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Si riducono i tempi di pagamento delle Pubbliche amministrazioni

Dati relativi all’anno 2018

Continua il miglioramento sistematico dei tempi di pagamento delle Pubbliche amministrazioni italiane. Alla luce dei dati del sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), nel 2018 sono state pagate circa 20 milioni di fatture, con tempi di pagamento che mostrano in media un anticipo di un giorno rispetto ai termini previsti dalla legge.
Anche tenendo conto delle code dei pagamenti delle fatture del 2018 non ancora effettuati nel momento della rilevazione (che comporterà un leggero peggioramento del tempo medio di ritardo) si registra un significativo miglioramento rispetto ai tempi medi di ritardo relativi alle fatture del 2017 (10 giorni) e del 2016 (16 giorni).

Nota: il dato del 2018 è soggetto a revisione a rialzo in relazione ai pagamenti non ancora effettuati alla data di rilevazione.

Tale tendenza risulta essere generalizzata e riscontrabile per i diversi comparti delle Pubbliche amministrazioni, sebbene permangano situazioni differenziate a livello territoriale.
Rispetto al dato medio nazionale, il Nord presenta tempi di pagamento mediamente inferiori di 8 giorni, il Sud fa registrare un valore medio superiore di 11 giorni, nel Centro emerge un tempo medio di pagamento di 3 giorni superiore. Differenze si riscontrano anche nei tempi di pagamento dei diversi Enti.

Per quanto riguarda i Comuni, la rilevazione dei dati è stata effettuata a partire dalla data di avvio del sistema Siope plus nel corso del 2018, nello specifico nei seguenti trimestri:

  • Comuni sopra i 60.000 abitanti: 1 aprile - 31 dicembre 2018
  • Comuni tra 10.000 e 60.000 abitanti: 1 luglio - 31 dicembre 2018
  • Comuni sotto i 10.000 abitanti: 1 ottobre - 31 dicembre 2018

Il processo di miglioramento dei tempi di pagamento, riscontrato nel triennio di osservazione, è stato favorito dai diversi interventi, posti in essere dal Governo, per consentire il rispetto dei termini di pagamento stabiliti dalla Direttiva Europea 2011/7/UE.

Lo stock di debito residuo scaduto e non pagato alla data del 31 dicembre 2018 risulta, per il complesso dei 28 milioni di fatture, pari a circa 26,9 miliardi. Il dato si riferisce alle fatture emesse nel 2018 in quanto con l’avvio del sistema Siope Plus per molti enti si è avviata l’acquisizione automatica dei dati di pagamento. Va tenuto conto che in questa stima tutte le fatture per le quali non è stata effettuata la comunicazione del pagamento sono state considerate come non pagate; è, pertanto, probabile che tale dato sovrastimi il debito effettivo relativo alle fatture emesse nel 2018. Il dato sarà, quindi, oggetto di successivi aggiornamenti in esito alle verifiche con le Amministrazioni debitrici.

I pagamenti della pubblica amministrazione
 

Tutte le pubbliche amministrazioni sono tenute a pagare le proprie fatture entro 30 giorni dalla data del loro ricevimento, ad eccezione degli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo di pagamento è fissato in 60 giorni. Il rispetto di queste scadenze è un fattore di cruciale importanza per il buon funzionamento dell’economia nazionale e rientra nel rispetto delle direttive europee in materia di pagamenti dei debiti commerciali, su cui la Commissione Europea effettua un puntuale e rigoroso controllo. Negli ultimi anni, anche grazie all’introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni dal 31 marzo 2015, il numero delle pubbliche amministrazioni che paga i fornitori con tempi medi più lunghi di quelli previsti dalla normativa vigente si è gradualmente e progressivamente ridotto.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze svolge un ruolo primario nel monitoraggio del processo di estinzione dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, attraverso l’utilizzo del sistema informatico denominato Piattaforma dei crediti commerciali (PCC), realizzata e gestita per il Ministero dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, che rileva le informazioni sulle singole fatture ricevute dalle oltre 22.200 amministrazioni pubbliche registrate.

