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Sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese

In una fase di contrazione economica come quella a cui il Paese va incontro è vitale fare ogni sforzo per evitare che gli effetti sull’economia reale si trasferiscano al settore del credito. Tanto le famiglie quanto le imprese rischiano di vedere significativamente erose le proprie entrate e ciò pregiudica la loro capacità di far fronte ad impegni finanziari pregressi e potrebbe rendere anche difficoltoso l’accesso al credito. Il Governo intende scongiurare con forza questa eventualità e ha predisposto prima un piano da oltre 750 miliardi complessivi con il Decreto Liquidità per assicurare la necessaria liquidità alle famiglie e alle imprese,un piano che ha ricevuto il via libera dall’Unione Europea nell’ambito delle nuove regole sul Temporary Framework. Poi, come ulteriore sostegno alla liquidità delle imprese, per la quale sono stati stanziati 34 miliardi per le garanzie di Sace e per il rifinanziamento del Fondo Pmi, con il Decreto Rilancio sono stati destinati 12 miliardi di liquidità a Regioni ed enti locali per il pagamento dei debiti della P.A. nei confronti dei fornitori.

L’intervento del Governo si articola su più fronti.

Pagamento debiti della P.A.

Viene istituito nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze un fondo, con una dotazione di 12 miliardi di euro, destinato a concedere anticipazioni a Regioni, Province autonome ed enti locali, che si trovino in uno stato di carenza di liquidità, al fine di far fronte al pagamento dei propri debiti di carattere commerciale certi, liquidi ed esigibili. Il fondo sarà articolato in due sezioni, una destinata ad assicurare la liquidità per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali e delle Regioni e Province autonome per debiti diversi da quelli finanziari e sanitari, l’altra per assicurare la liquidità a Regioni e Province autonome per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio Sanitario Nazionale. La gestione delle due sezioni del Fondo è affidata alla Cassa depositi e prestiti.

Moratoria sui prestiti

Le micro (le cc.dd. partite IVA), piccole e medie imprese (PMI), i professionisti e le ditte individuali aventi sede in Italia e non classificate come esposizioni deteriorate beneficiano di una moratoria straordinaria su un volume complessivo di prestiti stimato in circa 220 miliardi di euro. Lo scopo è quello di aiutare queste categorie di imprese a superare la fase più critica della caduta produttiva collegata all’emergenza Covid-19, per evitare che un calo sensibile della domanda, anche se limitato nel tempo, abbia effetti permanenti su un numero elevato di imprese. Vengono congelate fino al 30 settembre linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve e rate di prestiti e canoni in scadenza. Su tali esposizioni è prevista una garanzia parziale, gratuita, del fondo PMI.
Per accedere alla moratoria le imprese, al momento della pubblicazione del decreto (17 marzo), devono essere in bonis, ovvero non avere posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate. Le imprese sono tenute ad autocertificare di aver subìto in via temporanea carenze di liquidità a causa della diffusione dell’epidemia, mentre le banche e tutti gli altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia devono accettare le comunicazioni di moratoria, se ovviamente le stesse comunicazioni rispettano i requisiti previsti dal Decreto legge “Cura Italia”. La comunicazione può essere inviata da parte dell’impresa anche via PEC.

Le garanzie di Sace

1. Misure di sostegno alla liquidità delle imprese
Nell’ambito di un’operazione dal valore di 200 miliardi di euro volta ad assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia, fino al termine del 2020 Sace concede garanzie in favore di banche e altre istituzioni finanziarie per nuovi finanziamenti erogati sotto qualsiasi forma alle imprese stesse. Sace gestirà le richieste di copertura dei rischi attraverso ‘Garanzia Italia’ contro-garantita dallo Stato: uno strumento che potrà essere richiesto per tutto il 2020 da qualsiasi tipologia di impresa, indipendentemente da dimensione, settore di attività e forma giuridica. Le Pmi, alle quali sono destinati almeno 30 miliardi di euro, per poter accedere alla garanzia Sace devono aver esaurito il proprio plafond presso il Fondo di Garanzia. La garanzia è a prima richiesta, esplicita e irrevocabile e copre finanziamenti di importo non superiore al maggiore fra il 25% del fatturato 2019 dell’impresa e il doppio del costo del personale del 2019. Potranno essere richiesti anche più finanziamenti dalla stessa impresa, ma il cumulo deve comunque rispettare questi limiti. La durata dei finanziamenti non potrà essere superiore a 6 anni, con la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 24 mesi (12, 18 o 24 mesi).
Le commissioni devono essere limitate al recupero dei costi e il costo del finanziamento garantito deve essere inferiore a quello che si avrebbe in assenza di garanzia.
Le richieste di finanziamento dovranno essere presentate dalle imprese alle banche di riferimento e sarà poi la stessa banca ad effettuare la richiesta di garanzia a Sace. Per le imprese di minori dimensioni, con meno di 5.000 dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi, è prevista una procedura ulteriormente semplificata che si articola attraverso pochi passaggi:

