizzata nel settore finanziario, degli Stati membri relativamente alla IV e V Direttive antiriciclaggio (quest’ultima è in corso di recepimento e contempla un rafforzamento della cooperazione intracomunitaria delle autorità di supervisione e di intelligence finanziaria).

Le priorità che ho appena illustrato, caratterizzeranno la posizione italiana anche nel corso dei prossimi triloghi, a meno che non emergano novità di rilievo rispetto al testo in discussione, in relazione ai quali vi sia la necessità di effettuare una nuova analisi e valutazione a livello nazionale con tutti i soggetti interessati.

In questo senso e in uno spirito di leale e fattiva collaborazione, come Governo, siamo pronti anche a ricevere eventuali contributi e indicazioni sul negoziato che dovessero pervenire da codesta Commissione competente per materia.

Augurandomi di aver fornito un quadro informativo sufficientemente chiaro e di aver risposto alla vostra richiesta di informazione in maniera esaustiva. Rimango, comunque, a disposizione per eventuali interventi e richieste di approfondimento sul tema.

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