La Piattaforma acquisisce in modalità automatica, direttamente dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate (SDI), tutte le fatture elettroniche emesse nei confronti delle PA e registra i pagamenti effettuati e comunicati dalle singole amministrazioni. Queste informazioni, tuttavia, non sono ancora complete: infatti, non tutti gli enti pubblici sono attivi nella comunicazione dei dati di pagamento. A questa carenza, che impedisce di avere una visione esaustiva del ciclo delle fatture, si è posto rimedio con lo sviluppo di Siope Plus, un sistema informativo che permette l’acquisizione automatica dei dati sui pagamenti (vedi sezione "Alcune considerazioni sui dati").

I numeri del 2018

Fatture Pagate Banner
ENTI PUBBLICI REGISTRATI
22.200
Fatture Registrate Banner
NUMERO FATTURE REGISTRATE
n. 28,2 mln
Importo totale liquidabile Banner
IMPORTO TOTALE LIQUIDABILE
148,6 mld

Il “cruscotto” pubblicato in questa pagina fornisce informazioni aggiornate relative ad alcuni indicatori ricavati dalla Piattaforma. I dati pubblicati sono relativi al periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018.

Nel 2018 sono state registrate oltre 28 milioni di fatture ricevute, e non respinte, dalle pubbliche amministrazioni, per un importo totale pari a 163,3 miliardi di euro, di cui 148,6 miliardi effettivamente liquidabili (ossia al netto della quota IVA e degli importi sospesi e non liquidabili).

La Piattaforma ha rilevato i pagamenti relativi a 20,3 milioni di fatture, per un importo pari a 120,7 miliardi di euro, che corrisponde all’81% del totale (al netto della quota IVA e degli importi sospesi e non liquidabili). I tempi medi ponderati occorsi per saldare, in tutto o in parte, queste fatture sono pari a 46 giorni, a cui corrisponde un anticipo medio di 1 giorno sulla scadenza delle fatture stesse.

Fatture Pagate Banner
FATTURE PAGATE
n. 20,3 mln
Fatture Registrate Banner
IMPORTO PAGATO
n. 120,7 mld
Tempo medio di pagamento Banner
TEMPO MEDIO DI PAGAMENTO
46 giorni
Tempo medio di ritardo Banner
TEMPO MEDIO DI ANTICIPO
1 giorno

 

Certificazione dei crediti: andamento registrazioni imprese e istanze presentate

Ultimo aggiornamento 15 aprile 2019

34.813

IMPRESE REGISTRATE

180.613

ISTANZE CERTIFICAZIONE PRESENTATE

Tramite la Piattaforma, i titolari di crediti commerciali possono chiedere all’amministrazione debitrice di “certificare” il debito, con indicazione della data prevista di pagamento. Grazie alla certificazione, il credito è considerato affidabile dagli intermediari finanziari (banche, factor, ecc.), con la conseguenza che il fornitore che vanta un credito certificato, che non abbia ancora ricevuto il pagamento ma necessita di liquidità, può smobilizzarlo attraverso la cessione ad un istituto di credito a condizioni più favorevoli rispetto ai normali crediti commerciali o utilizzarlo in compensazione con somme iscritte a ruolo o dovute in base ai c.d. istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario.

Ad oggi le quasi 35.000 imprese registrate ai fini della certificazione hanno presentato oltre 180.000 istanze di certificazione per un controvalore certificato di oltre 8,5 miliardi di euro, di cui 2,6 miliardi smobilizzati presso intermediari finanziari.

Una pagina del focus illustra alcuni Chiarimenti in ordine allo stato dei pagamenti dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni e delle certificazioni dei crediti.

