l'INNOVAZIONE
Tecnologie
Firma Digitale su carta
Il concetto di “firma digitale su carta” può apparire, in prima istanza, una contraddizione in termini. In effetti anche in ambito MEF, al momento in cui ne è stata verificata la fattibilità tecnica sui sistemi, ci sono state perplessità iniziali sulla validità della soluzione. La domanda ricorrente è nota e comune: “Perché implementare una tale tecnologia, se si vogliono ridurre gli archivi cartacei?!” Molto dipende dall’interpretazione che si dà al concetto di firma digitale del documento cartaceo e da quale punto di osservazione si affronta la tematica.
Infatti, comunemente, la firma di un documento è intesa come firma autografa, mentre, quando si firma digitalmente un documento, è assolutamente normale considerare che disponiamo di un documento in formato elettronico. Queste considerazioni apparentemente ovvie ci portano alla definizione di un nuovo ambito di applicazione, analizzando l’utilizzo dello strumento cartaceo. Finora infatti la carta è stata impiegata, nel contesto della Pubblica Amministrazione e non solo, come supporto “visivo” di informazioni documentali. Allora è doveroso domandarsi: “Cosa succederebbe se fosse possibile trasformarla in un contenitore di dati digitali?” E’ evidente che l’utilizzo della “firma digitale su carta” apre di fatto un nuovo canale di comunicazione digitale, certificata ed autentica. L’impiego di tale soluzione, infatti, consente di non interrompere la catena del valore della firma digitale, poiché il documento stampato ha, a tutti gli effetti, valore di documento originale (se il firmatario è lo stesso autore del documento) o di copia conforme (se il firmatario è diverso dall’autore del documento).
Il primo ambito di applicazione individuato dal DAG è costituito dalla trasmissione telematica del cedolino elettronico: il modulo inviato via mail attestante le competenze stipendiali è un documento utilizzabile sia in formato elettronico, sia in formato stampa, opponibile a terzi (essendo firmato digitalmente con l’apposizione di codici grafici bidimensionali o “glifi”).
La stessa metodologia è di fatto applicabile alle diverse tipologie di documenti ufficiali emessi dalla Pubblica Amministrazione, quali ad esempio le certificazioni, le circolari, i fascicoli dei dipendenti,
ma anche (estendendone l’utilizzo) alle patenti, ai passaporti, ecc. é evidente che l’emissione di documenti con firma digitale espressa su codici grafici bidimensionali può contribuire fortemente all’utilizzo della firma digitale stessa e quindi, per rispondere alla domanda iniziale, alla riduzione dell’utilizzo della carta e all’ottimizzazione dei processi di firma e verifica dei documenti.
Uno degli aspetti davvero innovativi dell’utilizzo dei codici grafici bidimensionali con firma digitale è costituito dall’applicazione di metodologie e strumenti open-source nell’implementazione della soluzione. Esiste ad oggi una cospicua documentazione in relazione all’open-source e normative che ne disciplinano l’utilizzo nell’ambito della P.A., per cui non è intenzione di questo Quaderno soffermarsi su tali aspetti. Ad ogni modo, la soluzione realizzata, oltre ad utilizzare la componente proprietaria del fornitore, sfrutta una molteplicità di elementi di tipo open-source sia in termini di componenti “applicative” sia in termini di componenti “infrastrutturali” (come ad esempio Linux).
In tali ambiti, il SCSII ha maturato nel corso degli anni una forte competenza, fatto particolarmente rilevante sia nell’ambito del MEF, sia più in generale nel contesto della P.A. Centrale. La soluzione implementata sfrutta a pieno il valore aggiunto dell’open-source ed offre la possibilità di produrre strumenti e documentazione di concreta utilità per le amministrazioni pubbliche. E’ auspicabile infatti, per una più completa omogeneizzazione dello scenario attuale, far evolvere i sistemi informativi pubblici focalizzandosi sull’aspetto fondamentale del “riuso” anche attraverso la condivisione delle soluzioni realizzate in diversi contesti, rendendole disponibili a tutta la Pubblica Amministrazione (PAC e PAL) , in un’ottica di razionalizzazione della spesa e di risparmio complessivo per il Sistema Paese.
Vincenzo Cammillacci e Felicia Destito
Ministero dell’Economia e delle Finanze
Servizio Centrale per il Sistema Informativo Integrato
Direzione Affari Generali, del Personale e dei Servizi del Tesoro