  • La richiesta dell’impresa al soggetto finanziatore di un prestito garantito da Sace;
  • La verifica dei criteri di eleggibilità del richiedente da parte della banca, che inserisce la richiesta nel portale online di Sace per l’istruttoria e l’emissione del codice unico identificativo del finanziamento;
  • Emessa la garanzia dello Stato, la banca può erogare il finanziamento al richiedente con la garanzia di Sace controgarantita dallo Stato.

2. Misure per il sostegno all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti delle imprese
Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export. L’obiettivo è di consentire a Sace di far fronte alla crescente richiesta di assicurare operazioni ritenute di interesse strategico per l’economia nazionale che la società non avrebbe altrimenti la capacità finanziaria di coprire.

Potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI

Con il decreto legge 18/2020 e il successivo D.L. 23/2020 è stata ampliata in modo significativo l’operatività del Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi, disponendo, fra l’altro, la gratuità della garanzia, con la sospensione dell'obbligo di versamento delle previste commissioni per l'accesso al Fondo stesso; l'ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito e l'allungamento automatico della garanzia in caso di moratoria o sospensione del finanziamento per l’emergenza coronavirus. L’importo massimo garantito sale a 5 milioni di euro e vengono ammesse alla garanzia le imprese fino a 499 dipendenti. La percentuale di copertura diretta sale almeno al 90% per tutti i finanziamenti fino a 6 anni, con possibilità di arrivare al 100% nel rispetto di alcune condizioni. L’accesso al Fondo può essere concesso anche a beneficiari che, alla data della richiesta di garanzia, presentano esposizioni classificate dalla banca come ‘inadempienze probabili’ o ‘scadute o sconfinanti deteriorate’, purché la classificazione sia successiva al 31 gennaio 2020. Sono escluse le imprese che hanno esposizioni classificate come ‘sofferenze’. La garanzia può essere concessa anche a operazioni già perfezionate ed erogate da non oltre tre mesi e comunque dopo il 31 gennaio 2020. Sommando i finanziamenti in essere e quelli nuovi, l’obiettivo è consentire garanzie per oltre 100 miliardi complessivi di finanziamento alle imprese da parte del Fondo.

Si possono indicare tre principali soglie di prestito:

  • Prestiti fino a 25.000 euro: i nuovi prestiti, pari al 25% dei ricavi dell’impresa (risultanti dall'ultimo bilancio depositato o dall'ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della richiesta di garanzia o, per le imprese costituite dopo il 1 gennaio 2019, da altra idonea documentazione o anche autocertificati), sono garantiti al 100% dal Fondo di Garanzia per le Pmi. L’impresa presenta alla propria banca (o ad altro soggetto abilitato a concedere credito) una autocertificazione sui danni subiti dalla propria attività a causa dell’emergenza Covid-19. Non viene effettuato alcun tipo di valutazione da parte del Fondo sul soggetto beneficiario della garanzia, mentre la banca si limita alla valutazione del merito creditizio. Tali finanziamenti prevedono l’inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi ed hanno una durata fino a massimo 6 anni. Il tasso di interesse applicato dalla banca tiene conto della sola copertura dei costi di istruttoria e di gestione dell’operazione. Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito e la banca può quindi erogare il finanziamento dopo la verifica formale del possesso dei requisiti, anche senza dover attendere l’esito dell’istruttoria del Fondo. L’Abi ha pubblicato sul proprio sito lo schema esemplificativo per l’accesso ai finanziamenti sotto questa soglia.
  • Prestiti fino a 800.000 euro: le imprese con ricavi non superiori a 3,2 milioni di euro e fino a 499 dipendenti possono ottenere una garanzia pari al 100%, concessa al 90% dallo Stato e al 10% da un soggetto terzo (es. Confidi), su un prestito di importo non superiore al 25% dei ricavi dell’azienda (massimo 800.000 euro), presentando alla propria banca una autocertificazione sui danni subiti dalla propria attività a causa dell’emergenza Covid-19. L’intervento del Fondo di Garanzia delle Pmi è gratuito e, ai fini della concessione della garanzia, non è prevista alcuna valutazione del merito di credito dell’impresa.
  • Prestiti oltre 800.000 euro: il Fondo garantisce al 90% dei prestiti oltre gli 800.000 euro (fermo restando il limite massimo di 5 milioni di euro per impresa), con modalità di accesso gratuita. L’ammontare del prestito non può essere superiore al doppio della spesa per salari che il beneficiario ha sostenuto nel 2019 o il 25% del fatturato totale del 2019. Ai fini della concessione della garanzia, non è prevista alcuna valutazione del merito di credito dell’impresa.

