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Intervento del ministro Tria all'inaugurazione dell'anno di studi 2018/2019 della Guardia di Finanza

Tue Nov 20 12:40:00 CET 2018

Signor Presidente del Consiglio,
Signor comandante generale, autorità, signore e signori,
Vi ringrazio per l’invito a intervenire alla cerimonia di inaugurazione dell’anno di studi 2018-2019, cui prendo parte con grande piacere.

Questo evento mi offre l’occasione per sottolineare il valore e la rilevanza degli istituti di istruzione della Guardia di Finanza. il loro ruolo è fondamentale in quanto strutture di eccellenza che assicurano agli allievi la formazione permanente, l’aggiornamento nelle materie giuridiche, economiche e fiscali nonché l’acquisizione degli strumenti necessari per svolgere sul campo le delicate funzioni di polizia economico-finanziaria che gli sono assegnate.

È proprio in queste strutture che si formano i professionisti della Guardia di Finanza, uomini e donne in grado di coniugare una solida cultura economico-giuridica con la disciplina e i valori militari. L’alto profilo dell’offerta didattica conferma quanto sia fondamentale l’investimento nel capitale umano per la competitività e l’attrattività del nostro sistema-paese.

La formazione non rafforza solo le competenze a disposizione della Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria deputata per legge a prevenire, ricercare e reprimere non solo l’evasione e l’elusione fiscale.

Più in generale, la formazione aiuta a contrastare tutti i fenomeni di illegalità che mettono in pericolo i bilanci pubblici, la libertà negoziale, la libertà d’impresa, il libero funzionamento del mercato e il risparmio, ovvero gli assi portanti della nostra “costituzione economica”.
E vedete quindi che la formazione non aiuta solo a svolgere una missione operativa, ma aiuta a consolidare la cultura della legalità.

La formazione e la cultura in genere sono, infatti, un elemento essenziale della libertà e della ricchezza – anche economica – di un paese e rappresentano un valore fondamentale tanto per una forza di polizia come la Guardia di Finanza, quanto per il mondo del lavoro, delle imprese e delle professioni, che di questa sicurezza ha assoluto bisogno per poter operare efficacemente.

Ma la formazione non è solo questo, è molto di più: è un processo di sedimentazione di esperienze condivise e di codici comportamentali. È la culla dei valori fondamentali della vostra missione, appartenendo voi a una istituzione dall’alta vocazione sociale, fortemente percepita dalla collettività.

L’anno di studi che vi attende vedrà compiersi un importante percorso di riforme e di cambiamenti nel nostro paese.
La prossima manovra di bilancio prevede importanti interventi strutturali finalizzati alla semplificazione fiscale, al rilancio degli investimenti e dell’occupazione, all’inclusione sociale e al contrasto alla povertà.

Dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria, in via generalizzata, in tutti i rapporti commerciali business to business e business to consumer. È imminente, poi, il recepimento della direttiva dell’Unione Europea contro le pratiche di elusione fiscale e il disallineamento da ibridi con i paesi terzi. La direttiva, in linea con le raccomandazioni dell’OCSE, agisce per arginare le manovre di pianificazione fiscale aggressiva poste in essere dai gruppi multinazionali, che sfruttano le asimmetrie delle diverse giurisdizioni tributarie.
Di questo percorso di riforme la Guardia di Finanza sarà interprete e protagonista sul campo, attraverso azioni mirate di contrasto ai più gravi e pericolosi fenomeni di illegalità economico-finanziaria. Un fondamentale supporto all’efficacia del vostro operato verrà dalla gestione informatizzata del rischio, dall’interoperabilità delle banche dati disponibili e dalla sinergia con le altre autorità pubbliche nazionali, europee e internazionali.
Una prospettiva stimolante, care Fiamme Gialle, che vi invito ad affrontare con passione ed entusiasmo, in un ambiente formativo dinamico, qual è quello che caratterizza la vostra scuola di polizia economico-finanziaria e gli altri istituti di formazione del Corpo.