Come leggere i dati

  • i dati sopra riportati si riferiscono ai tempi di pagamento con i quali, alla data di osservazione, le pubbliche amministrazioni hanno smaltitole fatture ricevute dai propri fornitori nel corso del2018, rilevati sulla base delle comunicazioni di pagamenti effettuate in Piattaforma. Si precisa che il tempo medio di pagamento è un dato diverso dall’indicatore di tempestività dei pagamenti – ITP, che le pubbliche amministrazioni sono tenute a riportare nei rispettivi siti istituzionali, ai sensi del DPCM 22 settembre 2014, perché quest’ultimo si riferisce alla tempistica di tutti i pagamenti effettuati nel periodo considerato, indipendentemente dalla data di ricevimento delle fatture passive.
  • il numero e l’importo delle fatture realmente pagate è evidentemente superiore a quello registrato in Piattaforma, dal momento che ancora non tutti gli enti comunicano informazioni complete.

Per conseguire questi obiettivi il MEF – Ragioneria Generale dello Stato ha attivato modalità di comunicazione dei dati da parte delle amministrazioni. In particolare, ad integrazione dei canali di trasmissione già disponibili (immissione manuale via internet, caricamento massivo tramite invio di file pre-compilati, trasmissione telematica di flussi di dati), è stata prevista ed affinata la cooperazione applicativa tramite web services, grazie alla quale gli enti possono connettere i propri sistemi gestionali alla Piattaforma.

Inoltre, è stato realizzato il sistema, denominato Siope Plus, per l’acquisizione automatica dei dati dei pagamenti che consente di integrare le informazioni attualmente disponibili nel sistema “Siope” con le informazioni relative ai mandati di pagamento di fatture passive presenti in PCC contestualmente all’effettuazione delle transazioni di pagamento. Infine, sono stati collegati, in modo automatico, al sistema PCC i seguenti applicativi: il sistema di contabilità SICOGE (Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato), il sistema GEOCOS (Amministrazioni che effettuano ordinativi secondari di spesa a valere sulle contabilità speciali) e il sistema SIDI (Istituti scolastici di ogni ordine e grado).

Il Siope Plus

Dal 1° gennaio 2018 il sistema è operativo a regime per le Regioni, le Provincie e le Città Metropolitane; dal 1° aprile 2018 si sono aggiunti i comuni con più di 60.000 abitanti e dal 1° luglio 2018 i comuni con popolazione compresa fra 10.001 e 60.000 abitanti per un totale di circa 1.400 enti pubblici.

Dal 1° ottobre 2018 Siope Plus è diventato operativo per i Comuni fino a 10.000 abitanti e per le aziende sanitarie e ospedaliere; dal 1° gennaio 2019 Siope Plus è stato esteso a tutti i restanti enti già soggetti alla vecchia rilevazione SIOPE e alle autorità di sistema portuale.

Nel corso del 2019, saranno progressivamente coinvolte tutte le restanti pubbliche amministrazioni, ad eccezione delle Amministrazioni statali che utilizzano il sistema Sicoge. L’attuale collegamento tra il sistema di contabilità Sicoge e PCC, affiancato dal Siope Plus, consentirà di ricevere in automatico in PCC tutte le informazioni sui pagamenti, garantendo una copertura dell’universo delle pubbliche amministrazioni pressoché totale. La parte residuale di pubbliche amministrazioni non “coperte” verrà gestita con interventi mirati. Per gli ulteriori approfondimenti sul Siope Plus, si rimanda alla specifica sezione predisposta sul sito web istituzionale della Ragioneria Generale dello Stato raggiungibile al seguente indirizzo:
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e_government/amministrazioni_pubbliche/siope/siope_/.

I dati di Siope Plus per il 2018

I dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute dalle pubbliche amministrazioni che hanno avviato Siope Plus.

