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Comitato per i principi contabili

Presentazione

La legge di contabilità e finanza pubblica, legge n. 196 del 2009 introduce disposizioni di governo della finanza pubblica e del bilancio dello Stato per consentire il soddisfacimento dei dettami derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione monetaria e seguire la trasformazione dell'assetto istituzionale.

La necessità di realizzare il coordinamento tra le politiche e gli obiettivi perseguiti dai diversi livelli di governo è rafforzata dall'esigenza, per l'intero aggregato delle amministrazioni pubbliche, di rispettare i vincoli di bilancio assunti in ambito europeo.

La legge n. 196 del 2009 individua l'ambito di applicazione della legge di contabilità nel bilancio dello Stato e nel complesso delle amministrazioni pubbliche, così come individuate dall'elenco predisposto annualmente dall'ISTAT e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro il 31 luglio di ciascun anno. Le disposizioni previste dalla presente legge si applicano anche alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto di quanto stabilito dai rispettivi statuti.

Il Comitato per i principi contabili delle amministrazioni pubbliche è istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria dello Stato in attuazione dell'art. 2, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 recante principi di coordinamento, obiettivi di finanza pubblica e armonizzazione dei sistemi contabili.

Il Comitato per i principi contabili delle amministrazioni pubbliche è la sede ampia e rappresentativa dei diversi interessi e di varie professionalità che consentono di giungere a una condivisione di criteri e regole per:

  • conseguire un'armonizzazione contabile per tutte le Amministrazioni pubbliche richiesta dalle mutate esigenze conseguenti all'adesione dell'Italia all'Unione monetaria e al nuovo assetto istituzionale tra Stato ed Enti decentrati di cui alla legge 5 maggio 2009, n. 42;
  • predisporre bilanci trasparenti e confrontabili;
  • avere disponibilità di informazioni confrontabili, favorire l'attività di monitoraggio e controllo dell' evoluzione dei conti pubblici.

Il Comitato, ai sensi dell'art. 2, comma 1, della legge  31 dicembre 2009, n. 196, ha il compito di predisporre i decreti legislativi diretti all'armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche, ad esclusione delle Regioni e degli enti locali, e dei relativi termini di presentazione e approvazione, in funzione delle esigenze di programmazione, gestione e rendicontazione della finanza pubblica. I sistemi contabili e gli schemi devono essere raccordabili con quelli adottati in ambito europeo ai fini della procedura per i disavanzi eccessivi.
Per le amministrazioni pubbliche tenute al regime di contabilitàcivilistica dovrà̀€ essere, inoltre, definita una tassonomia dei dati contabili e di bilancio ai fini del raccordo con le regole contabili uniformi delle amministrazioni pubbliche.

Al fine di garantire un'effettiva armonizzazione dei bilanci pubblici, inclusi quelli delle Regioni e degli enti locali, il Comitato agisce - ai sensi del comma 7, articolo 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 - in reciproco raccordo con la Commissione tecnica paritetica per il federalismo fiscale di cui all'articolo 4 della legge 5 maggio 2009, n. 42.
Il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato assicura il supporto all'attività̀€ del Comitato medesimo mediante le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
I membri del Comitato, inclusi quelli della segreteria tecnica, non percepiscono alcun compenso, comunque nominato, per la partecipazione alle attività del Comitato.

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