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Condoni, hanno già aderito in 400mila

Il Sole 24 Ore - 10/02/2019

Marco Mobili e Giovanni Parente

Cresce l’appeal della pace fiscale, trascinata anche dal numero elevato di rate per diluire i pagamenti. «In pochi giorni abbiamo raggiunto le 400mila adesioni», spiega il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci (Lega). Secondo cui i target fissati dal Governo con le 10 sanatorie messe in cantiere per il 2019, da quella sugli accertamenti alla chiusura agevolata delle liti o allo svuota-Cassazione, «saranno centrati sia in relazione ai saldi di finanza pubblica sia in termini di adesioni». Il grosso arriva dalla rottamazione-ter delle cartelle che al 7 febbraio scorso registrava circa 260mila "iscrizioni". Un numero destinato a crescere in quanto per aderire c’è tempo fino al prossimo 30 aprile. E poi perché saranno tanti - «non meno di 100-120mila» sottolinea ancora Bitonci - i debitori che pur non avendo versato la rata della rottamazione-bis il 7 dicembre saranno ripescati con l’entrata in vigore della conversione in legge del Dl semplificazioni, attesa per il 13 febbraio.

Per ora dal monitoraggio delle adesioni effettuato dall’Agenzia emerge che nel 62% dei casi le domande dei debitori sono state presentate direttamente allo sportello, mentre solo due su dieci, in questa prima fase di adesione, sono state recapitate all’agenzia Entrate - Riscossione (Ader) con la posta elettronica certificata (Pec). Ci sono anche i differenti canali web, resi disponibili dall’agente pubblico della riscossione, utilizzati da oltre 42mila contribuenti. Almeno 30mila sono state presentate direttamente nell’area riservata dell’ex Equitalia, circa 5mila sono state recapitate con Webpro e poco meno di 4mila sono state depositate nell’area pubblica del canale web di Ader.

A far crescer il gradimento dei debitori è la nuova formula della definizione agevolata che, secondo Bitonci, «non obbliga più i debitori in difficoltà a drenare liquidità dai propri conti per saldare tutti i debiti in poco tempo, seppur ridotti di sanzioni e interessi», dalle 3 alle 4 rate e in un massimo di due anni. «La nuova rottamazione - aggiunge il sottosegretario consente di pagare in 5 anni, con un massimo di 18 rate. Inoltre, gli interessi per chi non salda in unica soluzione entro fine luglio prossimo, sono stati ridotti rispetto alle altre due edizioni della sanatoria».

Un fattore che ha spinto l’Esecutivo ad accogliere le richieste di riapertura della rottamazione bis soprattutto per quei soggetti che pur avendo aderito nel 2018 alla sanatoria non avevano saldato le rate di luglio, settembre e ottobre dello scorso anno. Il decreto sulla pace fiscale chiedeva loro di pagare tutto il dovuto in unica soluzione entro il 7 dicembre scorso. Condizione irrinunciabile per salire sul treno della rottamazione-ter. Dal 13 febbraio prossimo con l’entrata in vigore della conversione del Dl semplificazioni viene meno il vincolo del 7 dicembre e la nuova rottamazione potrà imbarcare non meno di 100mila debitori pronti a chiudere i loro conti in un arco di tempo più lungo. Non saranno i cinque anni della rottamazione-ter ma potranno saldare il conto in dieci rate di cui l’ultima entro fine novembre 2021.

Il Dl semplificazioni interviene anche poi su saldo e stralcio. Si aggiungono ulteriori rate in scadenza il 20 febbraio e il 31 maggio del 2020. Si sale così a 19 rate in tutto ma bisognerà ricordarsi di saldare la prima il 30 novembre 2019, in cui si paga almeno il 30% del dovuto. E sono circa 8mila le domande (dato al 7 febbraio) di quanti in difficoltà economica hanno un Isee fino a 20mila euro. Nello spaccato territoriale delle richieste di adesione, figurano 1.200 i debitori lombardi e 748 piemontesi.