  1. Per le Regioni, le Province e le Città metropolitane che hanno avviato il Siope Plus il 1° gennaio 2018, i dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nell’anno 2018.
  2. Per i Comuni sopra i 60.000 abitanti che hanno avviato il Siope Plus a partire dal 1° aprile 2018, i dati si riferiscono al secondo, terzo e quarto trimestre 2018;
  3. Per i Comuni sopra i 10.000 abitanti che hanno avviato il Siope Plus il 1° luglio 2018, i dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nel terzo e quarto trimestre 2018.
  4. Per i Comuni che hanno avviato il Siope Plus il 1° ottobre 2018 (ad eccezione dei comuni terremotati che hanno avviato Siope Plus a partire dal 1° gennaio 2019) sono esposti i dati riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nell’ultimo trimestre del 2018.

A fronte di tali importi sono stati rilevati i pagamenti registrati nel sistema informativo e i relativi tempi medi di pagamento e di ritardo. Per ciascuna amministrazione pubblica, sulla base dei dati comunicati, sono stati elaborati alcuni indici riguardanti:

  • il rapporto percentuale tra l’importo pagato e l’importo complessivo dovuto (l’importo complessivo delle fatture, al netto della quota IVA, versata direttamente dalle PA all’erario, e degli importi sospesi e non liquidabili);
  • la media dei tempi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrente tra la data di emissione della fattura e la data di pagamento, ponderata con l’importo della fattura (si ricorda che per le fatture elettroniche la data di emissione coincide con la data di invio);
  • la media dei ritardi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrenti tra la data di scadenza della fattura e la data di pagamento, ponderata con l’importo della fattura (questo valore può essere negativo, se la fattura viene pagata in anticipo; si precisa che la data di scadenza del debito, se non espressamente indicata nella fattura, è calcolata in base alle norme vigenti a decorrere dalla data di emissione).Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 4, paragrafi 3 e 6, della Direttiva UE, il termine massimo di 60 giorni per il pagamento vale non solo per gli enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ma anche per tutti i contratti delle altre pubbliche amministrazioni stipulati espressamente con tale scadenza, per la loro particolare natura.

I dati relativi a Regioni, Province e Città metropolitane mostrano un tempo di pagamento medio sostanzialmente in linea con i termini previsti dalla normativa in vigore. Oltre il 72% degli enti appartenenti ai comparti considerati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti ed il 54% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

A livello di singolo comparto, le Regioni hanno fatto registrare nel complesso un tempo medio di pagamento di circa 34 giorni ed un tempo di ritardo di -5 giorni, con alcune situazioni che fanno registrare i pagamenti effettuati con largo anticipo rispetto alla scadenza delle fatture (Lazio, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria). Per le Province i tempi medi di pagamento e di ritardo si attestano rispettivamente a 41 giorni e 7 giorni; la metà di esse mostra tempi medi di ritardo negativi, mentre le Città metropolitane mostrano tempi di pagamento pari a 33 giorni, a cui corrispondono tempi medi di ritardo pari a -4 giorni. Anche per questo settore, si riscontrano enti che riportano ritardi di pagamento con valori negativi (si tratta di dieci Città metropolitane su quattordici).

Il complesso dei Comuni sopra i 60.000 abitanti ha fatto registrare, per le fatture ricevute nel secondo, terzo e quarto trimestre del 2018, un tempo medio di pagamento di circa 42 giorni ed un tempo di ritardo pari a 6 giorni. Il 71% circa dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e circa il 40% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Il complesso dei Comuni tra i 10.000 e i 60.000 abitanti ha fatto registrare, per le fatture ricevute nel terzo e quarto trimestre del 2018, un tempo medio di pagamento di circa 42 giorni e un ritardo medio pari a 8 giorni. Il 69% dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti ed il 42% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Il miglioramento nelle percentuali di comunicazione dei pagamenti in conseguenza dell’estensione di Siope Plus (dal 1° ottobre 2018) a tutti i Comuni italiani (ad eccezione dei comuni terremotati) può essere apprezzato guardando ai risultati dei pagamenti e relativi tempi medi di pagamento riguardanti le fatture ricevute nell’ultimo trimestre 2018. I Comuni hanno fatto registrare un tempo medio di pagamento di circa 35 giorni ed un tempo di ritardo pari a 1 giorno. Il 66% dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e il 50% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Alcuni enti riportano percentuali di pagamenti comunicati al sistema Siope Plus che sono ancora basse. Infatti, nella fase di avvio del sistema questi enti non sono riusciti a collegare il proprio sistema informativo al registro delle fatture e non hanno trasmesso alla PCC le informazioni riguardanti il pagamento delle fatture. Queste difficoltà hanno determinato ritardi nella piena operatività di Siope Plus.

