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Il deficit al 2,4 per cento non si tocca. La Ue deve rispettare la nostra autonomia

La Stampa - 23/10/2018

Intervista di Alessandro Di Matteo a Massimo Bitonci

Massimo Bitonci, leghista e sottosegretario all'Economia, M5S l'ha accusata di essere la famosa «manina», secondo i retroscena Di Maio si sarebbe lamentato di lei, Giorgetti e Garavaglia, pare che vi chiami il «triangolo delle bermuda».

Come sono andate le cose?
«Sono un po' sconcertato che si addebiti una cosa del genere a un sottosegretario che in realtà ha lavorato questo mese e mezzo assieme agli uffici per costruire un decreto che non è un condono, ma è molto ampio. Un provvedimento "svuota-Cassazione" che era atteso da tanti anni. Non mi stupisce tanto l'attacco di Di Maio, che ovviamente fa il suo gioco politico: era alla vigilia di una manifestazione molto importante per loro, è normale... Ma mi ha sorpreso l'attacco degli organi di stampa».

Ma Di Maio conosceva il testo?
«Io so che il decreto era conosciuto dagli uffici legislativi ed era presente anche in pre-consiglio (dei ministri, ndr). Inutile cercare "manine", una cosa veramente fuori luogo. Io ho sempre operato nella massima trasparenza, non è certo il sottosegretario che scrive il decreto. Certo, ho partecipato attivamente per cercare soluzioni, sono commercialista, ho cercato di mettere la mia esperienza a disposizione».

Passiamo alla manovra: Tria ha scritto all'Ue. E se arrivasse comunque una bocciatura, come pare probabile, cosa farete?
«Il governo non cambia assolutamente la linea, la strada è tracciata. È una manovra espansiva, va a rilanciare investimenti, taglia la tassazione a imprese e ditte individuali, introduce novità come la cedolare secca sugli affitti commerciali... Bisogna rispettare l'autonomia di un Paese che ha scelto per la prima volta da anni una manovra espansiva».

Siamo sicuri che quel deficit-pil al 2,4% "non si tocca" anche in caso di esplosione dello spread?
«Mi pare scritto in maniera abbastanza chiara che si può anche lavorare sui costi dei ministeri, sulla spesa pubblica. Non tagli lineari, ma rimodulare la spesa pubblica. Su questo penso ci siano ancora margini, sul resto la posizione del governo è salda, la manovra dopo anni punta all'espansione e negli anni successivi anche alla riduzione del debito pubblico».

Sempre che le vostre stime sulla crescita siano corrette, cose che molti dubitano...
«Chi ha la verità in tasca? Qualcuno prevedeva il crollo delle borse, che non c'è stato. Prevedevano lo spread alle stelle, invece è stabile...».

Ma ministri come Tria e Moavero erano dell'idea che si dovesse abbassare il rapporto deficit/Pil al 2,1%, dal 2,4%. Sicuro che il governo resterà compatto in caso di attacco dei mercati?
«È normale che ci sia dialettica all'interno del governo. Vale anche per il rapporto con i 5 stelle, anche perché c'è una Lega in netta crescita: vinciamo nettamente persino a Bolzano e a Trento. Ma poi alla fine Di Maio e Salvini, nel giro di un quarto d'ora, trovano la soluzione. Certo, abbiamo una serie di lobby e interessi che a vario titolo sono contro questo governo, mentre noi non abbiamo interessi specifici da tutelare».