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L'ipotesi di un decreto ad hoc. Bitonci: «Ci attiveremo»

Fondi da Banca Intesa e Camera di Commercio. Ascotrade congela le bollette

Corriere del Veneto - Fri Nov 02 14:07:00 CET 2018

Martina Zambon

VENEZIA - Tempesta d'autunno e soldi. Verrebbe da dire «pochi, maledetti e subito» ma, in realtà, ne serviranno tanti - circa un miliardo - e inevitabilmente pare non arriveranno subito. Il governatore Luca Zaia ha già inviato un dossier al presidente del Consiglio Giuseppe Conte sui danni subiti dal Veneto per il maltempo che flagella la regione da domenica e chiedendo un provvedimento ad hoc, con tutta evidenza un decreto d'emergenza, per agevolare cittadini, aziende ed enti che hanno subito i danni maggiori. Nel dettaglio Zaia scrive, memore forse dell'alluvione del 2010 su cui piovvero 300 milioni dopo una settimana, «serve un provvedimento del governo che contenga tutte le misure atte a sostenere gli enti locali, il tessuto produttivo e i cittadini gravemente colpiti, quali ad esempio la sospensione delle rate dei mutui in essere, di tributi, tasse, imposte e adempimenti fiscali, dei termini di pagamento per le forniture di energia elettrica e gas e di quelli per i contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi; nonché la possibilità di derogare all'obbligo di pagamento dell'ecotassa sui rifiuti». E, non a caso, il governatore aggiunge: «Mi permetto di suggerirle onde evitare spiacevoli incongruenze riscontrate con i precedenti governi in analoghe esperienze, connotate da una miriade di provvedimenti ministeriali il più delle volte disallineati, di valutare la possibilità di predispone un primo provvedimento governativo organico». Insomma, un atto unico e urgente. La risposta, per ora, arriva da un membro veneto del governo, il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci: «Naturalmente ci attiveremo. La manovra è già scritta e "bollinata" ma in fase emendativa di conversione possono essere proposti emendamenti da parte dei gruppi e da parte del governo, troveremo una soluzione».
Parla di «buona notizia» Zaia che aggiunge: «ed esprime la vicinanza di questo governo al territorio. Stiamo già raccogliendo una prima stima dei danni da inviare al premier Conte». Altre risposte, più concrete, sono arrivate ieri da istituti di credito come Banca Intesa ma anche da Ascotrade e dalla Camera di Commercio di Treviso e Belluno. Bollette sospese e rinviato il pagamento senza penali per i clienti di Ascotrade nelle zone colpite dall'eccezionale maltempo che ha colpito il Triveneto. «Non possiamo rimanere impassibili di fronte a simili eventi e alle conseguenze che in molti stanno vivendo - spiega Stefano Busolin presidente di Ascotrade - la misura di sospensione delle penali sul ritardo dei pagamenti riguarda sia le nostre bollette del gas che della luce. Una decisione che riteniamo doverosa». La Camera di Commercio di Treviso -Belluno stanzia 150 mila euro per le sue imprese per un bando dedicato alle imprese colpite dal maltempo per sostenere e facilitare la ripresa delle attività aziendali produttive. «È un primo sostegno dice il presidente Mario Pozza - che vuole dimostrare la vicinanza del mondo delle imprese, più avanti ulteriori stanziamenti». Soldi già sul tavolo anche da parte di Intesa che stanzia un miliardo per tutto il Paese di cui 270 milioni per il Triveneto. Si tratta di finanziamenti a condizioni agevolate destinati a imprese, piccoli artigiani e commercianti e famiglie che hanno subito danni. I finanziamenti potranno essere attivati con un iter semplificato sulla base di un'autocertificazione e le richieste verranno gestite in via prioritaria.
«Segnali importanti - continua Zaia - in una situazione che è stata una botta grossa ma che siamo stati in grado di gestire con strumenti ben diversi rispetto al 2010. Anche allora, senza modelli matematici a disposizione, - ricorda Zaia - abbiamo fatto del nostro meglio e da commissario è funzionata la ristorazione "federalista" dei danni. Il disastro di questi giorni e l'allerta tempestiva con la chiusura delle scuole ci ha fatto passar per matti, invece probabilmente si sono salvate vite. Ricostruiremo ma due cose pesano sul cuore perché non si recuperano: le vite perse e il paesaggio devastato. Migliaia di ettari rasi al suolo con un'estensione inimmaginabile».
L'allerta tempestiva, l'unità di crisi ma anche le nuove opere per la difesa del suolo. «Al di là dei bacini di laminazione - conclude Zaia hanno tenuto gli argini che abbiamo rinforzato con indagini e diaframmi nei punti critici per km. Parliamo di 411 milioni spesi in questi anni, e spesi bene. Ricordo che nel 2010 se ne ruppero ben 32, oggi, invece, li abbiamo rinforzati e alzati anche di un metro come a Motta di Livenza». E sul Piave incontenibile se non grazie alle aree golenali, c'è in piedi un progetto sulle grave di Ciano da 55,3 milioni per la sola progettazione il cui iter, spiega Marco Puiatti, della Direzione regionale per la difesa del suolo, «servirà almeno un anno e mezzo». Una volta realizzata, la cassa di espansione potrà accogliere parte del colmo di piena lasciando il resto all'alveo del Piave.
E poi, ancora, invocata da Padova, c'è il completamento dell'Idrovia (opera quanto meno controversa in relazione alla strada che dovrebbe affiancarla) per cui si è alla fase di progettazione preliminare per 560 milioni di euro. Nel frattempo la Regione ha stanziato oltre 400 milioni per 14 fra casse di espansione e bacini di laminazione di cui due ultimate e le altre pronte nell'arco di 1-2 anni e altre 9 restano in attesa di un finanziamento pari a 181 milioni.

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