I dati sui tempi di pagamento saranno oggetto di successivi aggiornamenti che terranno conto dei pagamenti (di fatture emesse nel periodo esaminato) effettuati successivamente alla presente data di osservazione del fenomeno. Gli aggiornamenti saranno effettuati con cadenza trimestrale con riferimento a una platea via via più ampia di enti.

I dati di PCC per il 2018

Da questa pagina è possibile scaricare il file relativo a tutte le Pubbliche Amministrazioni oggetto del monitoraggio dei debiti commerciali, previsto dalla normativa vigente.

I dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute dalle pubbliche amministrazioni (le istituzioni scolastiche sono presentate in modo aggregato) nell’anno 2018 (ad esclusione delle fatture respinte) e, ai relativi pagamenti, così come comunicati in PCC dalle amministrazioni stesse.

Per ciascuna amministrazione pubblica, sulla base dei dati comunicati, sono stati elaborati alcuni indici riguardanti:

  • il rapporto percentuale tra l’importo pagato e l’importo complessivo delle fatture ricevute;
  • la media dei tempi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrente tra la data di emissione della fattura e la data di pagamento, ponderata con l’importo della fattura (si ricorda che per le fatture elettroniche, la data di emissione coincide con la data di invio);
  • la media dei ritardi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrenti tra la data di scadenza della fattura e la data di pagamento, ponderata con l’importo della fattura (questo valore può essere negativo, se la fattura viene pagata in anticipo; si precisa che la data di scadenza del debito, se non espressamente indicata nella fattura, è calcolata in base alle norme vigenti a decorrere dalla data di emissione).

Qualora l'ente abbia modificato la data di scadenza delle fatture, i predetti tempi di pagamento e di ritardo sono calcolati tenendo conto della nuova data dichiarata dall'ente in PCC.

Si ricorda che il valore del tempo medio di ritardo ponderato, riferendosi alle fatture ricevute dall’amministrazione nell’anno 2018, differisce dal valore dell’indicatore di tempestività dei pagamenti (ITP), che viene calcolato con riferimento a tutti i pagamenti effettuati nel periodo considerato, indipendentemente dalla data di ricevimento delle fatture.

Nella consultazione dei dati è necessario tener presente quanto segue:

  1. il perimetro delle pubbliche amministrazioni oggetto di monitoraggio, come definito dall’articolo 1, comma 2 della Legge n. 196/2009, è in continua evoluzione, includendo i soggetti indicati a fini statistici nell'elenco ISTAT (lista S.13), la cui ricognizione è aggiornata annualmente;
  2. qualora le pubbliche amministrazioni non provvedano a comunicare lo stato delle fatture ricevute (indicando l’avvenuto pagamento e confermando oppure rettificando la data di scadenza delle fatture), i tempi medi di pagamento e di ritardo contenuti nella tabella potrebbero differire rispetto a quelli registrati nei sistemi contabili della singola amministrazione;
  3. le pubbliche amministrazioni hanno la possibilità di inserire, in qualunque momento, i dati relativi ai pagamenti delle proprie fatture passive o di modificarne lo stato (ad es. da liquidabile a non liquidabile e viceversa), rendendo la percentuale di pagamento e i relativi tempi sensibili al momento in cui si effettua l’osservazione.

Per i motivi sopra evidenziati, l’elenco pubblicato sarà oggetto di aggiornamento periodico.

I 500 enti pubblici che pagano più rapidamente

Da questa pagina è possibile scaricare i file relativi ai 500 enti pubblici che hanno fatto registrare le migliori performance in termini di tempestività dei pagamenti, selezionati tra quelli che trasmettono i pagamenti di oltre il 75% delle fatture a loro indirizzate e che ricevono almeno 1.000 fatture per un importo complessivo superiore a un milione di euro.