La Guardia di Finanza offre oggi un rilevante contributo alla crescita e allo sviluppo del paese, mettendo sul campo risorse investigative e operative di altissimo livello. Ciò è possibile solo grazie a importanti investimenti nella formazione permanente, che richiama i finanzieri di ogni ordine e grado, al massimo ogni due anni, alla frequenza di almeno un corso di qualificazione o specializzazione.
La vera cifra del finanziere risiede, oggi più che mai, nelle sue competenze tecniche e nella sua capacità di interpretare, al passo con l’evoluzione degli strumenti e dei contesti, l’azione di prevenzione, ricerca e repressione di tutti gli illeciti a sfondo economico e finanziario.
Un modello di ufficiale di polizia giudiziaria è preparato su tutti i fronti, dall’analisi di un bilancio d’esercizio alle più complesse indagini finanziarie e patrimoniali. o alla verifica della contabilità aziendale e degli enti pubblici. tutte competenze necessarie per vigilare sui processi di gestione della spesa e assicurare che le risorse disponibili vengano impiegate per finalità di interesse collettivo e per favorire politiche di sviluppo economico e sociale.

D’altra parte, la missione istituzionale della Guardia di Finanza, storicamente incentrata sulle funzioni di controllo fiscale e delle frontiere, è diventata sempre più complessa e abbraccia, oggi, tutte le violazioni che danneggiano gli interessi economici e finanziari dello stato, delle regioni, degli enti locali e dell’Unione Europea.
È cruciale l’intervento sull’evasione, le frodi fiscali, sul contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, e sulle truffe in danno allo stato, senza dimenticare il supporto al cittadino e alle imprese oneste che avviene contrastando il lavoro nero e il caporalato, la corruzione, il riciclaggio e l’usura. Un contrasto che riguarda anche la contraffazione di marchi e brevetti e tutti gli abusi di mercato che mettono in pericolo i risparmi dei cittadini.
In qualità di polizia doganale posta a presidio delle frontiere esterne dell’Unione Europea, il Corpo svolge, inoltre, un’importantissima azione di contrasto, anche sul mare, al contrabbando e ai traffici illeciti internazionali, compresi quelli relativi alle specie a rischio di estinzione, in una visione integrata della sicurezza ambientale. La Guardia di Finanza riveste, poi, un ruolo decisivo nell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità economica e organizzata, in coordinamento con le autorità di riferimento e le altre forze di polizia a competenza generale.

Per contrastare questi fenomeni, sempre più spesso collegati tra loro, il Corpo si è dotato, negli ultimi anni, di strumenti sempre più raffinati ed efficaci, che permettono di rispondere a esigenze informative particolarmente complesse, soprattutto nel contrasto agli illeciti di respiro internazionale.
Parliamo per esempio di frodi all’IVA, illecito trasferimento di capitali in paradisi fiscali, fittizia residenza all’estero di persone fisiche e società, o irregolare applicazione della disciplina sui prezzi di trasferimento. E inoltre, gli interventi messi in atto da individui e società per finalità evasive, elusive o di frode, come la costituzione in Italia di stabili organizzazioni occulte, l’utilizzo strumentale di trust e di altri schermi societari.
L’azione di controllo e sanzione avviene da molti anni ormai attraverso strumenti complessi, cooperando con i paesi esteri, verso una progressiva integrazione tra i presidi fiscali e quelli antiriciclaggio.

Il Corpo sta affrontando, con grande efficacia, anche le difficili sfide poste dall’economia digitale.
I fenomeni di “spersonalizzazione” e di “delocalizzazione” che si realizzano in questo particolare settore hanno messo in discussione le nozioni tradizionali di “luogo di produzione del reddito” e di “stabile organizzazione” come sede fissa d’affari.
Naturalmente la Guardia di Finanza non si è fatta trovare impreparata, come dimostrano i positivi risultati in termini di gettito prodotti dalle recenti attività ispettive nei confronti di importanti multinazionali del web che disponevano in Italia di unità organizzative deputate, in modo stabile e continuativo, a concludere contratti, oppure a cedere beni e prestare servizi, senza dichiarare al fisco i proventi delle attività economiche svolte.

La lotta all’evasione fiscale rischia, però, di essere priva di effetti concreti se non è accompagnata da un serio controllo volto a prevenire e contrastare frodi, distrazioni e illeciti impieghi dei flussi di spesa di tutte le strutture pubbliche o a partecipazione pubblica.
Da qui l’importantissima azione sviluppata dalla Guardia di Finanza anche contro le truffe nella percezione di finanziamenti pubblici, le frodi nella spesa sanitaria e previdenziale, gli illeciti negli appalti e le indebite appropriazioni in danno della pubblica amministrazione.
In prospettiva, sarà determinante il contributo che il Corpo fornirà per la verifica dei requisiti per i destinatari del “reddito di cittadinanza”, per garantire l’efficacia della spesa per questa importante misura di inclusione e contrasto alla povertà.