Garanzia dello Stato a favore di CDP

Questa forma di garanzia viene prevista per fornire provvista alle banche che finanziano imprese medio grandi che non beneficiano del Fondo PMI. Garanzia di 500 milioni con un moltiplicatore di 20, quindi si stima fino a 10 miliardi di nuova finanza. Allo stesso tempo, Cassa Depositi e Prestiti ha avviato la più estesa operazione di rinegoziazione dei mutui degli ultimi anni, che coinvolgerà 7.200 enti territoriali e libererà risorse fino a 1,4 miliardi di euro nel 2020 dalla rinegoziazione di 34 miliardi di prestiti. CDP offre un supporto finanziario a Comuni, Città Metropolitane, Province e Regioni che disporranno così di risorse immediatamente utilizzabili sul territorio, che potranno essere destinate anche agli interventi necessari a far fronte all’emergenza Coronavirus.

Incentivo alle imprese bancarie e industriali

Viene previsto per incentivare le imprese a cedere i loro crediti nei confronti di debitori inadempienti mediante la conversione in Crediti di imposta di alcune tipologie di Attività Fiscali Anticipate, entro limiti predefiniti. L’intervento libera nuove risorse liquide per le imprese e consente alle banche di dare nuovo credito, consentendo nuova finanza bancaria per le imprese fino a 10 miliardi.

Fondo di Solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa

È stata ampliata l’operatività del cosiddetto fondo Gasparrini che permette ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa, che siano in specifiche situazioni di temporanea difficoltà, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi. In seguito all’emergenza Covid, l’accesso al fondo è consentito anche ai lavoratori dipendenti con una sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni e ai lavoratori autonomi (inclusi commercianti e artigiani) e ai professionisti che abbiano subìto un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019.
Nell'ambito della sospensione, possono essere ricomprese sia le rate a scadere successivamente alla data di presentazione della domanda, sia le rate scadute e non pagate antecedentemente a tale data, purché il ritardo nei pagamenti non sia superiore a 90 giorni consecutivi. La misura si applica anche a mutui concessi da meno di un anno. La modulistica per presentare la domanda è stata aggiornata e semplificata rispetto al modello precedente: il nuovo modello potrà essere compilato direttamente online ed inviato secondo le modalità indicate da ciascuna banca. Inoltre, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo:

  • non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • è possibile beneficiare della sospensione anche se ne è già fruito in passato (purché l’ammortamento sia ripreso da tre mesi);
  • è stato previsto che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

Fra le altre misure, segnaliamo:

  • Rafforzamento dei Confidi per le microimprese, attraverso misure di semplificazione.
  • Immediata entrata in vigore del “volatility adjustment” per le assicurazioni. Viene introdotto un contributo statale del 50% della quota interessi.
  • Viene introdotta una norma che proroga i termini e introduce la possibilità di riparto parziale di indennizzo per i risparmiatori attingendo al FIR, il fondo previsto per gli indennizzi ai risparmiatori rimasti coinvolti.
  • Sospensione dei rimborsi in scadenza nel 2020 dei finanziamenti SIMEST.

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