I criteri utilizzati per selezionare gli enti elencati in ciascuna lista sono i seguenti:

  • il rapporto percentuale tra l’importo pagato e l’importo da pagare;
  • la media ponderata dei tempi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrente tra la data di emissione della fattura e la data di pagamento (si ricorda che per le fatture elettroniche la data di emissione coincide con la data di invio);
  • la media ponderata di ritardi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrenti tra la data di scadenza della fattura e la data di pagamento (questo valore può essere negativo, se la fattura viene pagata in anticipo; inoltre la data di scadenza del debito, se non espressamente indicata nella fattura e/o modificata dall’ente in PCC, è calcolata in base alle norme vigenti a decorrere dalla data di emissione).

Sono state prese in considerazione solo le fatture elettroniche emesse dal 1/1/2018 al 31/12/2018 (con l'esclusione di quelle respinte).

Le nuove norme in materia di diffusione dei dati sui debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni previste dalla L. n. 145/2018

Nell’ottica di migliorare la trasparenza e la diffusione delle informazioni sui debiti commerciali, la Legge 30 dicembre 2018, n. 145, all’articolo 1, comma 869, ha stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, per le singole amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nel sito web istituzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri sono pubblicati e aggiornati:

  1. con cadenza trimestrale, i dati riguardanti gli importi complessivi delle fatture ricevute dall'inizio dell'anno, i pagamenti effettuati e i relativi tempi medi ponderati di pagamento e di ritardo, come desunti dal sistema informativo della piattaforma elettronica di cui al comma 861;
  2. con cadenza mensile i dati riguardanti le fatture ricevute nell'anno precedente, scadute e non ancora pagate da oltre dodici mesi, come desunti dal sistema informativo della piattaforma elettronica di cui al comma 861.

Inoltre, la medesima Legge all’articolo 1, comma 870, ha stabilito la pubblicazione dell’ammontare dello stock di debiti commerciali residui scaduti e non pagati alla fine dell'esercizio precedente.

Ai sensi della normativa sopra richiamata, si pubblicano i seguenti dati desunti dal sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC):

  • i dati delle singole amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, riguardanti gli importi complessivi delle fatture ricevute nel primo trimestre 2019, i pagamenti effettuati e i relativi tempi medi ponderati di pagamento e di ritardo.
  • i dati per le singole amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, riguardanti le fatture ricevute nell'anno precedente, scadute e non ancora pagate da oltre dodici mesi.
  • l'ammontare dello stock di debiti commerciali residui scaduti e non pagati alla fine dell'esercizio 2018, con riferimento alle fatture emesse a partire da gennaio 2018, in concomitanza con l’avvio del Siope Plus, che consente la rilevazione automatica dei pagamenti. Il dato tiene conto anche delle note di credito, che, in alcuni casi, possono determinare un valore dello stock di debito residuo di segno negativo.

Con riferimento allo stock di debiti residui scaduti e non pagati alla fine del 2018, si rappresenta che, nelle more delle verifiche dei pagamenti non comunicati alla PCC da parte delle Pubbliche amministrazioni, in relazione a fatture emesse negli anni precedenti, si è ritenuto opportuno, per il momento, pubblicare i dati dello stock di debito residuo generato dalle fatture emesse a partire dal 2018. Ciò, in considerazione del fatto che, soltanto con l’avvio del sistema Siope Plus, i pagamenti delle fatture commerciali vengono registrati sulla PCC in modo automatico. In proposito, vale rilevare che, in base alle comunicazioni del debito residuo trasmesse dagli enti (al momento, circa 7.000), ai sensi della Legge 145/2018, art. 1, comma 867, il debito residuo calcolato sulle fatture ricevute a partire dall’anno 2018 tenderebbe ad approssimare l’importo complessivo di quello pendente.

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