Tutto ciò è possibile solo grazie a un investimento continuo nella formazione del personale, attraverso moduli formativi avanzati che assicurino una preparazione tecnica all’altezza di questa missione istituzionale.
Per questo i tradizionali itinerari didattici sono stati affiancati da percorsi di studio altamente specialistici.
Per esempio, la vostra scuola di polizia economico-finanziaria, grazie a un protocollo sottoscritto con l’OCSE, è diventata “Accademia internazionale per le investigazioni sui crimini economico-finanziari” e realizza ogni anno progetti formativi di partenariato con gli stati esteri, allo scopo di rendere effettiva la cooperazione internazionale e di diffondere le migliori metodologie d’indagine.

L’apprezzamento per il lavoro e la struttura del Corpo è ampiamente condiviso anche a livello internazionale. Dai lavori dell’OCSE emerge, infatti, che molti paesi guardano all’Italia come un esempio, offrendo ispirazione nella lotta integrata ai crimini economico-finanziari.
Questo perché l’approccio intergovernativo suggerito dalle organizzazioni internazionali contro i crimini economico-finanziari è in Italia una realtà da molti anni. Ciò anche grazie alla Guardia di Finanza che, con la propria attività, contribuisce a rafforzare la credibilità del paese come sistema legale funzionante e, quindi, come partner affidabile. La lotta contro questi crimini non deve, però, conoscere tregua: evasione, frodi fiscali, lavoro nero, corruzione, riciclaggio sono, infatti, fenomeni in continua evoluzione che ledono gli interessi generali della collettività e minano le fondamenta della convivenza sociale, danneggiando lo sviluppo dei singoli e delle organizzazioni.
Penso, innanzi tutto, al fondamentale diritto al lavoro, che è espressione di una domanda di sviluppo e di giustizia alla quale, come ricorda spesso il Presidente della Repubblica, tutte le istituzioni sono chiamate a dare una risposta concreta, per favorire una crescita sostenibile che rispetti l’uguaglianza tra le persone e la coesione della comunità.
Penso anche, però, alla libertà d’impresa e alle regole della concorrenza e del mercato. Le istituzioni supportano ogni impresa che punti a sviluppare i propri affari facendo leva soltanto sulle proprie risorse, nel rispetto delle regole, con attenzione agli interessi dei propri dipendenti, delle loro famiglie, dell’ambiente e del territorio. questi soggetti producono una sana occupazione, stimolando l’indotto e i consumi e versando le giuste imposte allo stato e assolvono a una funzione sociale importantissima.

Questo modello di “etica imprenditoriale” va preservato e sostenuto.
Ed è a questo modello – senza dubbio diffuso nel nostro paese, nonostante le dure prove degli ultimi anni causate dalla difficile congiuntura economica – che deve continuare a rivolgersi l’azione della Guardia di Finanza attraverso azioni mirate.
Gli illeciti che il Corpo contrasta costituiscono serie minacce per il nostro paese, perché mettono a rischio le grandezze economiche nazionali del reddito, del risparmio, della spesa e del mercato. Minano inoltre la fiducia dalla quale esse traggono l’indispensabile alimento e sottraggono le risorse destinate ad assicurare lo sviluppo.

Queste sfide richiedono a tutte le donne e tutti gli uomini che lavorano nelle istituzioni saldezza morale e lealtà. Dall’altro lato, serve un investimento continuo in tema di formazione del personale per accrescere la professionalità, le competenze e, di riflesso, il contributo alla competitività e all’efficienza delle organizzazioni di appartenenza.

Sono certo che le attività formative inaugurate da questa cerimonia contribuiranno a consolidare i risultati fin qui raggiunti dal Corpo con tenacia e impegno e alimenteranno, concretamente, lo sviluppo del nostro paese.
Questi risultati non si improvvisano, sono il frutto di un lavoro costante, meticoloso e quotidiano, un lavoro che parte proprio da qui.
A maggior ragione vi auguro buon lavoro, rinnovo la mia riconoscenza alla Guardia di Finanza per l’impegno prezioso, quotidiano e incondizionato, e ringrazio il presidente del consiglio per avere accolto l’invito a presenziare a questa cerimonia.

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